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Solo Risvegliandoci...

"E' in corso uno sforzo concentrato per prevedere e gestire il comportamento umano in modo che gli scienziati sociali e l'elite dittatoriale possano essere in grado di controllare le masse e proteggersi dalle ricadute di un'umanità libera completamente risvegliata. Solo risvegliandoci ai loro tentativi di metterci a dormire noi abbiamo una possibilità di preservare il nostro libero arbitrio."
Nicholas West


Scie Chimiche

Chi ci avvelena dal cielo?

Giù le mani dalla Madre Terra

 

Giù le mani dalla
Madre Terra

Questa è una campagna globale per
difendere la nostra casa unica e bellissima,
Pianeta Terra, la minaccia rappresentata
dagli esperimenti di geo-ingegneria


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Sono tempi oscuri, in cui la propaganda dell’inganno tocca tutte le nostre vite. John Pilger

Sono tempi oscuri, in cui la propaganda dell’inganno
tocca tutte le nostre vite. John Pilger

tratto da: http://www.lantidiplomatico.it

"In un mondo di proprietà degli Stati Uniti, l’indipendenza è intollerabile"


John Pilger, giornalista e documentarista conosciuto per il suo sostegno a Julian Assange, riflette su informazione e propaganda in tempo di guerra, nonché sul ruolo dei media 

George Orwell ha detto: “in un' epoca di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.”
 
Questi sono tempi oscuri, in cui la propaganda dell’inganno tocca tutte le nostre vite. E’ come se la realtà politica fosse stata privatizzata  e l’illusione legittimata. L’età dell’informazione è l’età dei media. Abbiamo la politica che arriva dai media, la censura dai media, la guerra dai media, la retribuzione dai media, lo svago  dai media, – una surreale catena di montaggio  di cliché e di false valutazioni.
 
La meravigliosa tecnologia è diventata sia nostra amica che nostra nemica. Ogni volta che accendiamo un computer o che prendiamo in mano un  aggegio  digitale – il nostro rosario laico – siamo soggetti al controllo: alla sorveglianza delle nostre abitudini e  routine, e alle bugie e alla manipolazione.
 
Edward Bernays che ha inventato il termine “pubbliche relazioni” come eufemismo invece di “propaganda”,  aveva predetto questo più di  80 anni fa. Lo chiamava “il governo invisibile”.
 
Scriveva: “Coloro che manipolano questo invisibile elemento di [moderna democrazia] costituiscono un governo invisibile che è il vero potere governante del nostro paese…
 
Siamo governati, le nostre menti vengono plasmate, i nostri gusti formati, le nostre idee ci vengono suggerite, in gran parte da uomini di cui non abbiamo mai sentito parlare…”
 
Lo scopo di questo governo invisibile è la conquista di noi: della nostra coscienza politica, del nostro senso del mondo, della nostra abilità di pensare in maniera indipendente, di separare la verità dalle bugie.
 
Questa è una forma di fascismo, una parola che siamo giustamente attenti a pronunciare, preferendo lasciarla nel passato  tremolante. Un moderno fascismo insidioso è però ora un pericolo che sta accelerando. Come negli anni ’30, grosse bugie vengono  pronunciate con la regolarità di un metronomo. I musulmani sono cattivi. I fanatici sauditi sono buoni. I fanatici dell’ISIS sono cattivi. La Russia è sempre cattiva. La Cina sta diventando cattiva. Bombardare la Siria è una cosa buona. Le banche corrotte sono buone. La povertà è buona. La guerra è normale.
 
Coloro che mettono in dubbio queste verità ufficiali, questo estremismo, sono considerati bisognosi di una lobotomia – fino a quando non sono identificati come aderenti a certe posizioni. La BBC fornisce gratuitamente questo servizio. Non riuscire a sottomettersi vuol dire essere un “radicale” – qualsiasi cosa significhi.
 
Il vero dissenso è diventato esotico; tuttavia quelli che dissentono non sono mai stati più importanti. Il libro che presento stasera, The WikiLeaks Files, è un antidoto a un fascismo che non dice mai il suo nome. E’ un libro rivoluzionario, proprio come WikiLeaks stessa è rivoluzionaria – esattamente come intendeva Orwell nella citazione che ho usato all’inizio e che dice che non dobbiamo accettare queste bugie quotidiane. Non dobbiamo restare zitti. O, come cantava una volta Bob Marley: “Libérati dalla tua schiavitù mentale.”
 
Nell’introduzione, Julian Assange spiega che non è mai abbastanza pubblicare i messaggi segreti del grande potere: capirli bene è fondamentale, come anche metterli nel contesto di oggi e della memoria storica.
 
Questo è lo straordinario risultato di questa antologia che rivendica  la nostra memoria. Collega le ragioni e i crimini che hanno causato così tanto trambusto per gli esseri umani, dal Vietnam all’America Centrale, al Medio Oriente e all’Europa Orientale, con la matrice della potenza rapace: gli Stati Uniti.
 
C’è attualmente un tentativo americano ed europeo di distruggere il governo della Siria. Il Primo Ministro David Cameron è particolarmente entusiasta. Questo è lo stesso David Cameron che io ricordo come untuoso addetto alle Pubbliche Relazioni, impiegato di  una  televisione commerciale indipendente della Gran Bretagna, nel settore di acquisti di società per venderne poi le singole attività.
 
Cameron, Obama e il sempre ossequioso François Hollande vogliono distruggere l’ultima autorità multiculturale che resta in Siria, un’azione che certamente lascerà il passo ai fanatici dell’ISIS.
 
Questo è folle, naturalmente, e la grossa bugia che giustifica questa pazzia è che si fa in appoggio ai siriani che si sono sollevati contro Bashar al-Assad durante la Primavera Araba. Come rivelano i File di WikiLeaks, la distruzione della Siria è da lungo tempo un cinico progetto imperialista che  precede l’insurrezione contro Assad nella  Primavera Araba.
 
Per i governanti del mondo a Washington e in Europa, il vero reato della Siria non è la natura oppressiva del suo governo ma la sua indipendenza dal potere americano e israeliano – proprio come il vero reato dell’Iran  è la sua indipendenza, e il vero reato della Russia è la sua indipendenza, e il vero reato della Cina è la sua indipendenza. In un mondo di proprietà degli Stati Uniti, l’indipendenza è intollerabile.
 
Questo libro rivela queste verità, una dopo l’altra. La verità su una guerra al terrore che è stata sempre una guerra di terrore; la verità su Guantanamo, la verità sull’Iraq, l’Afghanistan, l’America Latina.
 
Mai è stato così urgentemente necessario questa voglia di dire la verità. Con onorevoli eccezioni, coloro che nei media sono pagati palesemente per  attenersi ai fatti,  vengono ora assorbiti in un sistema di propaganda che non è più giornalismo, ma anti-giornalismo. Questo è vero di chi è liberale e rispettabile, come lo è di Murdoch. A meno che non si sia preparati a monitorare e a  smontare ogni affermazione strumentale, le cosiddette notizie sono diventate inguardabili e illeggibili.
 
Leggendo i file di WikiLeaks, mi sono ricordato delle parole del defunto Howard Zinn, che spesso si riferiva a “un potere che i governi non possono sopprimere”. Questo definisce WikiLeaks, e anche le vere “talpe” che condividono il suo coraggio.
 
Una nota personale: conosco oramai da un certo tempo le persone di WikLeaks. Il fatto che abbiano ottenuto quei risultati in circostanze che non hanno scelto, è una fonte di costante ammirazione. Mi viene in mente il salvataggio di Edward Snowden a opera di queste persone. Sono eroici come lui: niente altro.
 
Il capitolo scritto da Sarah Harrison,  ‘Indexing the Empire’  (Catalogare  l’impero), descrive in che modo lei e i suoi compagni hanno creato un’intera biblioteca pubblica della diplomazia statunitense. Ci sono più di due milioni di documenti, ora accessibili a tutti. “Il nostro lavoro,” scrive Sarah, “vuole assicurare che la storia appartenga a tutti.” Come è emozionante leggere queste parole che rappresentano anche un tributo al suo coraggio.
 
Dall’isolamento di una stanza nell’ambasciata ecuadoriana a Londra, il coraggio di Julian Assange è una risposta eloquente ai vigliacchi che  lo hanno diffamato e al potere canaglia che cerca di vendicarsi di lui e che fa una guerra alla democrazia.
 
Nulla di tutto questo ha scoraggiato Assange e i suoi compagni a WikiLeaks: neanche un poco. Non è importante? 



 


L’ambasciatore Usa a Parigi:
“Dobbiamo far male all’Europa. A lungo”

tratto da: http://www.byoblu.com/

Per capire cosa stanno cercando di fare, in gran segreto, con il TTIP, e per comprendere a fondo la logica con la quale gli States tentano di colonizzare economicamente il vecchio continente, basta che io vi racconti cosa stanno facendo con gli organismi geneticamente modificati (OGM)

La maggior parte dei consumatori europei si opponeva al consumo di cibo prodotto con i metodi dell’ingegneria genetica. C’era una diffusa resistenza in Germania e non esisteva assolutamente nessuna domanda né dai consumatori né dai produttori per le coltivazioni biotech in Austria. E, malgrado gli sforzi prodotti per sconfiggere le resistenze ungheresi, il pubblico non mostrava alcun segnale di ripensamento sul divieto di consumo del mais geneticamente modificato. Così, il Dipartimento di Stato americano, che ha il compito di coordinare la politica estera statunitense, cui non sfuggiva il peso del giudizio dell’Unione Europea sulla diffusioni di tali tecnologie a livello globale, ha cercato di limitare l’influenza dei punti di vista negativi all’interno della UE sulla biotecnologia.

Grafico crescita cablogrammi biotech wikileaks tra il 2005 e il 2009

Tra il 2005 e il 2009, i cablogrammi intercettati da Wikileaks che riguardano il mondo biotech sono cresciuti molto più rapidamente rispetto a quelli che riguardavano altri argomenti.

Ecco cosa scrive Food And Water Watch

“Gli Stati Uniti hanno perseguito aggressivamente politiche estere nel cibo e nell’agricoltura che vanno a beneficio delle grandi multinazionali delle sementi. Il Dipartimento di Stato americano ha lanciato una strategia concertata per promuovere la biotecnologia nell’agricoltura, spesso contro l’opposizione del settore pubblico e dello stesso governo, escludendo alternative più appropriate e più sostenibili. Il Dipartimento di Stato americano ha fatto pressioni sui governi degli altri stati perché adottassero politiche e leggi pro-biotech nell’agricoltura, ha messo in opera una campagna rigorosa di relazioni pubbliche per migliorare l’immagine della biotecnologia e ha sfidato le normative e le protezioni biotecnologiche di buon senso, anche opponendosi alle leggi riguardo all’etichettatura degli alimenti geneticamente modificati”.

Se volete un esempio di cosa questo possa significare concretamente, eccovi un esempio di cablogramma, proveniente dal Dipartimento di Stato americano e destinato ai decision makers marocchini (scienziati, legislatori e così via).

Secondo Wenonah Hauter, direttore esecutivo di Food & Water Watch. “Il Diparimento di Stato sta vendendo sementi invece di democrazia“.

Ma la cosa più agghiacciante è leggere le parole dell’ambasciatore americano a Parigi Craig Stapleton, che riferendosi al brevetto Monsanto MON 810 dice (qui il cablogramma Wikileaks):

“L’Europa sta facendo passi indietro sul tema della biotecnologia nell’agricoltura, che vede la Francia come leader, insieme all’Austria, all’Italia e perfino la Commissione. […] Una rappresaglia renderà chiaro che il percorso attuale rappresenta costi vivi per gli interessi dell’Europa Unita e potrebbe aiutare a rafforzare le voci europee a favore del biotech. In effetti, la parte a favore del biotech in Francia (ndr: i produttori di sementi) ci ha rappresentato che la vendetta è l’unico modo per iniziare a piegare su questo tema la Francia. […] Il team di Parigi raccomanda di calibrare un elenco di rappresaglie mirate che facciano del male dappertutto in Europa, visto che è una responsabilità di tutti, ma anche che si concentrino sui maggiori colpevoli. L’elenco dovrebbe essere ben dosato anziché violento, e deve essere sostenibile nel lungo termine, dato che non dovremmo aspettarci una vittoria rapida”.

Queste parole, pronunciate a livello riservato da un ambasciatore USA in un paese membro dell’Unione Europea, raffigurano plasticamente quello che sta avvenendo non solo nel campo OGM, ma in qualunque ambito di interesse americano, compresa la moneta unica e l’integrazione europea, che secondo lo stesso Mario Monti era “un interesse delle grandi imprese americane”. E gettano nuova luce sulle reali motivazioni retrostanti lo scandalo Volkswagen.

E quando il trattato di libero scambio commerciale tra gli Stati Uniti e l’Europa, che attualmente viene condotto a porte chiuse, rendendo difficile se non impossibile agli stessi europarlamentari accedere agli accordi in via di definizione, verrà siglato, nel disinteresse del popolo italiano, cosa pensate che succeda? Le regolamentazioni americane verranno importate anche in Italia, in Francia, in Germania, in Spagna, ovunque nell’Unione Europea. A quel punto, non ci sarà più bisogno di nessuna “rappresaglia”, perché la Monsanto, ad esempio, sfruttando la clausola ISDS, potrà far causa allo Stato italiano in qualunque momento, se negherà l’utilizzo degli OGM sul proprio territorio.

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Sirius


Coloro che cercano, cerchino finché troveranno.
Quando troveranno, resteranno turbati.
Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto.

 

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