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Solo Risvegliandoci...

"E' in corso uno sforzo concentrato per prevedere e gestire il comportamento umano in modo che gli scienziati sociali e l'elite dittatoriale possano essere in grado di controllare le masse e proteggersi dalle ricadute di un'umanità libera completamente risvegliata. Solo risvegliandoci ai loro tentativi di metterci a dormire noi abbiamo una possibilità di preservare il nostro libero arbitrio."
Nicholas West


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Giù le mani dalla Madre Terra

 

Giù le mani dalla
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Questa è una campagna globale per
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dagli esperimenti di geo-ingegneria


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Il Momento Presente - Il Ricordo di Sé

Il Momento Presente - Il Ricordo di Sé

http://www.turbolince.com/images/mountain-bike-zen.jpg

tratto da: http://www.vivereilmiracoloso.com/
Siamo sempre proiettati in un momento diverso da quello presente e questo non ci permettere di conoscere le cose per quello che sono e di poter agire in maniera conforme alla realtà.
L'unica realtà che esiste è il qui ed ora, il passato è già stato e il futuro non è ancora. Ma se nel nostro mondo interiore ci proiettiamo in un tempo che è già esistito o che non esiste ancora non possiamo "fare" ciò che deve e può essere fatto nel momento presente.
Il futuro si edifica sul presente, sul comprendere cosa la situazione contingente, con le sue variabili ed elementi, porta con sé.


Il passato è ciò che è stato e dobbiamo considerarlo come contenitore di esperienze, ma possiamo contare solo sulle esperienze che abbiamo veramente vissuto con presenza, le altre sono mere registrazioni accidentali che portano con sè solo una visione limitata di quello che era il momento. Se vediamo ad esempio l'affidamento che le persone fanno sul passato possiamo comprendere il funzionamento della mente formatoria. Parlando diciamo spesso: Mi ricordo che certe condizioni hanno portato ad un momento difficile e così non voglio più ritrovarmici, e per fare questo evito quelle situazioni. In questo modo abbiamo creato una risposta predefinita a cui conformeremo, volenti o nolenti, le nostre azioni nel presente, e conseguentemente del futuro. Ovviamente per un uomo macchina questa è la condizione naturale ed una necessità dovuta alla mancanza di strumenti per affrontare il momento, infatti se dovesse decidere di attuare delle scelte differenti ciò sarebbe molto difficile e doloroso e facilmente egli tornerà alle vecchie risposte di sempre. La visione delle contraddizioni che ci portiamo dentro è qualcosa a cui possiamo fare fronte solo dopo un lavoro di preparazione graduale.


Per riuscire ad essere nel momento dobbiamo fare un grande sforzo per non dare energia agli Io che ci portano in luoghi differenti. Dovendo portare avanti un lavoro ho osservato come una parte di me pensasse già alla sua fine e a quello che avrei fatto dopo innescando un senso di affaticamento perché interiormente lo avevo già vissuto e consumato, avevo già ipotecato le energie del momento creando una sorta di corto circuito. Tendiamo a dare risposte a qualunque cosa senza imparare a vivere la situazione per quello che è e con quello che essa porta con sé.
La presenza e il Ricordo di Sé rappresentano il segreto per iniziare ad essere parte del momento e di conseguenza ad imparare a vivere la propria vita.
Ci troviamo quindi a cercare di capire cosa è e come funziona il presente ed il Ricordo di Sé.
Partiamo dall'idea di essere presenti a sé stessi. cosa vuol dire? e come si fa?
Di base possiamo essere presenti, e dovremmo esserlo, ad ogni cosa della nostra vita, solo in questo modo possiamo dire che la stiamo veramente vivendo invece di "lasciarci" vivere. In relazione a questo diventa chiaro che per poter fare lo sforzo di essere nel presente dobbiamo di base desiderarlo, e per desiderare dobbiamo sapere che otterremo qualcosa da questa azione. Il Sistema ci fornisce il materiale conoscitivo per sapere cosa possiamo ottenere da un certo tipo di lavoro, come ad esempio la possibilità di essere padroni della nostra vita, ma poi spetta a noi mettere in pratica quanto ci viene suggerito e verificare personalmente il vantaggio di cambiare il nostro livello d’essere.

Premesso che chi sta leggendo ha già in se il desiderio di fare degli esperimenti in questa direzione e conosce il sistema o lo sta conoscendo, possiamo fare un’analisi del lavoro pratico sulla presenza. Per fare questo è importante introdurre l'idea che essere presenti a sé stessi significa osservare le proprie manifestazioni, per poi poter passare ad osservare quelle degli altri e poi quelle del mondo, inteso come Natura, che ci circonda. Da questo lavoro impariamo che le cose sono molto più ricche e vaste di come le abbiamo sempre immaginate e questa conoscenza cambia in maniera naturale il nostro modo di rapportarci a noi stessi, agli altri e alla Natura.
Finite le premesse il primo passo per iniziare l'ottava ascendente che ci porterà nel presente è quello di ricordarsi di voler essere presenti a se stessi. Se non ci ricordiamo nel momento che il nostro scopo è quello di essere presenti ignoreremo la sua esistenza, perché gli Io che agiscono nel momento, quando stiamo lavorando o parlando o facendo altro non sanno nulla dell'idea del presente. Dobbiamo quindi introdurre gli Io che desiderano essere presenti nei nostri momenti quotidiani; in questo senso possiamo lasciare libero sfogo alla nostra immaginazione creativa attraverso gli esercizi, che sono lo strumento usato nella Quarta Via per creare una "rottura" nel momento meccanico e permetterci di introdurre un'ottava laterale che ci ricorda il nostro scopo "essere presenti". In questa fase è importante non vagare troppo con l'immaginazione ai risultati, è inutile e non ci porta veramente ad ottenere quello che vogliamo. Un esercizio è fondato su un uso intenzionale di una parte di noi al fine di ricordarci qualcosa. Ad esempio se quando parliamo gesticoliamo molto può essere di aiuto cercare di essere presenti ai nostri gesti, ed ogni volta che ci troviamo a gesticolare ricordarsi di tornare nel momento ed iniziare l’auto osservazione. E’ importante ricordare che un esercizio non è qualcosa che ha un valore relativo alla nostra bravura o meno nel farlo, ma serve come allarme per ricordarci che ci siamo dimenticati qualcosa, “di essere presenti a noi stessi”. Quando qualcuno ci fa notare che non stiamo facendo un esercizio che ci siamo o ci hanno dato non serve chiedere scusa, è importante usare questa osservazione per tornare al momento a allo sforzo di osservarsi.

Ma che cosa è e come si esercita questo sforzo? Innanzitutto lo scopo di essere nel presente vuol dire imparare ad osservare le proprie manifestazioni, come ci comportiamo in certe circostanze, come reagiamo agli stimoli, quali sono i nostri pensieri, come ci muoviamo o la sensazione del nostro corpo nello spazio. Il primo passo è imparare ad esercitare l’osservazione dei diversi centri della nostra macchina. Possiamo iniziare osservando il centro motorio, iniziando a guardare il movimento delle nostre mani o collegandoci alla percezione delle sensazioni del nostro corpo, possiamo poi passare ad osservare quello che stiamo pensando e a cercare di ricostruire la catena di pensieri che ci ha portato qui. E’ più difficile, ma con il tempo si impara, sentire il nostro centro emozionale, se siamo in una situazione piacevole o di disagio. Ogni volta che ce lo ricordiamo possiamo iniziare questo processo di riconoscimento dello stato delle differenti parti di noi e comprendere che diamo risposte simili a stimoli simili. E’ importante in questa fase non fare delle congetture o dare dei “valori” morali alle nostre osservazioni, ma concentrarsi solo sull’osservazione neutrale e sulla sua loro “registrazione”. Se iniziamo ad introdurre giudizi o considerazioni su quello che osserviamo ci spostiamo già in una condizione a cui arriveremo solo nel tempo; vale a dire che posso sapere se una cosa è giusta o sbagliata solo quando sarò in grado di contestualizzarla realmente e solo quando sarò in grado di avere un minimo controllo su di essa, nella fase iniziale di questo lavoro queste condizioni non esistono e devono essere costruite con pazienza per evitare di dover ricostruire tutto da capo a causa di un lavoro sbagliato.

Quando avremo esercitato per un certo tempo la capacità di auto osservazione attraverso l’uso dello strumento dell’attenzione divisa inizieremo ad imparare a tornare al momento presente con più facilità e ad osservare non solo noi stessi ma anche quello che ci sta intorno, possiamo e dobbiamo riconoscere che quello che genera le risposte in noi sono gli stimoli che provengono dall’esterno, ogni impressione che riceviamo evoca una serie di differenti Io che portano con se una nostra reazione. Anche queste osservazioni le dobbiamo registrare e conoscere a fondo. Portando alla luce quello che siamo iniziamo a “conoscere noi stessi” e questo è il primo ed indispensabile passo verso il cambiamento. Il lavoro è una trasformazione nella ricerca, vale a dire che, nell’essere nella condizione di ricerca si attua il processo che ci trasforma. Quanto più divento consapevole delle mie azioni e della loro natura e origine tanto maggiore sarà la mia possibilità di modificarle in relazione alla mia comprensione del momento.
In questo senso lo studio delle idee del sistema è diviso in studio della psicologia dell’uomo e studio delle leggi che governano il tutto. Conoscendo la struttura della macchina umana e della sua psicologia acquisiamo gli strumenti per attuare il lavoro che ci porta alla presenza ed a riconoscere nel momento quali sono le sue manifestazioni. A mano a mano che conosciamo noi stessi attraverso lo studio delle leggi che governano il mondo in cui viviamo iniziamo a riconoscere le loro manifestazioni e così a costruire la nostra connessione con quello che ci circonda ed in questo senso iniziamo a vivere in maniera completa e a poter “agire”. Ma fino a quando non abbiamo costruito e rinforzato queste fondamenta non possiamo veramente sapere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, perché non sappiamo su cosa si fonda quello che accade.

In questo senso il Ricordo di Sé è l’espressione di una condizione in cui siamo completamente nel presente ed in cui stiamo assorbendo in maniera più completa le impressioni del momento. Il Ricordo di Sé è definito nella Quarta Via il momento in cui tre parti intellettuali dei centri agiscono simultaneamente. Questo vuol dire che posso osservare simultaneamente tutte le mie manifestazioni in relazione alla situazione presente. Il Ricordo di Sé è il risultato dello sforzo di essere presenti a sé stessi. Nel costante tentativo di essere presenti impariamo a usarci e a spostare il nostro livello di attenzione, in questo modo iniziamo a ricevere le impressioni, che sono un cibo e di conseguenza un “carburante”, in maniera più completa. Quando accumuliamo abbastanza “materia” possiamo innescare al nostro interno un processo nuovo che si chiama processo di rigenerazione; quando questo accade siamo presenti a noi stessi in maniera completa. Questo è il processo attraverso il quale iniziamo la costruzione di un Sé reale che si costituisce in base alla ricchezza e profondità delle esperienze che viviamo. Quello che accade è che questo Sé reale è parte di noi ed ogni volta che torniamo allo stato di Ricordo di Sé si manifesta e si arricchisce. In questo senso il Ricordo di Sé è definito con il termine ricordo perché rappresenta il Sé che si ricorda delle sue esperienze, ma non è in realtà un’espressione di memoria, ma più un unione e condivisione nel momento di tutte le esperienze che il Sé ha vissuto.

Nella vita di un uomo può capitare che abbia dei momenti di Ricordo di Sé in maniera accidentale in connessione ad eventi di grande gioia, stress, o paura. Quello che accade è che quando una situazione simile si ripresenta quella esperienza torna immediatamente a galla, ad esempio un ricordo di quando eravamo bambini può riaffiorare se si ripresentano le stesse condizioni che lo hanno creato. In questo senso il Ricordo di Sé è la costruzione di quello che è definito il corpo lungo del tempo di un uomo cioè la connessione delle esperienze reali di un uomo nell’arco della sua esistenza. Il fatto di costruire il proprio Sé in maniera intenzionale fa si che iniziamo a vivere la nostra vita in maniera più completa. Una delle caratteristiche del Ricordo di Sé è che portando con se la memoria reale di un’esperienza, quando ci troviamo a riviverla o a viverne una simile abbiamo una maggiore capacità di riconoscere i diversi elementi che la costituiscono e di conseguenza di poter “scegliere” e essere artefici della nostra risposta del momento. Se ad esempio ho imparato che di fronte ad un’osservazione sulla mia persona la mia meccanicità mi porta ad arrabbiarmi, in un momento di Ricordo di Sé sono in grado di vedere che questa non è altro che una risposta automatica e che se la osservo da un punto di vista differente scopro la possibilità di molte altre reazioni nel momento e quindi divento padrone di scegliere una risposta differente.

Ma il Ricordo di Sé non può essere evocato a comando, almeno non fino a che un uomo non ha sviluppato un certo livello d’essere, lo sforzo che possiamo sempre fare è quello di essere presenti alle nostre vite e grazie a questo accumulare sufficiente materiale per creare dei momenti di Ricordo di Sé che arriveranno in maniera inaspettata, indotti da shock esterni. Ma con il tempo a mano a mano che costruiamo il nostro Sé questo momenti saranno sempre maggiori sulla scia del presente fino a diventare intenzionali.

Sirius


Coloro che cercano, cerchino finché troveranno.
Quando troveranno, resteranno turbati.
Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto.

 

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