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"E' in corso uno sforzo concentrato per prevedere e gestire il comportamento umano in modo che gli scienziati sociali e l'elite dittatoriale possano essere in grado di controllare le masse e proteggersi dalle ricadute di un'umanità libera completamente risvegliata. Solo risvegliandoci ai loro tentativi di metterci a dormire noi abbiamo una possibilità di preservare il nostro libero arbitrio."
Nicholas West


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L'Ue ha già speso 315 milioni di euro per i droni senza che nessun Parlamento abbia potuto dire niente

L'Ue ha già speso 315 milioni di euro per i droni
senza che nessun Parlamento abbia potuto dire niente

tratto da: http://www.lantidiplomatico.it/

Il rapporto impietoso di Statewatch

Bruno Waterfield del Telegraph riporta oggi il rapporto di Statewatch, un'organizzazione che si prefigge come obiettivo quello di controllare il rispetto delle libertà civili all'interno dell'Europa, l'Ue ha già speso 315 milioni di di euro circa per lo sviluppo di una flotta di droni di sorveglianza - EU unmanned aerial vehicles (UAVs) – che saranno entro il 2020 a disposizione delle forze di polizia europea, guardie frontiere e servizi di sicurezza. Il tutto senza nessun tipo di via libero e controllo democratico da parte del Parlamento inglese, italiano o europeo.

Il rapporto di Statewatch, prosegue il Columnist del Telegraph, ha anche evidenziato una linea di credito segreta da 70 milioni di euro che era stata inserita in una nuova legislazione europea sul controllo del traffico aereo per il 2014 come “priorità politica”. Nessun deputato di nessun Parlamento europeo è stato consultato sul programma o sulla regolamentazione di questi strumenti che agiranno nei cieli europei alla ricerca di criminali, per assicurare l'ordine pubblico, o per il controllo sociale delle popolazioni. 

 

Il rapporto ha rilevato come “dozzine almeno” di ufficiali europei hanno ricevuto premi per “il loro contributo e impegno personale” allo sviluppo dei droni dalla Unmanned Vehicle Systems (UVS) International, un gruppo di lobbyng nell'industria di sicurezza che rappresenta i principali aziende impegnate nella costruzione. “Quale prova ulteriore devono avere le persone per comprendere che l'Ue è oltre ogni tipo di responsabilità democratica? Si tratta di una burocrazia fuori controllo che spende le tasse dei contribuenti per industrie sotto la cui influenza operano”, ha dichiarato al Telegraph il deputato conservatore e presidente della Commissione per l'amministrazione dei beni pubblici, Bernard Jenkin.


 Statewatch & Transnational Institute comunicato stampa, 09-02-2014

Un rapporto rivela che i contribuenti europei stanno pagando milioni di euro per sostenere l’opaca industria dei droni

Un nuovo rapporto, Eurodrones Inc., rivela il forte sostegno politico ed economico dato all’industria dei droni dai cittadini europei senza che lo sappiano e con una mancanza di controllo o consultazione pubblica.

Il rapporto ricostruisce il modo in cui centinaia di milioni di euro dei contribuenti sono stati assegnati attraverso i sussidi per la ricerca e lo sviluppo, e come la politica dei droni è guidata quasi completamente dalle industrie della difesa e della sicurezza che intendono trarne profitto. Gli interessi pubblici e privati si sono collegati in modo talmente stretto che i lobbysti hanno assegnato dei premi a vari ufficiali dell’UE per il loro impegno a favore dei velivoli senza personale di volo e dell’introduzione dei droni nello spazio aereo civile.

Il rapporto di 40.000 parole esamina il modo in cui:

• La politica dei droni dell’UE si è evoluta, diventando un piano d’azione coerente per rimuovere le barriere regolatorie e tecniche che attualmente limitano il volo dei droni nello spazio aereo civile;

• Una linea di finanziamento del valore di 70 milioni di euro volta ad assicurare un ampio margine di azione per il volo dei droni in aree civili è stata inserita nella nuova legislazione europea in quanto “priorità promossa dalla politica”, anche se non c’è stato dibattito democratico sulla materia;

• Almeno 315 milioni di euro di fondi per la ricerca dell’UE sono stati assegnati a dei progetti basati sui droni, alcuni dei quali stanno sovvenzionando le più grandi industrie della difesa e della sicurezza e sono impostati verso lo sviluppo e miglioramento dei mezzi per la sorveglianza delle frontiere e per le attività di polizia;

• Almeno una dozzina di ufficiali pubblici hanno ricevuto dei premi per il loro sforzo personale volto all’integrazione dei droni nello spazio aereo civile da parte del gruppo di lobbying industriale UVS International;

• L’eurodeputato Vittorio Prodi, in alcuni incontri organizzati dalla Commissione Europea, ha parlato del “sostegno del Parlamento Europeo per lo sviluppo degli

UAS (sistemi aerei senza personale di volo) per uso civile”, nonostante il fatto che il Parlamento Europeo no abbia mai adottato una posizione formale sugli UAS;

• I piani della stessa UE riflettono una più ampia “roadmap” globale dell’industria aerospaziale che è stata elaborata in modo completamente tecnocratico da parte dell’Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (ICAO) e che ha l’obiettivo di assicurare il volo dei droni regolarizzato negli spazi aerei civili entro il 2028 a livello globale; e infine,

• L’UE e gli USA hanno firmato un accordo formale che li impegna a cooperare per l’integrazione dei droni nello spazio aereo civile e per l’armonizzazione dei sistemi di gestione del traffico aereo.

Il rapporto esamina anche i modi in cui:

• L’Agenzia di Difesa Europea ha investito risorse significative nella tecnologia dei droni e sta incoraggiando lo sviluppo dei droni militari, in particolare attraverso un nuovo progetto sui droni europeo Medium Altitude Long Endurance (MALE, lunga durata a media altitudine) attuato da sette stati membri dell’UE;

• I droni sono considerati utili per i piani europei per il controllo dell’immigrazione e potrebbero diventare un mezzo fondamentale sia per Frontex, l’agenzia per le frontiere dell’UE (che ha pagato per delle dimostrazioni dei droni israeliani che vengono descritti come “la soluzione definitiva per le missioni di ricognizione Over the Hill [oltrecollina], le operazioni riguardanti i conflitti a bassa intensità e la guerra urbana”), che come componente chiave dell’EUROSUR, il Sistema di Sorveglianza delle Frontiere Europeo, che ambisce a incorporare i droni e altri tipi di sensori, radar e immagini satellitari nel suo arsenale per il controllo delle frontiere europee;

• L’UE sta approfondendo il suo rapporto con l’Agenzia Spaziale Europea, che è un perno fondamentale per lo sviluppo delle infrastrutture sia satellitari che delle telecomunicazioni necessarie per far volare i droni al di fuori dell’orizzonte visibile.

Il rapporto segnala che nonostante il fatto che i droni potrebbero produrre una serie di innovazioni e di benefici in diversi settori e mercati, il sostegno da parte dell’UE sembra elaborato principalmente a beneficio di una industria della difesa che cerca disperatamente di poter competere nel mercato globale dei droni militari che è in grande espansione, per poi diversificarsi verso i mercati ad uso civile. Visto che è stato proibito all’UE - con l’eccezione dell’Agenzia di Difesa Europea – di finanziare le attività di ricerca e sviluppo militare, di fatto, la Commissione Europea sta sovvenzionando il settore della difesa per sviluppare i droni per degli scopi di “sicurezza interna” (homeland security). Il rapporto avverte che ciò rappresenta un tacito incoraggiamento per l’ulteriore militarizzazione dell’UE e per i continui sforzi che portano verso l’automatizzazione delle attività belliche.

Inoltre, il rapporto chiede che ci siano un dibattito pubblico e un controllo democratico appropriato sulla traiettoria sia delle politiche che delle tecnologie riguardanti i droni. In un documento di lavoro di settembre del 2012, la Commissione Europea ha dichiarato che il “processo di sostegno delle richieste per lo sviluppo dei Sistemi Aerei Pilotati a Distanza civili deve essere trasparente, implicando la consultazione delle parti interessate, per esempio degli organi come il Gruppo Europeo sull’Etica, il Comitato LIBE del Parlamento Europeo o l’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali e il Garante per la Protezione dei Dati Europeo”. Però, nessuno di questi organi è stato coinvolto nel lungo procedimento che ha portato all’elaborazione della “roadmap” attuale, né sono stati consultati in seguito. La loro assenza dai dibattiti sulle politiche significa che molte delle conversazioni che si dovrebbero tenere nell’UE sui droni – per esempio, per cosa andrebbero usati e per cosa non dovrebbero essere usati, o come evitare un’ulteriore militarizzazione e lo spiegamento di droni armati pienamente autonomi – sono state praticamente ignorate.

Il coautore del rapporto Ben Hayes, commenta:

“È facile capire perché alcune persone sono così entusiaste dei droni: ci sono molti scopi positivi per i quali si potrebbero usare. Però, c’è anche un chiara direzione di marcia che riguarda lo sviluppo dei droni per le attività belliche di alta tecnologia e per la sorveglianza di massa della popolazione. L’UE ha un obbligo morale e legale di sostenere l’innovazione responsabile e di assicurare che i diritti fondamentali e le norme delllo stato di diritto guidino tutte le sue politiche.”

Il coautore del rapporto Chris Jones, commenta:

“La politica emergente dell’UE sui droni è stata elaborata dopo molti anni di attività di lobbying da parte delle imprese di difesa e di sicurezza e dei loro associati, e la politica è stata in gran parte orientata dagli stessi committenti di servizi per la difesa e la sicurezza che ne trarranno maggiore giovamento. Nonostante le evidenti implicazioni per le libertà civili dell’uso dei droni in ambito civile, finora non c’è stato nessun dialogo significativo con il pubblico, la società civile o le istituzioni democratiche. È cruciale che ci siano un dibattito e una discussione appropriati, oltre a uno spostamento verso un processo decisionale trasparente, aperto e che renda conto delle sue azioni.”

Contatti:

Ben Hayes

Statewatch | www.statewatch.org

This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. | +44-20- 7697-4266

Chris Jones Statewatch | www.statewatch.org This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. | +44-20- 7697-4266

 

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