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"E' in corso uno sforzo concentrato per prevedere e gestire il comportamento umano in modo che gli scienziati sociali e l'elite dittatoriale possano essere in grado di controllare le masse e proteggersi dalle ricadute di un'umanità libera completamente risvegliata. Solo risvegliandoci ai loro tentativi di metterci a dormire noi abbiamo una possibilità di preservare il nostro libero arbitrio."
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OMS lancia allarme per la resistenza agli antibiotici: è già emergenza

OMS lancia allarme
per la resistenza agli antibiotici: è già emergenza

tratto da: tratto da: http://gaianews.it/

Secondo l'OMS la resistenza agli antibiotici è un'emergenza planetaria attuale che potrebbe già colpire chiunque in qualsiasi parte del mondo

In un nuovo report l’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia un ulteriore monito sul problema della resistenza agli antibiotici: non si tratta più di fare previsioni, si legge nella nota, la minaccia è ora, “sta accadendo proprio  in ogni regione del mondo e ha il potenziale per colpire chiunque, di qualsiasi età, in qualsiasi paese.”

“Senza un’azione urgente e coordinata da molte parti interessate , il mondo si trova di fatto in  un era post – antibiotica, in cui le infezioni comuni e le ferite lievi che sono state trattabili per decenni possono ancora uccidere”, afferma il dottor Keiji Fukuda , OMS , Vice Direttore Generale per la sicurezza sanitaria.

“Gli antibiotici”, ha spiegato Fukuda  “sono stati uno dei pilastri che ci permettono di vivere più a lungo, sani, e di beneficiare dalla medicina moderna. A meno che non prendiamo azioni significative per migliorare gli sforzi per prevenire le infezioni e cambiare anche il modo in cui produciamo, prescriviamo e utilizzare gli antibiotici, il mondo perderà sempre di più di questi beni della salute pubblica a livello mondiale e le conseguenze saranno devastanti”.

Secondo i dati la resistenza si sta sviluppando su diversi patogeni, ma soprattutto la resistenza di 7 di questi è particolarmente pericolosa. Si tratta infatti di malattie che provocano infezioni del sangue , diarrea, polmonite, infezioni del tratto urinario e gonorrea.

E purtroppo non si tratta di antibiotici prodotti molto tempo fa: la resistenza riguarda anche gli antibiotici di ultima generazione.

Fra i più resistenti la Klebsiella pneumoniae  che in alcuni paesi ha sviluppato una resistenza tale da essere efficace in solo il 505 dei casi.

Anche la resistenza ai fluorochinoloni, in commercio dal 1980, anni in cui la resistenza non esisteva, si è sviluppata fino ad essere evidente nella metà dei casi: con questi antibiotici si curano alcune infezioni causate dal batterio E.Coli.

E ancora le  cefalosporine di terza generazione non sono più efficaci per il trattamento della gonorrea in moltissimi paesi: ogni si infettano 1 milione di persone nel mondo.

La resistenza agli antibiotici aumenta il rischio di morte, i tempi di degenza in ospedale e quindi le spese a carico del Servizio Sanitario.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel report spiega che tutti i paesi devono fare di più per fronteggiare il problema: alcuni hanno già fatto passi avanti, ma altri sono decisamente indietro.

Passi avanti quindi devono essere compiuti dai decisori politici e anche della scienza. Ma le persone comuni, quotidianamente, possono dare il loro contributo. L’OMS consiglia di  usare gli antibiotici solo se prescritti da un medico completando la cura e non interrompendola prima del tempo, magari facendosi consigliare anche dal farmacista. Inoltre l’antibiotico deve essere esclusivamente quello giusto per la malattia e quindi prescritto dal medico in quella specifica circostanza.


Contro l’antibiotico-resistenza un utilizzo razionale dei farmaci
Intervista all’esperto Antonio Sorice

tratto da: http://gaianews.it/salute/

La resistenza agli antibiotici è ormai un’emergenza per la salute pubblica. Ma in cosa consiste esattamente l’antibiotico-resistenza  e quali sono le cause che hanno contributo a questo fenomeno?

Gaianews.it  ha intervistato sull’argomento il dottor Antonio Sorice della  Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva – SIMeVeP.

Antonio Sorice: Per antibiotico-resistenza si intende la capacità di un microorganismo di resistere all’azione di un antibiotico. Più correttamente si deve parlare di antimicrobico-resistenza intendendo la resistenza di un microorganismo all’azione degli antimicrobici in generale, cioè a tutte le sostanze usate per uccidere i microrganismi o per interromperne la crescita e la proliferazione. 
La vera preoccupazione, che è diventata oggi una vera e propria emergenza, riguarda i ceppi batterici che in precedenza erano sensibili a un particolare antibiotico ed in seguito hanno sviluppato una resistenza alla sua azione, in questo caso si tratta della cosiddetta resistenza acquisita. Questa la vera emergenza che rischia di sguarnire l’arsenale terapeutico che abbiamo a disposizione.

E. Coli

Domanda: Dunque l’uso eccessivo e non appropriato di antibiotici, in termini di dosi e combinazioni, è da considerarsi la principale causa dello sviluppo e della diffusione di microrganismi antibioticoresistenti,  con una conseguente perdita di efficacia delle terapie e gravi rischi per la salute pubblica. Quali le responsabilità in campo veterinario?

A.S.: In particolare in zootecnia, gli antibiotici venivano somministrati non solo a scopo terapeutico, ma anche come promotori di crescita, creando condizioni favorevoli per lo sviluppo di batteri resistenti in grado di reinfettare gli animali e di trasmettersi anche all’uomo. Negli ultimi anni il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è stato sempre più spesso legato a microorganismi dell’ambiente zootecnico, inclusi gli animali destinati alla produzione di alimenti, gli animali da compagnia, i pesci e gli animali selvatici.

D.: Quali sono i batteri che hanno sviluppato maggiormente la multi-resistenza?

A.S.: Viene comunemente definita multi-resistenza o resistenza multipla agli antimicrobici la resistenza a tre/quattro o più antimicrobici appartenenti a classi diverse. Ad oggi i casi più noti di “superbatteri”, riguardano lo stafilococco resistente alla meticillina  (MRSA), l’Escherichia Coli e  la Klebsiella pneumonie,  in particolare la diffusione degli ultimi due è triplicata negli ultimi anni ed è la causa più frequente di infezioni contratte in seguito a ricoveri in ospedale”.

D.: Dottor Sorice, perché i “superbatteri” hanno  la capacità di resistere ai medicinali? Cosa avviene?

A.S.: Batteri e superbatteri sviluppano l’antibiotico-resistenza attraverso diversi meccanismi cellulari che li rendono capaci di resistere all’azione dei farmaci, una vera e propria trasmissione da un microorganismo ad un altro della capacità di resistere agli antibiotici.
Accade che il batterio resistente, una volta venuto in contatto con il farmaco, mette in atto diversi meccanismi che lo rendono inattaccabile dagli antibiotici, in maniera molto semplice, si possono verificare tre meccanismi di difesa: la capacità di espellere il  farmaco  all’esterno della cellula batterica, la capacità di inattivare e distruggere l’antibiotico, oppure la modificazione della struttura della cellula batterica tale da renderla insensibile all’azione dell’antimicrobico”.

Klebsiella-pneumonia

D.: La trasmissione della resistenza può avvenire anche dagli animali all’uomo?

A.S.: Sì, la resistenza può trasmettersi dagli animali all’uomo  con il consumo di alimenti,  con il contatto diretto con animali o attraverso lo scambio di materiale genetico tra batteri comunemente diffusi in “ambiente animale” e quelli normalmente presenti in “campo umano”.

Per esempio, nel primo caso, la salmonella presente nel pollo può diventare resistente agli antibiotici somministrati all’animale stesso e quando questo diventa un alimento (carne o uovo), l’antibiotico-resistenza può trasmettersi all’uomo mediante il consumo di tale alimento.

Nel secondo caso, batteri generalmente non pericolosi né per l’animale, né per l’uomo, come Escherichia coli, possono sviluppare resistenza nell’animale quando trattato con antibiotici, e di conseguenza trasferire questa capacità a microorganismi patogeni anche per l’uomo.

Recenti studi hanno confermato che il trasferimento di batteri resistenti e di geni di resistenza dagli animali all’uomo attraverso gli alimenti di origine animale rappresenta una problematica emergente per la salute pubblica. Salmonella e Campylobacter, che sono le specie più studiate, rappresentano i principali patogeni a trasmissione alimentare.

Prescrizioni sbagliate, terapie non portate fino in fondo e soprattutto l’auto-cura sono dunque causa di questo fenomeno. Molti assumono  antibiotici,  per problemi virali contro cui quei farmaci non possono nulla, senza consultare il medico e addirittura c’è chi li compra su internet.

Gli antibiotici sono farmaci preziosi, ma vanno usati correttamente e con equilibrio, altrimenti rischiano di perdere l’efficacia grazie alla quale hanno contribuito significativamente ad abbattere la mortalità dovuta alle malattie infettive.

Allevamento_intensivo_di_galline

D.: Quali consigli può darci sull’uso degli antibiotici?

A.S.: In campo umano, per esempio,  i suggerimenti che si possono dare sono banalmente questi: non prenderli in caso di raffreddore o influenza, assumere antibiotici solo dietro prescrizione medica, seguire esattamente la posologia indicata dal medico, evitare il “fai da te” assumendo troppi antibiotici ed evitare di sostituirli spontaneamente.
In campo veterinario si stanno mettendo in atto misure atte a contrastare questo fenomeno, per esempio già da alcuni anni in Italia è vietato l’utilizzo degli antibiotici come promotori di crescita, ma molto altro c’è ancora da fare.
L’obiettivo è un uso razionale e consapevole del farmaco veterinario, sia per gli animali d’allevamento sia per gli animali da compagnia, riducendo il consumo di antibiotici, ma soprattutto promuovendo un utilizzo del ‘quando serve, quanto basta’.

D.: Attualmente per combattere questa minaccia sono richiesti nuovi farmaci. Secondo alcune ricerche una soluzione potrebbe arrivare da alcuni composti naturali, che lavorati attraverso la sintesi chimica potrebbero rappresentare un valido potenziale. Qual è la sua opinione al riguardo?

A.S.: Nei decenni seguenti la scoperta della penicillina non sembravano esserci problemi perché lo sviluppo continuo di nuove classi di antibiotici, da parte delle aziende farmaceutiche, ha garantito un arsenale terapeutico efficace nel controllo di malattie infettive importanti, una fra tutte la Tubercolosi, ma nessuna nuova classe di antibiotici è stata scoperta negli ultimi venti anni e ai pochi antibiotici di ultima generazione sviluppati si è associata velocemente un’altrettanto rapida antibiotico-resistenza.

Non è importante da dove derivino nuovi antibiotici, anche la penicillina nei primi decenni del secolo scorso derivava da “composti naturali” come le muffe, quello che è assolutamente necessario è lo sviluppo di nuovi antibiotici per contrastare questa emergenza mondiale.

Tuttavia non è sufficiente una rincorsa evolutiva alla ricerca di nuove molecole, occorre una strategia di tipo olistico in cui tutti gli attori dell’utilizzo del farmaco, aziende farmaceutiche, medici, pazienti, veterinari, allevatori e proprietari di animali da compagnia, mettano in atto misure di contenimento e di uso appropriato di antimicrobici.

L’utilizzo razionale degli antibiotici è la vera sfida che ci troviamo di fronte nei prossimi anni, sia in campo umano che veterinario, usare gli antibiotici in maniera responsabile significa tutelare la salute di tutti poiché il loro cattivo utilizzo rischia di rendere più forti i batteri aumentare la diffusione delle infezioni e diminuire le nostre armi per combatterle.

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Sirius


Coloro che cercano, cerchino finché troveranno.
Quando troveranno, resteranno turbati.
Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto.

 

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