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Solo Risvegliandoci...

"E' in corso uno sforzo concentrato per prevedere e gestire il comportamento umano in modo che gli scienziati sociali e l'elite dittatoriale possano essere in grado di controllare le masse e proteggersi dalle ricadute di un'umanità libera completamente risvegliata. Solo risvegliandoci ai loro tentativi di metterci a dormire noi abbiamo una possibilità di preservare il nostro libero arbitrio."
Nicholas West


Scie Chimiche

Chi ci avvelena dal cielo?

Giù le mani dalla Madre Terra

 

Giù le mani dalla
Madre Terra

Questa è una campagna globale per
difendere la nostra casa unica e bellissima,
Pianeta Terra, la minaccia rappresentata
dagli esperimenti di geo-ingegneria


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Sul virus Ebola: Articoli

Sul virus Ebola

Articoli:

- Sono un'operatrice sanitaria. Ecco cosa nessuno vi dice su ebola
- Ebola: vaccino scoperto 10 anni fa, ma non conveniva alle case farmaceutiche
- Il Virus Ebola è un Brevetto degli Stati Uniti
- Ebola: shockanti rivelazioni di un americano dal Ghana fanno il giro del mondo
- Dr Broderick: Ebola creato in laboratorio e testato su umani africani. Lettera ai cittadini del mondo
- Dal Ghana: le 4 ragioni per cui ebola e' un raggiro
- In Africa, Cina e Usa non solo per la lotta all’Ebola
- Ebola: il lato oscuro dell’epidemia

Sono un'operatrice sanitaria.
Ecco cosa nessuno vi dice su ebola

tratto da: http://www.huffingtonpost.it

Ebola è geniale.

Si tratta di un virus superiore rispetto agli altri che si è evoluto e ha messo a punto il suo meccanismo di trasmissione per essere quasi perfetto. Ecco perché siamo tutti così terrorizzati. Sappiamo che non possiamo distruggerlo. Tutto quello che possiamo fare è cercare di schivarlo e correre più veloce di lui.

Lavoro ormai da alcuni anni nel sistema sanitario. Una delle prime cose che ho fatto è seguire la formazione e ottenere la certificazione FEMA per lavorare con i materiali pericolosi in ambito ospedaliero. Il motivo di questa scelta è che nel mio Stato, il Maine, i disastri naturali sono all'ordine del giorno. Siamo inoltre uno Stato che ha molti porti importanti in cui arrivano quotidianamente liquidi pericolosi dalle navi e attraverso i trasporti terrestri. In una parte della mia mente ero, naturalmente, consapevole che qualsiasi ospedale del mondo avrebbe potuto potenzialmente trovarsi al centro di una cosiddetta 'zona calda'. Questo è successo diversi anni fa. Oggi penso che, grazie a Dio, ho potuto effettivamente utilizzare le cose che ho imparato. Soprattutto sono consapevole di questo: che ho ricevuto una formazione specifica. Un sacco di formazione. E questo è importante perché non ci si può aspettare che un qualsiasi infermiere, medico, operatore sanitario o, persino, una persona che non lavora in ospedale possa imparare e capire le procedure di decontaminazione solo attraverso un volume o un video di 10 minuti. Questa tecniche, infatti, non solo richiedono un grande rigore mentale, ma sono anche fisicamente estenuanti.

PPE, o, dispositivi di protezione individuale, è una sigla onnicomprensiva per indicare i vestiti, gli stivaletti, i guanti, i cappucci e, in molti casi, anche i respiratori indossati dalle persone che stanno entrando in una 'zona calda'. Muoversi con questi abiti diventa incredibilmente difficile. Bisogna indossare più paia di guanti, cosa che riduce a zero la nostra manualità, stessa cosa per le cappe che limitano la nostra visione - soprattutto quella periferica, e ci impediscono di vedere quello che ci sta intorno. Le tute sono calde - in maniera quasi insopportabile. Il respiratore fornisce aria pulita, ma non fresca. Queste tute sono, infatti, state create per la protezione, non per la comodità. Esse mettono alla prova anche gli organi vitali. Non è possibile indossarle per più di mezz'ora alla volta - sempre se si riesce a resistere così a lungo. Oltre questo tempo si rischia (anzi è quasi una certezza) il colpo di calore. Bisogna essere completamente idratati e calmi prima di muovere anche un solo passo nella tuta. E quando arriverà il momento di togliersela tutto il corpo sentirà l'impatto; pur avendo fatto solo qualche passo, ci si sentirà come se si fosse corsa una maratona con una temperatura esterna di 90 gradi.

Procurarsi la tuta è abbastanza facile, ma indossarla richiede un lavoro di squadra. I guanti (per la precisione ogni singolo strato di essi), sono fissati con il nastro adesivo alla tuta. Questo fornisce un ulteriore livello di protezione ma limita ulteriormente i movimenti. C'è una specifica procedura per stendere il nastro in modo che non rimanga fuori nemmeno una piccola parte e che non si formino buchi. Se non si esegue questa operazione correttamente, si finisce per creare delle aperture che, anche se molto piccole, consentono agli agenti contaminanti di penetrare e infettarci.

Se si indossa un respiratore, questo ha bisogno di essere prima testato per assicurarsi che sia in buone condizioni e che il filtro sia stato cambiato di recente in modo che faccia davvero il suo 'lavoro'. Ebola non si diffonde per via aerea. Non è come l'influenza che si trasmette attraverso le particelle contenute negli starnuti o nei colpi di tosse. Tuttavia, Ebola vive nel vomito, nella diarrea e nella saliva - e in questo modo si diffonde. Il 'getto di vomito' si chiama così per un motivo. Le particelle che si trovano nel vomito possono passare allo stato aereo quando il paziente rigurgita. E questo è il motivo per cui se le infermiere di Dallas fossero state nella stanza, quando il primo paziente, Thomas Duncan, dava di stomaco, si sarebbero facilmente infettate. Soprattutto se non avessero usato correttamente il loro equipaggiamento.

L'altra considerazione da fare è questa: La procedura di 'svestizione', cioè la rimozione dei PPE, è la parte più importante. Ed è anche il momento in cui si commettono la maggior parte degli errori. La mia ipotesi è che questo sia quello che è successo a Dallas.

Il PPE, se indossato correttamente, fa un ottimo lavoro di protezione, ma alla fine va anche tolta. Prima di iniziare, è necessario decontaminare dall'esterno il PPE. Questa è la prima fase che, di solito, viene fatta con tubi o docce mobili. Una volta avvenuto questo passaggio cruciale, la rimozione dei PPE deve avvenire in coppia. Non è possibile rimuoverlo da soli. La ragione per cui si indossano più strati di guanti è che così facendo si hanno sempre guanti sterili sotto quelli esterni di modo da potersi levare la tuta in sicurezza. La corretta procedura viene insegnato nei corsi FEMA, e prevede varie esercitazioni con un compagno fino a quando non si è in grado fi farlo bene. A questo punto si rimuove il nastro e lo si butta via. Molto lontano da noi. Quindi bisogna togliersi gli stivali - facendo attenzione che il corpo non sfiori i lati delle calzature. Ora il vostro 'partner' vi aiuterà a scivolare fuori dalla tuta, ancora una volta, senza toccare gli strati esterni. Tutto questo è molto complicato e non può essere fatto di fretta. I respiratori devono essere decontaminati, le batterie cambiate, e anche i filtri. Le cappe, una volta sterilizzate, devono essere conservate correttamente. Se le tute sono usa e getta, devono essere smaltite nel modo giusto. Se non lo sono, devono essere accuratamente decontaminate e conservati in un luogo sicuro. Esse inoltre hanno continuamente bisogno di essere controllate per verificare che non ci siano strappi, lacerazioni, fori, forature o addirittura piccole aperture praticamente invisibili che potrebbero rendere la tuta vulnerabile.

Qualcuno può dirmi se questo è accaduto a Dallas?

Presso l'ospedale in cui lavoro facciamo almeno un'esercitazione all'anno. Siamo un piccolo ospedale e, quindi, abbiamo solo un piccolo team per le emergenze. Ma poiché rivediamo continuamente i nostri protocolli, formiamo il nostro staff (attualmente su come mettere/togliere l'attrezzatura), mi sono resa conto, durante questa settimana, che tutto questo ci mette all'avanguardia rispetto ad alcuni ospedali molto più grandi e più importanti negli Stati Uniti. Ogni ospedale dovrebbe fare questo tipo di esercitazioni almeno una volta all'anno. Sentire che le infermiere di Dallas hanno riferito che non c'erano protocolli simili nel loro ospedale mi ha spezzato il cuore. Questo fatto ha rovinato le loro vite. Negli Stati Uniti si parla sempre di come il sistema sanitario commetta errori con i pazienti, ma la verità è che questa volta ha fallito anche con i suoi dipendenti. Non solo medici e infermieri, ma anche con tutti gli altri professionisti del settore. La presenza di Ebola sul suolo americano ha tirato fuori le vere vulnerabilità del sistema sanitario, e in questo caso non si tratta di assicurazioni sanitarie o altre faccende economiche. Spendiamo migliaia di miliardi di dollari per l'assistenza medica in questo paese - e tuttavia l'assegnazione di tali fondi è grossolanamente sproporzionata rispetto al modo in cui gli altri paesi distribuiscono le loro spese sanitarie. Noi non siamo concentrati sulla salute della popolazione. Ora, con Ebola che ci minaccia, la verità è saltata fuori.

La verità è che, in termini di virologia, Ebola non dovrebbe essere una minaccia per i cittadini americani. Abbiamo acqua pulita. Abbiamo informazioni. Abbiamo i mezzi per educarci, per praticare procedure di lavaggio delle mani adatte, per proteggerci con tute anticontaminazione. Gli ispettori sanitari del CDC sono stati spediti quasi subito a Dallas per identificare coloro che potrebbero essere a rischio, e che possono essere stati esposti al rischio di contaminazione. Abbiamo la tecnologia e certamente anche i soldi per tenere a bada Ebola. Quello che non abbiamo è la comunicazione. Quello che non abbiamo è un sistema sanitario che valorizzi la cura preventiva. Quello che non abbiamo è un 'campo di gioco' comune tra infermieri, medici, operatori sanitari e pazienti. Quello che non abbiamo è una cultura della salute dove si lavori in simbiosi gli uni con gli altri e con la tecnologia che è stata creata appositamente per colmare le lacune di comunicazione, ma che ha fallito in molti modi. Quello che non abbiamo è una cultura sociale della trasparenza, ciò che non abbiamo è un palliativo contro l'isteria montante e l'ipocondria, quello che non abbiamo è una nazione di individui alfabetizzati sulla salute. Noi però non abbiamo nemmeno professionisti della salute alfabetizzati. La maggior parte dei medici sono specialisti e sono esperti solo nel loro campo. Chiedete al vostro ortopedico un consiglio di carattere generale sulla vostra salute - vedrete se sarà in grado di rispondere.

L'assistenza sanitaria opera a compartimenti stagni - non possiamo isolare correttamente i nostri pazienti, ma siamo sicurissimi di saperci isolare in quanto operatori sanitari.

Mentre sta arrivando l'influenza stagionale, quel periodo dell'anno in cui ci prepariamo per le malattie invernali, i raffreddori, le influenze, i giorni di malattia, gli americani sono ora esposti a una malattia completamente diversa: la straziante verità sulla disfunzione del nostro sistema sanitario - e la prognosi non sembra buona.

Nota: In risposta ad alcune osservazioni, vorrei chiarire che possiedo il certificato FEMA di terzo livello per lavorare in ambienti ospedalieri a rischio contaminazione. Sono uno studentessa, una 'guida della salute' e una scrittrice, ma non sono un'infermiera.

Questo post blog è originariamente apparso su The Huffington Post United States ed è stato tradotto dall'inglese.


Ebola: vaccino scoperto 10 anni fa,
ma non conveniva alle case farmaceutiche

tratto da: http://www.tzetze.it/

La fonte è uno dei più autorevoli quotidiani del mondo. Parliamo del New York Times che in un articolo a firma di Denis Grady, fa sapere che il vaccino per l'ebola fu scoperto 10 anni fa in Canada.

Ovviamente, non c'era alcun tipo di emergenza, e non c'era profitto nella vendita dello stesso per le casa farmaceutiche. Le vite umane non contano, non interessano alle gradi multinazionali, assetate di profitto. Leggiamo:

Un gruppo di scienziati canadesi e americani avrebbe scoperto un vaccino che era al 100% efficace per arginare il virus ebola nelle scimmie, ma da allora non se n'è saputo più nulla e nel frattempo quasi 5.000 persone sono morte in Africa occidentale nell'epidemia in corso.

I risultati della scoperta furono pubblicati per la prima volta dalla prestigiosa rivista Nature, e le autorità sanitarie li definirono "entusiasmanti". I ricercatori sostenevano che i dopo gli opportuni test, il vaccino sarebbe potuto arrivare sul mercato entro il 2010 e il 2011. Perché dunque è finito tutto nel dimenticatoio?

Secondo quanto scrive il New York Times, lo sviluppo del vaccino (avvenuto nei laboratori di un'istituto di Winnipeg, in Canada) è stato bloccato per due motivi: in parte per il fatto che 10 anni fa Ebola non era ancora un'epidemia tale da conquistare le pagine di tutti i giornali, con al massimo qualche centinaia di infettati fino a quel momento. Ma il problema principale è stato economico: le grandi compagnie farmaceutiche si sono sempre rifiutate, infatti, di investire somme ingenti su medicine destinate solo a qualche Paese povero e a poche centinaia di pazienti.


Il Virus Ebola è un Brevetto degli Stati Uniti


Ebola: shockanti rivelazioni di un americano
dal Ghana fanno il giro del mondo

tratto da: http://www.losai.eu/

Riportiamo il post del 9 ottobre che ha pubblicato su Facebook un cittadino degli Stati Uniti che vive in Ghana.

Questo è il link del post originale che poi è stato ripreso da numerosi siti e tradotto in diverse lingue. Il post sta facendo il giro del mondo

Gli occidentali hanno bisogno di sapere cosa sta succedendo qui nell’Africa dell’est. STANNO MENTENDO!!!

Il virus dell’ebola non esiste [per come ce l'hanno presentato, n.d.losai] e non si diffonde. La Croce Rossa ha portato una delle malattie a quattro paesi specifici per quattro motivi particolari ed è contratta solo da coloro i quali ricevono iniezioni e cure dalla Croce Rossa.

Per questo motivo i nigeriani e i liberiani hanno iniziato a cacciare dai loro paesi la Croce Rossa e riportano nei loro TG la verità.

RAGIONI:

La maggior parte delle persone saltano alla conclusione della “depopolazione” che è indubbiamente uno degli obiettivi che gli occidentali vogliono realizzare in Africa. Ma ti assicuro, Africa, che non potrai mai essere depopolata attraverso l’uccisione di 160 persone al giorno quando ci sono migliaia di nascite al giorno. Quindi le vere ragioni sono molto più tangibili.

Ragione 1: questo vaccino che causa la malattia chiamata ebola è stato introdotto nell’Africa occidentale con lo scopo di far entrare delle truppe in Nigeria, Liberia e Sierra Leone. Se vi ricordate, stavamo già cercando di entrare in Nigeria con l’organizzazione terroristica “Boko Haram”. Cavolate. Il piano è crollato poiché i nigeriani iniziarono a dire la verità. Non ci sono ragazze smarrite. Per questo motivo era necessario una nuova scusa per far entrare le truppe in Nigeria e rubare le riserve di petrolio appena scoperte.


 Foto di africani con cartelli “Non esistono ragazze smarrite”, “Il rapimento è propaganda politica del nord

Ragione 2: il Sierra Leone è il più grande fornitore di diamanti al mondo. Negli ultimi quattro mesi hanno scioperato rifiutandosi di fornire diamanti per via delle orribili condizioni di lavoro e per la paga da schiavi. L’occidente non pagherà un salario equo per le risorse perché l’idea è quella di tenere in vita queste persone con sacchetti di riso e aiuti stranieri cosicché possano restare una fonte perenne di lavoratori schiavizzati. L’entrata in Sierra Leone di queste truppe servivano inoltre a mettere fine agli scioperi dei minatori di diamanti. Questa non è la prima volta che si verifica una cosa simile. Quando i minatori si rifiutano di lavorare vengono inviate delle truppe che sono disposte ad ucciderli tutti per poi rimpiazzarli; il loro unico desiderio è quello di riavere un’uscita dei diamanti dal paese. Naturalmente il lancio di più campagne volte ad invadere questi paesi separatamente sarebbe troppo equivoco. Ma una storia simile a quella dell’ebola permette di accedere a un’intera area simultaneamente.

Ragione 3: oltre al furto del petrolio nigeriano e a forzare i minatori del Sierra Leone a tornare a lavorare, le truppe sono state inviate anche per FORZARE le vaccinazioni a quegli africani che non sono abbastanza stupidi da vaccinarsi volontariamente. Sono state inviate tremila truppe per assicurarsi che questo veleno continui a diffondersi, ovviamente solo attraverso la vaccinazione. Dal momento che nuovi articoli vengono rilasciati come quello dalla Liberia, che informano la popolazione circa le bugie degli Stati Uniti e le loro manipolazione, sempre più africani si stanno rifiutando di farsi visitare dalla Croce Rossa. Le truppe obbligheranno il popolo a vaccinarsi per garantire la parvenza di una pandemia di ebola. Oltre a ciò proteggeranno la Croce Rossa dai liberiani e nigeriani che hanno il diritto di espellerla dal loro paese.

Ragione 4: tremila truppe… l’ebola ha paura dei proiettili?? Ridicolo. Come ultimo punto, ma non meno importante, l’APPARENZA di questa pandemia di ebola verrà usata per spaventare innumerevoli milioni di persone che si faranno il vaccino “antiebola” il quale è esso stesso, in realtà, la pandemia. Hanno già iniziato a raccontare le storie di come l’ebola sia stata portata negli Stati Uniti e comparsa a Dallas, di come i dottori bianchi siano stati curati mentre ai neri infetti non sia permessa la cura, ecc..

Tutto questo è volto a motivare gli africani per combattere per ottenere il vaccino poiché sembra che la cura venga loro negata. Insorgeranno in massa per avere l’antidoto e allora inizieranno i problemi seri. Con tutto quello che abbiamo rivelato quest’anno sui vaccini, potrete pensare che abbiamo imparato la lezione. Tutto ciò che posso fare è sperare che sia così, poiché loro si fanno forza della nostra ignoranza per attuare le loro agende. Domandati se l’ebloa sia stata davvero diffusa da persona a persona o piuttosto se vi sia una diffusione controllata attraverso la vaccinazione. Poi chiediti PERCHÈ il CDC e il governo americano dovrebbero continuare a permettere i voli dentro e fuori questi paesi senza nessun controllo. Dobbiamo iniziare a riflettere a e divulgare informazioni globalmente perché loro non ci danno la vera prospettiva delle persone che vivono qui in Africa occidentale. Stanno mentendo per i loro interessi e lì fuori non ci sono abbastanza voci che ci aiutino a condividere la nostra realtà. Centinaia di migliaia di persone sono state uccise, paralizzate e rese disabili da questi e da altri “nuovi” vaccini in tutto il mondo e noi ne stiamo finalmente prendendo cosienza. Adesso che cosa ne faremo di tutte queste informazioni?

 

Sembra che qualcuno se la stia prendendo con il Governo più che con il virus. Ma la scritta più interessante è nella parte destra. Traduco:

La corruzione sta facendo entrare l’ebola! Pericolose sostanze chimiche vengono inserite nei drink per uccidere le persone in nome dell’ebola; 3 sospettati arrestati dalla polizia. Politici e criminali stanno utilizzando l’ebola per fare profitti.


Dr Broderick: Ebola creato in laboratorio
e testato su umani africani. Lettera ai cittadini del mondo

tratto da: http://thelivingspirits.net/

il  Dr. Cyril Broderick, Professore di Fitopatologia, elenca 5 punti shockanti e cupi del tema Ebola: un'arma biologica, deliberatamente creata e testata sulla popolazione africana. Le connivenze del governo USA, ONU e multiazionali del farmaco ed altro...

 

Cari cittadini del mondo:

Ho letto una serie di articoli da Internet ed anche da altre fonti, sui decessi in Liberia e in altri paesi dell’Africa occidentale,  in merito alla devastazione umana causata dal virus Ebola. Una settimana fa circa, ho letto un riassunto pubblicato nelle notizie in internet degli “Amici della Liberia” (Friends of Liberia), che diceva che c’era un accordo, sul fatto che l’inizio della pandemia di Ebola dovesse iniziare in Africa occidentale attraverso il contatto di un bambino di due anni con pipistrelli, provenienti dal Congo. 

Quell’articolo mi ha sconcertato per cio’ che vien detto su Ebola ed ha stimolato in me una risposta agli “Amici della Liberia” in cui ho detto che gli Africani non sono ignoranti o creduloni come invece si suppone che siano.

Ricevetti poi una risposta dal dr Verton Stone che diceva che  l’articolo non era il loro e che gli “Amici della Liberia”, stavano solo fornendo un servizio. Mi chiese poi se poteva pubblicare la mia lettera sul loro forum in  internet. Ho dato il mio permesso ma non l’ho vista pubblicata.

Dato l’ampia perdita di vite, la paura, i traumi fisiologici, e la disperazione tra i liberiani e altri cittadini dell’Africa occidentale, è d’obbligo che io dia un contributo alla risoluzione di questa situazione devastante, che può continuare a ripresentarsi, se non è propriamente e adeguatamente affrontata. Tratterò la situazione in cinque (5) punti:

1. Ebola è un organismo geneticamente modificato (OGM)

Il dr Horowitz (1998) deliberatamente e senza ambiguità, nel suo testo, Emerging Viruses: AIDS and Ebola - Nature, Accident or Intentional (Virus emergenti: AIDS e Ebola –naturali , incidentali o intenzionali), aveva spiegato la minaccia di nuove malattie. Nella sua intervista con il Dr. Robert Strecker nel capitolo 7, la discussione, nei primi anni 1970, rese evidente che la guerra era tra i paesi che ospitavano il KGB e la CIA  e che la ‘produzione’ di virus come l’AIDS era chiaramente diretta verso l’altro. Durante l’intervista, si è parlato di Fort Detrick, “il Palazzo Ebola,” e di ‘un sacco di problemi con strane malattie “ a Frederick [Maryland].

Dal capitolo 12 del suo testo, aveva confermato l’esistenza di una industria medica militare, americana che conduce test su armi biologiche, mascherate come somministrazione di vaccini per controllare le malattie e migliorare la salute di “africani neri oltreoceano.”

Il libro è un testo eccellente, e tutti i leader e chiunque abbia interesse per la scienza, la salute, la gente, e l’intrigo dovrebbero studiarlo. Sono stupito che i leader africani non facciano alcun riferimento o menzione a questi documenti.

2. Ebola ha una storia terribile, e i suoi test sono segretamente avvenuti in Africa

Ora sto leggendo The Hot Zone, un romanzo, di Richard Preston (1989-1994); è straziante. Il prolifico e famoso scrittore, Steven King,  viene citato per aver detto che il libro è “Una delle cose più orribili che abbia mai letto. Che opera eccellente“. Come bestseller del New York Times, The Hot Zone è presentato come ”una storia vera terrificante”.

 “Terrificante, sì, perché la descrizione patologica di ciò che è stato trovato in animali uccisi dal virus Ebola, è ciò che il virus ha fatto ai cittadini della Guinea, Sierra Leone e la Liberia nel suo focolaio più recente.

Il virus Ebola distrugge gli organi interni delle persone e il corpo si deteriora rapidamente dopo la morte. Si ammorbidisce e tessuti diventano come gelatina, anche se viene refrigerato per mantenerlo freddo. La liquefazione spontanea è ciò che accade al corpo di persone uccise dal virus Ebola! L’autore indicato nel punto 1, il Dr. Horowitz, rimprovera l’autore di “The hot zone” di essere politicamente corretto; Capisco, perché nel suo libro fa del suo meglio per basarsi sui fatti

Nel 1976, l’ incidente di Ebola in Zaire, durante il periodo del Presidente Mobutu Sese Seko, è stato l’introduzione dell’Ebola OGM in Africa.

3. Nel corso degli anni sono stati creati luoghi in Africa e Africa Occidentale per testare malattie emergenti, soprattutto Ebola.  

La WHO - ’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)-  e diversi altri Enti delle Nazioni Unite,  sono stati coinvolti nel selezionare paesi africani allettanti per partecipare agli eventi di sperimentazione, promuovendo le vaccinazioni, ma perseguendo varie unità di test. 

Il 2 agosto, 2014, l’ articolo, “Africa Occidentale : cosa  stanno facendo nella zona Ebola, i ricercatori americani delle armi biologiche?” di Jon Rappoport di Global Research,  individua il problema che hanno di fronte i governi africani.

Di rilevante in questa e altre relazioni, tra l’altro:

(A) L’americano Army Medical Research Institute of Infectious Diseases (USAMRIID) – L’Istituto Medico di Ricerca dell’Esercito, per di Malattie Infettive - un notissimo centro per la ricerca di  armi biologiche, che si trova a Fort Detrick, nel Maryland;

(B) la Tulane University, a New Orleans, USA, vincitrice di borse di studio di ricerca, tra cui una sovvenzione di oltre 7 milioni di dollari del National Institute of Health (NIH) – Istituto Nazionale per la Salute- per finanziare la ricerca  sulla febbre emorragica virale Lassa;

(C) il Centro statunitense per il Controllo delle Malattie (CDC);

(D) Medici Senza Frontiere (conosciuto anche con il nome francese, di Medicins Sans Frontiers);

(E) la Tekmira, una società farmaceutica canadese;

(F) l’inglese GlaxoSmithKline; e

(G) il Kenema Government Hospital di Kenema, Sierra Leone.

I resoconti e articoli narrano di storie del Dipartimento della Difesa (DoD) che ha finanziato degli esperimenti di Ebola sull’uomo, esprimenti iniziati giusto qualche settimana prima dell’epidemia di Ebola in Guinea e Sierra Leone. I rapporti continuano e affermano che il DoD ha dato un contratto di 140 milioni di dollari a Tekmira, una azienda farmaceutica canadese, per condurre una ricerca su Ebola. 

In questa ricerca-esperimento, a degli esseri umani sani viene iniettato e messo in vena il mortale virus Ebola.

Quindi, il DoD è elencato come collaboratore della ricerca-esperimento clinico “First in Human” Ebola (NCT02041715,) – primo ebola negli umani-  iniziato nel gennaio 2014 poco prima che a marzo venisse dichiarata l’ epidemia di Ebola in Africa occidentale.

Molte relazioni concludono inoltre, in modo inquietante, che il governo degli Stati Uniti dispone di un laboratorio di ricerca di bioterrorismo per febbre virale in Kenema, una città epicentro del focolaio di Ebola in Africa occidentale.

L’unico ramoscello d’ulivo rilevante, positivo ed etico che ho visto in tutte le mie letture è che il Theguardian.com ha riportato che:

Il finanziamento del governo degli Stati Uniti per la sperimentazione di Ebola su individui sani,  avviene tra avvertimenti di scienziati di Harvard e Yale, sul fatto che tali esperimenti con virus, possano  innescare una pandemia mondiale. “
Quella minaccia  persiste tutt’ora.

4. Serve un'azione legale per riparare ai danni intercorsi, dato il perpetuarsi di ingiustizia, con le morti , i traumi, le ferite sulla pelle dei Liberiani ed altri Africani, causa Ebola ed altri agenti patogeni.

Gli Stati Uniti, il Canada, la Francia, e il Regno Unito sono tutti implicati in questi atti riprovevoli e diabolici a tema Ebola. Vi è la necessità di perseguire un risarcimento penale e civile per danni, ed i paesi africani e le persone stesse dovrebbero salvaguardare una rappresentanza legale , per chiedere i danni a questi paesi, ad alcune aziende multinazionali e alle Nazioni Unite. 

L’evidenza sembra essere abbondante contro la Tulane University, e le denunce dovrebbero partire da qui.

L’articolo di Yoichi Shimatsu, The Ebola Breakout Coincided with UN Vaccine Campaigns -L’epidemia di Ebola ha coinciso con le campagne di vaccinazione ONU-

Così come pubblicato il 18 agosto 2014, nella Liberty Beacon.

5. I leader africani e le loro nazioni, devono prendere il comando e difendere i neonati, i bambini, le donne e gli uomini africani e gli anziani. Questi cittadini non meritano di essere usati come cavie! 

L’Africa non deve relegare il continente a diventare il luogo per lo smaltimento di sostanze chimiche pericolose, farmaci pericolosi e agenti chimici o biologici di malattie emergenti. Vi è urgente necessità di azioni affermative per proteggere i meno abbienti dei paesi più poveri, in particolare i cittadini africani, i cui paesi non sono scientificamente e industrialmente dotati come gli Stati Uniti e la maggior parte dei paesi occidentali e che sono così le fonti di maggior parte degli OGM virali o batterici, strategicamente progettati come armi biologiche. 

E altamente inquietante che il governo degli Stati Uniti abbia condotto una ricerca di laboratorio sul bioterrorismo della  febbre emorragica virale, in Sierra Leone. Ce ne sono altri? 

Dovunque esistono, è il momento di chiuderli. Se esistono altri siti, è il caso di fare un passo essenziale, anche se in ritardo,: la Sierra Leone ha chiuso il laboratorio statunitense di  armi biologiche e bloccato ulteriori test della Tulane University .

Il mondo deve sentirsi in allarme. Tutti gli africani, americani, europei, mediorientali, asiatici, le persone da ogni conclave sulla Terra dovrebbero sentirsi shockate.

Il popolo africano, più in particolare i cittadini della Liberia, Guinea e Sierra Leone,  sono vittime e stanno morendone ogni giorno. Ascoltare le persone che diffidano gli ospedali, che non possono stringere le mani, abbracciare i loro parenti e amici. Persone innocenti stanno morendo e hanno bisogno del nostro aiuto. 

I paesi sono poveri e non possono permettersi tutto l’equipaggiamento di protezione che la situazione richiede.

La minaccia è reale, ed è più ampia di alcuni paesi africani. La sfida è globale, e chiediamo assistenza da tutto il mondo, inclusa la Cina, Giappone, Australia, India, Germania, Italia, e anche le persone di buon cuore negli Stati Uniti, in Francia, nel Regno Unito, Russia, Corea, Arabia Saudita, ed ovunque ci sia il desiderio di aiutare.

La situazione è più cupa di quello che all’esterno possiamo immaginarci e dobbiamo fornire assistenza , per quanto possibile. 

Per garantire un futuro che abbia meno drammi di questo genere, è importante che noi ora chiediamo ai nostri leader e governi siano onesti, trasparenti, equi che si impegnino produttivamente.

Essi devono dare una risposta alla gente. 

Per favore prendete posizione sui test  Ebola e la diffusione di questa malattia cosi ignobile.

Grazie mille.

In fede,

Dr Cyril E. Broderick

fonte: http://www.liberianobserver.com/security/ebola-aids-manufactured-western-pharmaceuticals-us-dod

traduzione:  Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

Sull’autore

Il dottor Broderick è un ex professore di Patologia Vegetale presso l’Università di Liberia Facoltà di Agraria e Forestale. Ex Osservatore Agricolo negli anni ‘80. Fu da queste colonne del nostro giornale, il Daily Observer, che Firestone lo individuò e gli offrì la carica di direttore della ricerca alla fine degli anni’80. Inoltre è uno scienziato che ha insegnato per molti anni presso l’Agricultural College dell’Università di Delaware.


Dal Ghana: le 4 ragioni per cui ebola e' un raggiro

tratto da: http://cafedehumanite.blogspot.it/

Nana Kwame ha scritto:

Le persone nel mondo occidentale devono sapere ciò che sta accadendo qui in Africa Occidentale. STANNO MENTENDO!!! "Ebola" come virus non esiste e non si è diffuso. La Croce Rossa ha portato la malattia in 4 paesi specifici per 4 specifiche ragioni e l’infezione è contratta solo da coloro che ricevono trattamenti ed iniezioni  dalla Croce Rossa. Ecco perché i Liberiani e i Nigeriani hanno cominciato a cacciar fuori la Croce Rosa dal loro Paese dicendo la verità nella loro informazione. 

LE RAGIONI:

(...)

Ragione 1: 
Questo vaccino che ha implementato la malattia e che è stato chiamato “Ebola” , è stato introdotto in Africa Occidentale con lo scopo finale di far arrivare truppe di terra in Nigeria, Liberia e Sierra Leone. Se vi ricordate l’America stava giusto cercando di entrare in Nigeria con l’operazione "Boko Haram" #BULLSHIT [stronzata] che è andata a rotoli quando i Nigeriani hanno cominciato a dire la verità. 
NON CI SONO RAGAZZE SPARITE. Il sostegno globale è svanito ed ora serviva una nuova ragione per far entrare truppe di terra in Nigeria e rubare le nuove riserve di petrolio che hanno scoperto.

Ragione 2:
La Sierra Leone è il secondo maggior fornitore di diamanti al mondo. Negli ultimi 4 mesi sono stati in sciopero, rifiutandosi di fornire diamanti causa le orribili condizioni di lavoro in cui versano  e la paga da schiavi.

L’ Occidente non pagherà mai un salario equo per queste risorse, perché l’idea è di tenere le persone a sopravvivere con solo un sacchetto di riso e l’aiuto dall’estero cosi che essi possano restare una eterna fonte di schiavitù  a buon mercato.

Serviva anche un ragione per passare con truppe di terra in Sierra Leone, per imporre una fine agli scioperi dei minatori di diamanti. Non è la prima volta che si fa una cosa simile. Quando i  minatori si rifiutano di lavorare, vengono inviate delle truppe in loco;  anche se devono uccidere  e sostituirli  tutti,  l’unico desiderio resta quello di riavere i diamanti per portarli fuori dal paese.

Naturalmente lanciare multiple campagne  per invadere questi paesi individualmente,  comincerebbe ad essere troppo sospetto. Ma qualcosa come “Ebola” consente un accesso all’intera area in contemporanea

Ragione 3: 

Oltre a rubare il petrolio nigeriano e costringere la Sierra Leone a ritornare nelle miniere, sono state mandate delle truppe anche per COSTRINGERE alle VACCINAZIONI (il veleno mortale di “ebola”) quegli Africani che non sono abbastanza stupidi da farsele fare volontariamente.

Sono state inviate 3000 truppe per accertarsi che questo “veleno” continui a diffondersi, perché - ripeto- questo si diffonde solo grazie alle vaccinazioni. Vengono pubblicati sempre piu’ articoli in Liberia, per informare la gente sulle menzogne e manipolazioni degli USA . Sempre piu’ Africani si rifiutano di visitare la Croce Rossa. 

>>> tutto l'articolo tradotto qui:

http://thelivingspirits.net/societa-orwelliana/ebola-dal-ghana-un-accusa-e-sospetto-infetti-solo-i-vaccinati-dalla-croce-rossa.html


In Africa, Cina e Usa non solo per la lotta all’Ebola

tratto da: http://temi.repubblica.it/

L’epidemia del virus Ebola (Evd), che ha provocato la morte di oltre 4 mila persone in Africa, ha spinto organizzazioni internazionali e paesi come Usa, Cina e Cuba a intervenire direttamente per contrastarne la diffusione. Per Washington e Pechino non si tratta solo di un’emergenza umanitaria.

Origini del virus

L’Ebola è stata identificata per la prima volta nel 1976, quando ha colpito in Africa Centrale, in particolare in Congo, Sudan (incluso l’attuale Sud Sudan), Gabon, Repubblica democratica del Congo e Uganda.

L’epidemia in corso oggi è la più grave della storia. Il virus ha cominciato a diffondersi lo scorso marzo scorso in Guinea, poi si è estesa alla Sierra Leone e alla Liberia. A oggi, si registrano casi di contagio a Port Hacourt e Lagos (Nigeria, dove l’epidemia è terminata), Madrid (Spagna, dove l’infermiera colpita dal virus è guarita), Dallas (Usa) e Dakar (Senegal).

L’infezione è avvenuta tramite la manipolazione di animali come scimpanzé, pipistrelli della frutta e scimmie infetti trovati malati, morti o catturati nella foresta pluviale. Tra gli umani  si diffonde attraverso lo scambio di fluidi corporei o gestendo in maniera non protetta i cadaveri delle vittime del virus. Al momento, non esiste una cura specifica per l’Ebola.

Lo scorso settembre, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha definito l’epidemia una minaccia per la sicurezza e la pace e ha inviato uomini e mezzi per arginarla. Tra le organizzazioni internazionali più impegnate vi sono l’Organizzazione mondiale della Sanità, la Croce rossa e Medici senza frontiere.

L’emergenza Ebola è sottoposta a una notevole esposizione mediatica. Da un lato ciò è un bene, poiché i paesi e le istituzioni internazionali sono spinti a prendere provvedimenti per stroncarla sul nascere. Dall’altro, si rischia di generare un livello di preoccupazione eccessivo rispetto ai reali rischi di contagio, ridimensionabili se confrontati con altre malattie. Si prenda la tubercolosi e la stessa influenza stagionale, che si trasmettono per via aerea. Nel 2012, la prima ha ucciso 1.3 milioni di persone, la seconda tra le 250 mila e 500 mila. La malaria, che si trasmette tramite le punture di zanzare infette, ha mietuto 630 mila vittime.

Le reazioni internazionali

Numerosi paesi sono intervenuti a sostegno degli Stati africani colpiti dall’Ebola.

La Cina ha già inviato centinaia di operatori umanitari, 38 milioni di dollari in aiuti medici (più altri 16 milioni in arrivo) e ha donato 6 milioni di dollari al World food programme, per contrastare la scarsità di cibo nei paesi colpiti dall’epidemia.

In più, l’Impero del Centro ha inviato in Africa un farmaco sperimentale per arginare il contagio. La medicina è stata sintetizzata dalla casa farmaceutica Sihuan Pharmaceutical Holdings Group Ltd, che intende realizzare delle sperimentazioni cliniche e probabilmente testarla sulle persone infette. Al momento, l’utilizzo del farmaco è autorizzato solo per le emergenze militari, ma l’azienda cinese ha firmato un accordo con l’Accademia militare cinese delle scienze mediche (un’unità di ricerca) affinché sia venduto anche sul mercato nazionale.

Anche Usa, Giappone e Gran Bretagna stanno sperimentando dei farmaci per curare il virus. La statunitense Mapp Biopharmaceutical Inc. ha sviluppato il siero ZMapp, che è stato somministrato a Kent Brantly e Nancy Writebol, i due missionari americani malati di Ebola, di cui è stata annunciata la completa guarigione. Tuttavia, non è chiaro se sia avvenuta grazie a ZMapp.

Gli Usa hanno lanciato United Assistance, un’operazione umanitaria che prevede l’invio in Africa Occidentale di circa 4 mila militari, incluso personale medico, ingegneri e specialisti per la logistica. La missione dovrebbe includere la costruzione di nuove strutture e l’addestramento di operatori sanitari locali. Il costo totale di United Assistance, che si svolgerà nei prossimi sei mesi, è di 750 milioni di dollari.

Il presidente degli Usa Barack Obama ha scelto Ron Klain come consigliere speciale incaricato di gestire la risposta statunitense sul piano nazionale e internazionale alla crisi generata dall’epidemia di Ebola. Al momento, negli Stati Uniti sono stati identificati tre casi di contagio. Obama ha detto che non intende vietare l’ingresso nel paese ai viaggiatori provenienti dall’Africa Occidentale.

Anche Cuba ha deciso di dare il proprio contributo. L’Havana ha inviato 165 operatori sanitari in Sierra Leone e altri 296 arriveranno in Liberia e Guinea. In un articolo sul quotidiano cubano Granma, l’ex presidente Fidel Castro ha detto: “Con piacere collaboriamo con il personale statunitense, non perché Cuba e Stati Uniti, a lungo avversari, cerchino la pace; piuttosto per perseguire la pace nel mondo, un obiettivo che si può e si deve perseguire.”

Nel 2013 i due antagonisti storici hanno tentato un riavvicinamento, ma difficilmente la possibile collaborazione in Africa Occidentale determinerebbe dei passi avanti in tale direzione.

Cina e Usa, la gara per l’Africa

Sul piano geopolitico, il rapido intervento di Usa e Cina nel contrastare l’epidemia lascia intravedere interessi che vanno oltre l’emergenza in questione.

L’Impero del Centro è il primo partner commerciale dell’Africa, con cui l’interscambio commerciale è pari a 200 miliardi di dollari. Nel Continente Nero, il Dragone rosso acquista soprattutto grandi quantità di petrolio e altre risorse minerarie, necessarie per alimentare la sua crescita economica. In cambio, i paesi africani ottengono finanziamenti, aiuti e investimenti, in particolare nel settore delle infrastrutture. Non tutti gli abitanti accolgono con piacere la presenza delle compagnie cinesi. Del resto, l’interazione tra Pechino e gli Stati africani si basa sul principio di non ingerenza negli affari di altri paesi, che consente di aggirare i problemi riguardanti la tutela dei diritti umani che affliggono gran parte del Continente Nero. Inoltre, alcune aziende dell’Impero del Centro preferiscono assumere propri connazionali per lavorare in Africa, anziché cittadini del posto.

Circa un milione di cinesi abitano nel Continente Nero, ventimila vivono in Guinea, Sierra Leone e Liberia, ma al momento nessuno di loro ha contratto l’Ebola. Naturalmente si tratta di un rischio da tenere in considerazione, come anche la possibilità che il virus arrivi nell’Impero del Centro.

L’epidemia di Ebola rappresenta per Pechino l’occasione per dimostrare che il rapporto con i paesi africani va oltre gli interessi economici. Nello specifico, qualora il farmaco della Sihuan si dimostrasse efficace, la Cina potrebbe acquisire punti in termini economici e di soft power.

L’Africa non rappresenta una priorità per gli Stati Uniti, impegnati nella gestione delle crisi internazionali in Siria, Iraq e Ucraina e i negoziati sul nucleare con l’Iran. Ad ogni modo, gli Usa sono il secondo partner commerciale del Continente Nero e, rispetto alla Cina, stanno investendo somme di denaro nettamente più grandi contro l’Ebola. In questo modo, Obama spera di consolidare il rapporto con i paesi africani e guadagnare punti nel confronto con Pechino in un continente di grande interesse strategico non solo per le grandi risorse minerarie, ma per le potenzialità come futuro mercato di destinazione.  

 


Ebola: il lato oscuro dell’epidemia

tratto da: http://autismovaccini.org/

Dall’inizio del 2014 siamo entrati nella più grande operazione di ipnosi globale a causa di virus Ebola. Ormai, basta mostrare alla popolazione un germe qualunque, dire loro che cosa è e cosa fa, e la popolazione ci crede. Anche se in realtà non sa nulla di quel germe, ci crede e basta. E per questo motivo, la massiccia campagna mediatica per far credere alla popolazione mondiale che virus Ebola può attaccare in qualsiasi momento, anche dopo il minimo contatto, sta iniziando ad ottenere un discreto successo grazie all’aumento del livello di isteria.

Una popolazione isterica è incapace di pensare con serenità, e guardare al di là del proprio naso, a Paesi come la Liberia, la Sierra Leone, la Repubblica della Guinea, a nazioni africane dove la povertà e la malattia sono graffette della vita quotidiana per il numero enorme di persone. La struttura di comando in quelle zone ha un unico motto: non risolvere alcun problema umano. E’ così che è nata questa epidemia costruita a tavolino.

Agli addetti ai lavori è chiara da tempo l’esistenza di un apparato medico-militare, colluso all’industria farmaceutica, che conduce test di armi biologiche con il pretesto di somministrare vaccinazioni per controllare le malattie e migliorare la salute dei poveri africani di turno che, al contrario, stanno sempre peggio.

Quando si parla di Africa, soprattutto in concomitanza di simili eventi, non si può fare altro che pensare a un tentativo di depopolamento. Ma possiamo assicurarvi che l’Africa non potrà MAI essere depopolata uccidendo 160 persone al giorno laddove ne nascono migliaia ogni giorno. Così, i veri motivi di questa epidemia costruita a tavolino, diventano molto più tangibili. L’epidemia Ebola e la sperimentazione farmaceutica rappresentano due ottimi lasciapassare per accedere a più aree contemporaneamente.

Petrolio

Implementare i trials vaccinali in nome di virus Ebola costituisce il pretesto per inviare un enorme contingente di truppe militari, anziché di medici, in Liberia, Sierra Leone e soprattutto in Nigeria dove sono state trovate nuove riserve di petrolio.

Diamanti

La Sierra Leone è il più grande fornitore mondiale di diamanti. Negli ultimi 4 mesi la popolazione locale ha fatto sciopero, rifiutandosi di fornire i diamanti a causa delle orribili condizioni di lavoro e della retribuzione da schiavo. La storia dei diamanti insanguinati della Sierra Leone si ripete regolarmente, con le forze armate che in passato hanno aperto più volte il fuoco contro i lavoratori.

Vaccinazione come strumento di ritorsione

Oltre a rubare il petrolio nigeriano, e costringere i minatori della Sierra Leone a tornare nelle miniere, le truppe militari presenti sul territorio africano potranno utilizzare il mandato sanitario internazionale per vaccinare forzatamente tutti coloro che si rifiuteranno di collaborare. Ovvero, tutti quegli africani che non sono tanto sciocchi da portare volentieri gli invasori ai giacimenti e/o alle miniere. In questo caso, il braccio armato dalla vaccinazione è quello della Croce Rossa.

Mercificazione della paura

L’Ebola è una malattia tipica della gente povera nei paesi poveri, per questo nessuno ha mai avuto davvero interesse a studiare come combatterla. Ma ora che il virus è sbarcato in Occidente, attraverso il solito copione, qualcuno inizia a fiutare la possibilità di fare affari. Così è scattato l’allarme rosso, con tanto di assenso all’utilizzo di confusi protocolli sperimentali per trattare i malati e una pioggia di fondi pubblici per sostenere le case farmaceutiche più avanti nella strada per arrivare al vaccino che, è bene ricordarlo, stavano per chiudere la baracca a causa della loro inutilità. Guarda caso Ebola ha rappresentato una ricca bombola d’ossigeno per le finanze di queste società sull’orlo del fallimento.

Scandalo sanitario

Ebola potrebbe diventare la nuova peste perché il personale sanitario, chiamato all’assistenza in prima linea negli ospedali, denuncia una pericolosa mancanza di esperienza e di preparazione nella gestione dei pazienti che arrivano nei dipartimenti d’emergenza e nei reparti di malattie infettive.

Come già ricordato, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e diverse altre agenzie delle Nazioni Unite sono implicate nella selezione di Paesi africani allettanti per partecipare agli eventi di prova, promuovendo le vaccinazioni, e perseguendo vari generi di test. L’evidenza delle relazioni fra gli attori implicati è a dir poco imbarazzante:

 

  • la US Army Medical Research Institute of Infectious Diseases (USAMRIID), un noto centro degli Stati Uniti per la ricerca in guerra biologica, che si trova a Fort Detrick, nel Maryland;
  • la Tulane University, a New Orleans, Stati Uniti d’America, vincitore di assegni di ricerca, tra cui una sovvenzione di oltre 7000 mila dollari il National Institute of Health (NIH) per finanziare la ricerca con la febbre emorragica virale Lassa;
  • il Center for Disease Control (CDC) già implicato nello scandalo di censura della correlazione fra autismo e vaccinazioni;
  • Medici Senza Frontiere;
  • Tekmira, una società farmaceutica canadese;
  • la GlaxoSmithKline del Regno Unito;
  • l’ospedale di Kenema, nella Sierra Leone, epicentro dell’epidemia.

Non è più un segreto che il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti [DoD] finanziava e finanzia tutt’ora studi di ricerca per virus Ebola sull’uomo. Questi studi sono iniziati poche settimane prima dello scoppio dell’epidemia Ebola in Guinea e Sierra LeoneIl DoD ha fornito un contratto del valore di 140 milioni di dollari alla Tekmira, una società farmaceutica canadese, per condurre una ricerca Ebola. Questo lavoro di ricerca ha coinvolto l’iniezione e l’infusione di esseri umani sani con il virus Ebola mortale. Inoltre, il DoD è elencato come collaboratore in uno studio clinico First in Human Ebola NCT02041715 iniziato nel gennaio 2014 poco prima che l’epidemia di Ebola è stata dichiarata in Africa occidentale a marzo. E, dopo aver procurato il danno, lo studio clinico è stato sospeso a seguito della richiesta urgente di una validazione clinica per il nuovo farmaco sperimentale TKM-100802. Ricordiamo infine che la stessa industria è impegnata in trial clinici su Ebola dal 2011.


 

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Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto.

 

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