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Solo Risvegliandoci...

"E' in corso uno sforzo concentrato per prevedere e gestire il comportamento umano in modo che gli scienziati sociali e l'elite dittatoriale possano essere in grado di controllare le masse e proteggersi dalle ricadute di un'umanità libera completamente risvegliata. Solo risvegliandoci ai loro tentativi di metterci a dormire noi abbiamo una possibilità di preservare il nostro libero arbitrio."
Nicholas West


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Nsa, una Piovra onnipotente

“Nsa, una Piovra onnipotente”
***
Nsa, dove vanno i nostri segreti?
l'Area 51 dei dati è una fortezza in Utah

tratto da: http://temi.repubblica.it/micromega

«Quello che ha rivelato Snowden è una bomba pazzesca. Ora i governi stanno cercando di ridimensionarla, di far credere che sia prassi normale: non cascateci». Parla Thomas Drake, ex dirigente dell'agenzia americana, che ha visto nascere il programma di sorveglianza di massa dopo l'11 settembre, poi lo ha denunciato.

di Stefania Maurizi, da L'Espresso, 3 luglio 2013


Edward Snowden, la fonte del caso DatagateE' il più devastante scandalo che abbia mai travolto la National Security Agency (Nsa) «la più grande, la più costosa e la più tecnologicamente sofisticata organizzazione di spionaggio che il mondo abbia mai conosciuto», come ha descritto l'Nsa la rivista americana 'New Yorker': è grande tre volte la Cia, assorbe un terzo delle risorse di budget destinate all'intelligence [che nell'anno 2010 è stato di 80,1 miliardi di dollari, nel 2011 78,6 miliardi e nel 2012 di 75,4, ndr].

Un'agenzia che vive nel segreto più assoluto e che mai prima di ora era finita sotto lo scrutinio dell'opinione pubblica mondiale. Ci è finita grazie a Edward Snowden, il trentenne ex contractor della Nsa che ha rivelato i programmi di intercettazioni di massa. Non una banale storia di spionaggio politico ed economico tra alleati della serie "business as usual": «quello che è più importante dei documenti di Snowden», scrive lo 'Spiegel' che vi ha avuto accesso, «è che rivelano la possibilità di sorveglianza assoluta di cittadini di intere nazioni senza alcuna forma efficace di controllo e di supervisione».

Ma rivelare questi documenti top secret a Snowden costerà carissimo: oggi è braccato in tutto il mondo e incriminato per spionaggio.

L'americano Thomas Drake ha lavorato come 'senior executive' della Nsa fino al 2008, ha visto nascere il programma di sorveglianza di massa dopo l'11 settembre e, quando ha provato a denunciare quello che accadeva attraverso il Congresso e la stampa, è finito, anche lui, incriminato per spionaggio, accusa poi completamente decaduta, ma che ha stravolto la sua vita e, a cinquantanni, lo ha portato a ricominciare daccapo. "L'Espresso" gli ha chiesto del caso Snowden.

Lei conosce molto bene come opera e che tipo di cultura si respira all'interno della Nsa e ha definito la scelta di Snowden "un maestoso atto di disobbedienza civile". Cosa pensa che stia rischiando Edward Snowden?
«La sua libertà, ma anche una 'rendition' in cui viene detenuto a tempo indefinito senza processo: la cosiddetta Ndaa. Il governo americano vuole mettere le mani su di lui nel peggiore dei modi e punirlo severamente, lo ha già declassato a individuo senza Stato [togliendogli il passaporto]».

Cosa consigliarebbe a Snowden, vista la situazione in cui si trova e vista l'esperienza che lei ha provato sulla sua pelle?
«Lui è in una delle più difficili situazioni possibili, sia dal punto di vista legale che politico. Ha bisogno dei migliori avvocati che esistano esperti di asilo, di rifugiati politici e di questioni di cittadinanza. Rischia di diventare un caso estremo, una pedina che finisce in una scacchiera internazionale dove le regole sono facilmente stravolte o manipolate».

Andando alle rivelazioni fatte dal 'Guardian' sulla base dei documenti top secret che Snowden ha fornito al giornale, i servizi segreti inglesi del Gchq hanno accesso direttamente alle grandi autostrade delle comunicazioni, i cavi in fibre ottiche, e condividono le intercettazioni delle comunicazioni con la Nsa. Il 'Guardian' riporta che l'anno scorso, il Gchq aveva accesso a 600 milioni di telefonate al giorno. Qual è la 'procedura operativa standard' per gestire questo pazzesco volume di dati?
«Si usano algoritmi avanzati e automatizzati per fare l'analisi e per mettere in relazione tra loro l'enorme quantità di dati raccolti attraverso i tronchi principali e i nodi delle comunicazioni. Spesso questo lavoro è possibile grazie ad accordi segreti con i gestori di internet e con le aziende che costruiscono i sistemi di comunicazione».

Ben 850 mila dipendenti e contractor della Nsa avrebbero accesso ai database delle intercettazioni ottenute 'succhiando' direttamente dai cavi in fibra ottica. C'è una qualche forma di supervisione su come queste intercettazioni vengono immagazzinate e sugli accessi ad esse da parte di impiegati e contractor della Nsa?
«Non ho ragione di dubitare che il dato citato dal 'Guardian' non sia esatto. Supervisione? Non c'è bisogno di alcuna supervisione, quando l'accesso a queste intercettazioni è approvato ed è tecnicamente fattibile».

E' possibile che si verifichi una situazione per cui un singolo impiegato o contractor della Nsa si ritrova ad avere accesso al database delle telefonate di un'intera nazione?
«Certo. Se il dipendente ha accesso a un database che gli serve o si ritrova a fare ricerche mirate, può finire ad avere accesso alle telefonate raccolte in un'intera nazione. E non ci sono solo le telefonate, ma anche le informazioni sulle carte di credito, le email e gli sms. La norma è sempre di più quella di aggregare tutti i dati in modo da sapere tutto di tutti in qualsiasi momento, indipendentemente dalla nazionalità o dallo status sociale».

Supponiamo che Snowden abbia documenti che provano che anche l'Italia è soggetta a intercettazioni di massa: può un singolo impiegato o contractor della Nsa avere accesso ad esse e fare ricerche mirate, per esempio, per recuperare le conversazioni dei politici italiani sulla trattativa Stato-mafia?
«L'accesso ai metadati [chi parla con chi, quando, quanto e da dove, ndr] è banale, quanto all'accesso ai contenuti immagazzinati delle conversazioni è possibile se il dipendente ha l'autorizzazione ad entrare nel database in cui quei dati sono contenuti».

Come vede il ruolo di WikiLeaks nel caso Snowden?
«Loro di WikiLeaks hanno colto subito la persecuzione politica a cui sarebbe andato incontro Snowden, la sua condizione di individuo senza stato. Lo stanno aiutando a cercare un Paese che offra asilo politico nonostante la pressione inarrestabile degli Stati Uniti e le minacce a qualsiasi nazione che si azzardasse a concederglielo».

Quindi giudica positivamente il ruolo dell'organizzazione di Julian Assange?
«Sì, anche se so che qualcuno solleverà il problema dell'effetto WikiLeaks».

Quale sarebbe l'effetto WikiLeaks?
«Chi comunica, supporta o entra nella sfera di WikiLeaks, è oggetto di speciali attenzioni da parte di certe autorità americane».


Nsa, dove vanno i nostri segreti?
l'Area 51 dei dati è una fortezza in Utah

tratto da: http://www.repubblica.it/tecnologia

Gli impressionanti numeri del datacenter dell'agenzia per la sicurezza Usa: miliardi di byte e supercomputer per poterne reggere il peso e le operazioni collegate. Lo spazio si esaurirà entro qualche anno, ma nuovi impianti sono già in costruzione

PER DARE un'idea rapida: uno smartphone da 64 gigabyte oggi può contenere migliaia di volte i dati della memoria di un Commodore 64. E sempre parlando di tecnologia tascabile, un hard disk portatile da un terabyte contiene i dati che entrano in sedici smartphone da 64 gigabyte. E se 64 gigabyte sono una dimensione stimabile per la Biblioteca di Alessandria (460mila pergamene equiparabili approssimativamente a 100mila libri) allora un individuo che porta in borsa un hard disk da un tera e in tasca uno smartphone, gira effettivamente con spazio digitale per 17 biblioteche di Alessandria addosso. Con una capacita di elaborare questi dati infinitamente superiore a quella ipotizzata nei film di spionaggio girati ai tempi dei primi computer. Senza contare internet, raggiungibile ad alta velocità da più o meno ovunque, con tutto il mondo e la sua infinita mole di informazioni a disposizione che aggiungono elementi all'elaborazione.


L'Area 51 bis. La capacità di archiviare dati, connettere e processare informazioni è cresciuta esponenzialmente negli ultimi 30 anni, riducendo allo stesso tempo le dimensioni fisiche delle memorie elettroniche. E' anche per questo che le immagini dell'enorme data center dell'Nsa nello Utah sono impressionanti. L'agenzia di sicurezza americana al centro dello scandalo Datagate dispone di una vera e propria fortezza, costata 1,2 miliardi di dollari, che protegge i contenuti digitali e le comunicazioni all'esame dell'agenzia. Un compound inespugnabile, una sorta di Area 51 che protegge informazioni segrete e  che torna all'attenzione dopo l'esplosione del caso Prism. Perché oltre alle dimensioni logistiche, i numeri di quello che c'è all'interno sono sbalorditivi. 



Secondo Fox, all'interno del datacenter Nsa in Utah c'è un archivio digitale con 5 zettabyte di spazio a disposizione. Uno zettabyte equivale a 1,099,511,627,776 gigabyte, una cifra in assoluto impressionante per un mondo in cui i computer hanno in media quattro giga di Ram e un terabyte nell'hard disk. Uno zettabyte equivale a 1024 exabyte e 1021  byte, in termini "visivi" 250 miliardi di Dvd, come riporta questo schema di Cisco. Numeri ancora distanti dai dati sul traffico internet mondiale, ma non troppo. Se Prism è partito a ottobre 2011, e supponendo che i dati di Prism vadano a finire in Utah, allora l'Nsa finora non ha riempito nemmeno la metà dello spazio a disposizione. Il traffico internet raggiungerà, secondo le stime, 966 exabyte all'anno nel 2015.


Quasi uno zettabyte all'anno tra due anni, il che significa che la fortezza dell'Nsa dovrà espandersi. Un nuovo datacenter è già in costruzione a Fort Meade nel Maryland. Oppure trovare succursali altrui già attive e riconvertibili all'attività governativa. Pensando a quando dagli zettabyte si passerà alle misure in yottabyte, mille zetta fanno uno yotta. E già oggi, i costi energetici e possibili ricadute ambientali che appaiono rilevanti: l'Area 51 della Nsa consuma 65 megawatt di elettricità all'anno (ci si alimentano 65000 case) e per raffreddare gli impianti, milioni di litri di acqua al giorno (1,5 milioni di galloni, secondo Npr).

Tutta questa mole di dati viene gestita dal supercomputer Titan, che compie 20,000 trilioni di operazioni al secondo. Tra archivi e processori, la facility della Nsa - la cui missione specifica è e rimane classificata, quindi segreta - attualmente occupa un datacenter enorme. Ma fra trent'anni, come la distanza temporale dal Commodore agli smartphone, sarà grande quanto una memoria contenuta in una pennina. Se non direttamente impiantata nel nostro cervello, connesso ai computer da fantascienza che oggi l'industria inizia a progettare. Avrà senso allora parlare di privacy e in quest'ottica, ha senso parlarne già oggi?

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Sirius


Coloro che cercano, cerchino finché troveranno.
Quando troveranno, resteranno turbati.
Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto.

 

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