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Solo Risvegliandoci...

"E' in corso uno sforzo concentrato per prevedere e gestire il comportamento umano in modo che gli scienziati sociali e l'elite dittatoriale possano essere in grado di controllare le masse e proteggersi dalle ricadute di un'umanità libera completamente risvegliata. Solo risvegliandoci ai loro tentativi di metterci a dormire noi abbiamo una possibilità di preservare il nostro libero arbitrio."
Nicholas West


Scie Chimiche

Chi ci avvelena dal cielo?

Giù le mani dalla Madre Terra

 

Giù le mani dalla
Madre Terra

Questa è una campagna globale per
difendere la nostra casa unica e bellissima,
Pianeta Terra, la minaccia rappresentata
dagli esperimenti di geo-ingegneria


RSOE EDIS - MAPPA

Il Corriere: milioni di tonnellate di alluminio sui nostri cieli

Il Corriere: milioni di tonnellate di alluminio sui nostri cieli

tratto da: http://www.losai.eu/

di Daniele Di Luciano -

Oggi il fenomeno delle c.d. scie chimiche è considerato una delle tante “teorie del complotto”.

Nel 1997 però, giornalisti scientifici come il geologo Franco Foresta Martin, scriveva sul Corriere articoli tutt’altro che “complottisti” in cui si parlava di irrorare i cieli con milioni di tonnellate di alluminio e altre sostanze.

Perché? Ma ovviamente per combattere il “riscaldamento globale”, fenomeno che è diventato incontestabile grazie alla propaganda ma che di scientifico ha ben poco, come si può leggere su uno dei tanti articoli che appaiono saltuariamente sulla stampa (Il riscaldamento globale? Una bufala (troppo) costosa) ma che puntualmente vengono sommersi da centinaia di articoli contrari, utili al sistema modellatrice della massa.

Tornando alle scie chimiche, la domanda nasce spontanea: perché nel ’97 ne parlava il Corriere mentre oggi è diventato un argomento tabù?

La risposta è forse contenuta proprio all’interno dell’articolo di Foresta Martin, quando viene detto che la gente non ha preso bene (strano, eh?) la soluzione degli scienziati di irrorare i cieli con milioni di tonnellate di sostanze chimiche.

 

Oggi,che l’irrorazione è in atto, oggi che sono passati 16 anni dalle spiegazioni ufficiali, l’unico modo per fare in modo che la massa non s’arrabbi, è evitare di parlare di geoingegneria. Ma come riuscirci? Semplice: basta non menzionare il fenomeno in TV e sui giornali e deridere tutti i visionari e paranoici complottisti che ne parlano sul web. Ed ecco qua: l’alluminio cade tutti i giorni sulle nostre teste, sul nostro cibo, sulla nostra acqua, ma noi siamo troppo presi a differenziare i rifiuti e non ce ne accorgiamo (guai a mettere una lattina nella plastica, eh!).

Vi lascio all’articolo del Corriere, noto quotidiano cospirazionista.

 

CORRIERE SCIENZA. UNO SCONCERTANTE PROGETTO DEL CELEBRE SCIENZIATO EDWARD TELLER PER AFFRONTARE I PROBLEMI DELL’ EFFETTO SERRA

 

Sparare in cielo uno scudo antiradiazione

Uno sconcertante progetto del celebre scienziato Edward Teller per affrontare i problemi dell’effetto serra Sparare in cielo uno scudo antiradiazione ERICE L’ingegneria planetaria, cioe’ la possibilita’, da parte dell’uomo, di modificare a proprio vantaggio i grandi sistemi geologici e geofisici della Terra, e’ una delle chimere della fantascienza. Al Seminario sulle “Emergenze Planetarie”, che si e’ svolto presso il Centro Ettore Majorana di Erice, questa chimera e’ diventata un progetto scientifico: “I cambiamenti climatici, provocati dall’uomo o da cause naturali, possono essere scongiurati da meccanismi artificiali di regolazione della radiazione solare”. Quali? C’e’ l’imbarazzo della scelta: prodotti chimici, metalli e cristalli, da immettere in stratosfera o in orbita terrestre, sotto forma di minute particelle. A sottoscrivere queste singolari affermazioni e’ Edward Teller, uno scienziato di indiscussa genialita’, anche se si e’ spesso attirato severe critiche per la sua adesione a programmi di ricerca scientifica e tecnologica finalizzati alla produzione di nuove armi. Membro del Manhattan Project che porto’ alla realizzazione della prima bomba atomica durante la Seconda guerra mondiale, padre della bomba H sperimentata negli anni ’50, piu’ recentemente fra i maggiori supporter dello scudo stellare, Teller doveva intervenire personalmente al seminario di Erice, come fa puntualmente da diversi anni, per presentare il suo grandioso progetto di ingegneria planetaria dal titolo esplicito: “Effetto serra e glaciazioni.

Prospettive per un meccanismo di regolazione dei cambiamenti globali su basi fisiche”. Gli acciacchi della sua tarda eta’ (compira’ 90 anni a gennaio prossimo) glielo hanno impedito: al suo posto ha parlato il suo allievo Lowell Wood, che e’ il secondo firmatario del progetto. Secondo Teller e Wood i tempi sono maturi per sperimentare una serie di “scatterers”, ossia di dispositivi per la diffusione della radiazione solare, che possono essere impiegati per modulare, a piacimento, le temperature medie globali. “Da piu’ parti viene suggerito che per prevenire il surriscaldamento globale, dovuto alle emissioni di gas serra nell’atmosfera da parte dell’uomo, si debba ricorrere a riduzioni dei consumi energetici concordate su basi internazionali. Tali limitazioni comportano un impatto economico stimato in 100 miliardi di dollari all’anno. Ebbene noi, a costi inferiori alla centesima parte di questa cifra, suggeriamo l’impiego di scatterers che rimandino indietro nello spazio circa l’uno per cento della radiazione solare che oggi arriva sulla Terra: tanto quanto basterebbe per scongiurare il surriscaldamento globale. D’altra parte quando, come ci si aspetta, arrivera’ una delle cicliche ere glaciali, un analogo tipo di scatterers potrebbe essere impiegato per impedire l’uscita di quel tre per cento della radiazione termica terrestre necessario per mantenere le nostre temperature medie ottimali e evitare che il nostro pianeta precipiti nel gelo delle glaciazioni”. Gli scatterers di cui Teller e Wood propongono la rapida sperimentazione sono di diversi tipi e dovrebbero essere collocati in diversi luoghi dentro o fuori il pianeta, al fine di verificarne la funzionalita’ e l’impatto ambientale.

Eccoli in ordine crescente di efficienza nella diffusione della radiazione solare. 1) Spray di ossidi di zolfo (SO2 o SO3) da disperdere in stratosfera emulando un’emissione simile a quella prodotta dal vulcano filippino Pinatubo; 2) particelle di alluminio allo stato cristallino (Al2O3) da immettere in stratosfera attraverso i getti di missili; 3) minuscole pagliette di metalli a elevata conducibilita’ da distribuire o in stratosfera oppure in orbita terrestre; 4) palloncini volanti ricoperti di un sottile film metallico, del tutto simili a quelli usati per gioco dai bambini, da liberare dal suolo fino alla stratosfera; 5) particelle submicroscopiche di perfluoroidrocarburi con capacita’ di diffondere la radiazione solare per risonanza, da collocare in stratosfera. Assicurano Teller e Wood, che nel caso della collocazione stratosferica, sarebbe possibile variare la quantita’ degli scatterers anche in funzione della latitudine, in modo da creare una serie di bande parallele all’equatore e arrivare cosi’ a una “regolazione fine” della radiazione solare a seconda delle esigenze. Quanto alla massa totale del materiale necessario per ottenere gli effetti desiderati, essa varia dai milioni di tonnellate (caso degli scatterers meno efficienti) alle migliaia di tonnellate (scatterers piu’ efficienti). Cio’ che ha piu’ colpito la platea di Erice non e’ tanto l’eccesso di innovazione e di stravaganza del progetto (gli scienziati americani ci hanno abituato a delle fascinose fughe in avanti), quanto la totale mancanza di sensibilita’ ambientale che lo contraddistingue. Risolvere l’effetto serra nei termini proposti da Teller significa rimuovere del tutto la questione degli sprechi e dell’inefficienza energetica, a danno totale del pianeta che si afferma di voler salvare.*

Foresta Martin Franco

Pagina 23
(14 settembre 1997) – Corriere della Sera

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Sirius


Coloro che cercano, cerchino finché troveranno.
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Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto.

 

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