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Solo Risvegliandoci...

"E' in corso uno sforzo concentrato per prevedere e gestire il comportamento umano in modo che gli scienziati sociali e l'elite dittatoriale possano essere in grado di controllare le masse e proteggersi dalle ricadute di un'umanità libera completamente risvegliata. Solo risvegliandoci ai loro tentativi di metterci a dormire noi abbiamo una possibilità di preservare il nostro libero arbitrio."
Nicholas West


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Giù le mani dalla Madre Terra

 

Giù le mani dalla
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Questa è una campagna globale per
difendere la nostra casa unica e bellissima,
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dagli esperimenti di geo-ingegneria


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E’ la fine: si stanno comprando tutta l’acqua del mondo

E’ la fine: si stanno comprando tutta l’acqua del mondo
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L'Acqua Come Arma di Dominio Globale

tratto da: http://www.libreidee.org/

Temete la morte per acqua, recitano i versi della “Terra desolata”. Ma certo Eliot non poteva immaginare di quale morte fosse ambasciatrice l’acqua del terzo millennio: morte dei diritti e della democrazia, fine dell’accesso universale alla risorsa più preziosa. E’ il capolavoro finale dell’élite mondiale: i nuovi oligarchi “rubano” l’acqua a intere popolazioni, confiscano terreni acquiferi, finanziarizzano l’oro blu per farne merce speculativa. E naturalmente ordinano ai politici di privatizzare l’acqua nazionale, facendo scomparire lo Stato come gestore dell’acqua pubblica. E’ una razzia colossale, mondiale, quella dell’acqua su cui allungano le grinfie le mega-banche di Wall Street e i baroni neo-feudali dell’economia. «L’acqua è il prossimo petrolio», ammette la Goldman Sachs, in buona compagnia: con lei Jp Morgan Chase, Citigroup, Ubs e Deutsche Bank, Barclays e Credit Suisse, Hsbc e Allianz. Tutti a caccia di acqua. Anche l’ex presidente Bush, il padre di George Walker, in Paraguay sta acquistando terreni che galleggiano sulle falde acquifere più grandi del mondo.

Pochi ne parlano, ma lo scenario è sconvolgente, scrive Jo-Shing Yang in un lungo reportage su “Global Research”, il magazine geopolitico canadese. L'ex presidente americano Bush«Stanno comprando acqua in tutto il mondo, ad un ritmo senza precedenti». I boss della finanza planetaria, i maggiori gruppi d’investimento: ricchi magnati, da qualche anno “nuovi baroni dell’acqua”. Grazie alla “crisi” hanno accumulato immense fortune finanziarie, e ora le usano per dare la caccia a «falde acquifere, laghi, diritti di sfruttamento dell’acqua, servizi idrici, società d’ingegneria idraulica ed aziende tecnologiche in tutto il mondo». E mentre i “baroni” sono impegnati in questa inquietante “campagna acquisti”, «i governi stanno rapidamente muovendosi per limitare la capacità dei cittadini di diventare autosufficienti nell’approvvigionamento idrico», rileva Jo-Shing Yang. “Privatizzare” è il verbo neoliberista dell’Ue, così come degli Usa: lo Stato dell’Oregon è giunto a condannare un cittadino, Gary Harrington, per aver osato rendersi autonomo costruendo raccolte per l’acqua piovana.

«Il miliardario T. Boone Pickens, ad esempio, può possedere più diritti di sfruttamento dell’acqua rispetto a qualsiasi altra persona in America (compreso il diritto a drenare 65 miliardi di galloni dalla falda acquifera di Ogallala), ma il cittadino Gary Harrington non può raccogliere le acque piovane sui 170 acri del suo terreno privato», protesta Yang, in un post ripreso da “Come Don Chisciotte”. «E’ un Nuovo Ordine Mondiale veramente strano quello in cui i multimiliardari e le banche elitarie possono tranquillamente possedere falde acquifere e laghi, ma i cittadini comuni non possono nemmeno raccogliere l’acqua piovana nei propri cortili e nei propri terreni». Del resto, «l’acqua è il petrolio del 21° secolo», dice Andrew Liveris, ceo della Dow Chemical. «Wall Street – dichiara la Jp Morgan – appare ben consapevole delle opportunità d’investimento nelle Andrew Liverisinfrastrutture per l’approvvigionamento idrico, nel trattamento delle acque reflue e nelle tecnologie per la gestione della domanda».

«La vera storia del settore idrico globale è veramente contorta, e coinvolge il “capitale globalizzato interconnesso”», spiega l’analista di “Global Research”. «Wall Street e le società d’investimento globali, le banche e le altre imprese private – valicando i confini nazionali e collaborando fra loro, ma anche con le banche e gli hedge-funds, con le aziende tecnologiche e con i colossi assicurativi, con i fondi-pensione (pubblici e regionali) e con i fondi-sovrani – si stanno muovendo con molta rapidità non solo per acquistare i diritti di sfruttamento e le tecnologie di trattamento delle acque, ma anche per privatizzare i servizi idrici e le infrastrutture pubbliche». Ci siamo: nel corso del prossimo decennio, Wall Street si sta preparando a impossessarsi delle riserve idriche globali. A partire dal 2006, precisa  Jo-Shing Yang, la sola Goldman Sachs ha accumulato più di 10 miliardi di dollari da investire nelle infrastrutture, comprese quelle idriche. Secondo il “New York Times”, i maggiori gruppi finanziari – dalla Morgan Stanley al Carlyle Group – hanno raccolto qualcosa come 250 miliardi di dollari da destinare a investimenti sulle infrastrutture-chiave.

«Con il termine “acqua” – continua il ricercatore – intendo i diritti di sfruttamento (acque sotterranee, falde acquifere e fiumi), i terreni dotati di riserve d’acqua (ovvero laghi, stagni, sorgenti naturali o sotterranee), i progetti di desalinizzazione, le tecnologie per la depurazione e il trattamento delle acque, l’irrigazione e le tecnologie per la perforazione dei pozzi, i servizi idrici ed igienico-sanitari di pubblica utilità, la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture idriche (condotti per il trasporto su grandi distanze e per la piccola distribuzione, impianti di depurazione per usi residenziali, commerciali, industriali e comunali), i servizi di ingegneria (progettazione e costruzione di impianti idrici), il settore della vendita al dettaglio (produzione e vendita di acqua in bottiglia, distributori automatici, trasporto Willem Buiterdi acqua in bottiglia e servizi di consegna, autobotti)». In pratica, tutta l’acqua del mondo (occidentale) sarà loro. Proprietà privata.

Impressionante il primo dossier presentato già nel 2008 da “Global Research”. Per la Goldman Sachs, la merce-acqua vale 425 miliardi di dollari. Una penuria idrica sarebbe una minaccia molto più grave di una crisi energetica o alimentare. Quindi è venuto il momento di “investire” su un bene così prezioso, in vista di guadagni enormi: «La Goldman Sachs sta preparandosi a divorare aziende del servizio idrico, società d’ingegneria e risorse idriche in tutto il mondo». Veolia, Suez, Uk’s Southern Water: tutte le multi-utility dell’acqua sono nel mirino degli “investitori”, gli stessi che hanno fatto miliardi – inguaiando interi popoli – con i titoli-spazzatura della finanza-truffa. Fanno gola società come la China Water and Drinks, «da quando la Cina è diventata il paese asiatico coi più grossi problemi per le forniture d’acqua». A Reno, nel Nevada, la Goldman ha proposto di “privatizzare” per 50 anni l’acqua dello Stato, in difficoltà a causa del calo delle entrate fiscali. E’ il segno – apocalittico – della nuova éra: per Willem Buiter, capo-economista di Citigroup, «l’acqua (intesa come “asset”) diventerà la più importante commodity fisica, e farà impallidire petrolio, rame, materie prime agricole e metalli preziosi».

La piovra dell’acqua non conosce limiti, include la fratturazione idraulica (il fracking), e si espande in tutto il mondo. Per Credit Suisse, l’acqua sta diventando «il principale mega-trend del nostro tempo». La Jp Morgan, controllata dalla famiglia Rockefeller e specializzata nell’allevare insider famosi (Tony Blair) per condizionare governanti (fino a Matteo Renzi), punta dritto all’acquisizione di infrastrutture pubbliche, mediante privatizzazioni. Risale al 2008 il report di 60 pagine intitolato “Watch Water: una guida per valutare i rischi aziendali in un mondo assetato”. Da Wall Street a Berlino: presente in 70 paesi, l’Allianz Group ritiene che l’acqua sia «sottovalutata e sottoprezzata». Per il Water Fund di Francoforte, l’acqua dovrà essere pagata molto di più, così da motivare “investimenti” anche in paesi come la Cina e acqual’India. Dalla Deutsche Bank alla Merryll Lynch (poi Bank of America) sarà un affare d’oro anche l’acqua europea, una volta privatizzata in via definitiva.

Fondi d’investimento, fondi pensione, fondi “sovrani”: tutti soci, per il business per secolo. Non mancano i grandi nomi di sempre, come Warren Buffett che s’è comprato la Nalco, società per il trattamento delle acque, e nuovi miliardari come Manuel Pangilinan, che dalle Filippine sta “prenotando” l’acqua del Vietnam. Dal canto suo, la famiglia Bush possiede terreni per quasi mezzo milione di acri in Paraguay, al confine con Brasile e Bolivia: terreni che sovrastano l’Acuifero Guaranì, cioè la più grande falda idrica della Terra dopo quella australiana, un giacimento più esteso del Texas e della California messi insieme, capace di rifornire tutto il pianeta di acqua potabile per 200 anni. «La febbre per la privatizzazione dell’acqua e delle infrastrutture è inarrestabile», conclude Jo-Shing Yang: molti governi a corto di denaro stanno per cedere alle maxi-offerte milionarie della finanza. «Le élites multinazionali e le banche di Wall Street si sono preparate per anni in attesa di questo momento d’oro. Nel corso degli ultimi anni hanno accumulato imponenti war-chests per la privatizzazione dell’acqua, dei servizi comunali e delle “utilities” di tutto il mondo. Sarà estremamente difficile invertire questa tendenza».


L'Acqua Come Arma di Dominio Globale

 

di D. Hodges

 

tratto da: http://www.anticorpi.info

 

 

Molti sanno che i globalisti stanno attentando alla vita umana su diversi fronti, eppure si stenta a realizzare che l'offensiva si stia ramificando contro qualsiasi aspetto della nostra vita. Storie come quella che state per leggere, possono tuttavia aiutare a comprendere la portata del pericolo.

Venezuela: il canarino nella miniera

In un contesto assimilabile a quello che fece da teatro ai salvataggi bancari del 2008 che stuprarono l'economia americana, l'attuale economia Venezuelana è nel caos perché la classe dirigente venezuelana preferisce compiacere gli obbligazionisti (debito pubblico - n.d.t.) e gli importatori piuttosto che soddisfare i bisogni fondamentali dei cittadini.

Il Venezuela attualmente ha un record di 25 miliardi di dollari verso gli importatori, mentre i suoi cittadini sono sempre più spesso costretti a fare ore di fila per comprare l'acqua potabile e attraversare le frontiere per acquistare farmaci. Nel frattempo il presidente Nicolas Maduro sta deflazionando la circolazione dei dollari per arricchire gli obbligazionisti.

Tuttavia il vero problema in Venezuela non è la carenza di dollari in circolazione, ma la crescente crisi idrica. La situazione sta diventando molto rischiosa per il benessere della popolazione. Se Maduro proseguirà a servire i bankster e gli addetti ai lavori, la crisi idrica potrebbe condurre a una guerra civile.

In realtà le diffuse carenze idriche riscontrabili in tutto il pianeta minacciano di spingere l'umanità in uno stato di perpetuo disagio sociale e rischiano di innescare una guerra per il controllo di questa preziosa risorsa.

Molto è stato scritto sulle guerre per il petrolio (Guerra del Golfo), quelle già combattute per il petrolio e il gas (Primavera araba) e quelle ancora da combattersi per il petrolio e il gas (Ucraina, Siria e Iran). Ciò che a molti sfugge è che le guerre del futuro saranno combattute per l'acqua, mentre il petrolio è destinato a finire in secondo piano.

I prossimi dieci anni

Secondo diverse 'ricerche' dell'ONU, quasi due terzi della popolazione planetaria entro il 2025 faranno i conti con gravi carenze idriche potenzialmente mortali. Le motivazioni più citate per spiegare la carenza idrica sono l'inquinamento e la scarsa pianificazione che comporterebbe una distribuzione irregolare.

Allo stato attuale si tratta di un problema riguardante prevalentemente il Terzo Mondo, tuttavia i rapporti delle Nazioni Unite prevedono che sia l'Inghilterra che gli USA presto inizieranno a soffrire del problema.

Negli Stati Uniti è già in corso la messa in scena per portare all'attenzione del grande pubblico i problemi derivanti dalla attuale 'cattiva gestione.' T. Boone Pickens sta acquisendo la Ogallala Water Aquifer, la più grande industria idrica del Nord America. Jesse Ventura nel suo programma Conspiracy Theory ha documentato come la Nestlé stia spedendo gigantesche quantità d'acqua del Grande Lago verso paesi come la Cina, tutto ciò a spese dei contribuenti americani. Da parte mia ho documentato come in posti come la California settentrionale e centrale e l'Oregon meridionale l'EPA abbia iniziato a negare sistematicamente l'accesso all'acqua ai rancher ed agricoltori locali.

La Defense Intelligence Agency avverte il Mondo

La Defense Intelligence Agency (DIA) ha fatto eco all'ONU affermando che l'instabilità dell'approvvigionamento idrico avrà un enorme impatto sull'intero pianeta, e che presto l'acqua sarà utilizzata come arma. L'ex segretario di Stato Hillary Clinton poco prima di lasciare l'incarico ha definito 'deludente' la relazione della DIA, sottolineando che a causa della 'sovrappopolazione' la domanda d'acqua continuerà ad aumentare, ma la distribuzione riuscirà a tenere il passo.

La sovrappopolazione è il nuovo paradigma globalista

Si prega di prendere atto che i globalisti non perdono mai occasione per promuovere il falso paradigma della sovrappopolazione per giustificare la loro agenda di dominio globale. In ogni angolo del mondo i globalisti stanno descrivendo la sovrappopolazione come la nuova minaccia dell'umanità. Ciò è diventato necessario perché i globalisti sono convinti che un numero crescente di persone stia aprendo gli occhi sulla frode del cambiamento climatico di origine antropica. Hillary Clinton ha commentato che la scarsità d'acqua prima o poi porterà inevitabilmente a conflitti regionali all'interno degli Stati nazionali e che la sovrappopolazione sia la radice del problema.

Si deve riconoscere che i globalisti sono abili a modificare le tattiche per perseguire la loro agenda di dominio globale. Siamo passati dalle scuse fasulle per giustificare le guerre per il petrolio, al fare leva sugli istinti auto-conservativi rappresentati dalla necessità di avere cibo e acqua per sopravvivere. Clinton, le Nazioni Unite e la Defense Intelligence Agency stanno apparecchiando la tavola in funzione di ciò che è stato progettato per il prossimo futuro: una finta carenza idrica globale da sfruttare come arma. Guardate gli ultimi documentari sul tema: molti di essi non fanno che ripetere questo mantra. Stiamo assistendo ad un caso emblematico di dialettica hegeliana in azione.

Il progetto di sottomettere il mondo mediante una finta carenza d'acqua, è già in corso. Le relazioni DIA e ONU dovrebbero essere prese come dichiarazioni di intenti, piuttosto che come proiezioni futuristiche. Basta considerare che le seguenti informazioni in merito all'approvvigionamento idrico, già oggi sono realtà. Il venti per cento della popolazione mondiale non ha accesso ad un adeguato approvvigionamento di acqua potabile. Il consumo globale di acqua raddoppia ogni 20 anni, più del doppio del tasso di crescita della popolazione umana.

L'avanzata della finta scarsità idrica

I fatti appena citati saranno sfruttati dai globalisti tramite il controllo delle risorse idriche e la creazione di nuove, finte scarsità idriche. Il progetto globalista di ridurre il mondo in ginocchio controllando le riserve idriche sta già dando i suoi frutti, dal momento che ben 31 paesi attualmente devono fronteggiare la scarsità d'acqua. Le industrie in mano ai globalisti stanno facendo la loro parte per supportare questa agenda, dal momento che oltre la metà dei grandi fiumi del mondo sono morti o irrimediabilmente inquinati. Ulteriori prove a sostegno di questa tesi sono date dal fatto che nei paesi del Terzo Mondo le malattie trasmesse per tramite dell'acqua costituiscono la prima causa di decesso. I problemi sanitari legati all'acqua sono stati dolosamente esacerbati e oggi la mortalità per loro causa si è innalzata drasticamente. La cosa più tragica è che tali decessi sarebbero per la maggior parte prevenibili.
I rapporti ONU e DIA asseriscono che entro il 2025 due terzi della popolazione mondiale vivrà in completa scarsità d'acqua e parziale scarsità di cibo. Saranno molti i soldati disposti a combattere disperatamente nelle future guerre per l'acqua.

Questo è il piano di dominio globale portato avanti dai globalisti. In primo luogo stanno facendo ottimi progressi nel privatizzare (cioè rubare) la risorsa più preziosa del pianeta. Una volta preso possesso delle risorse idriche saranno in grado di svolgere con molta efficacia la loro strategia di spopolamento. Il loro piano è incredibilmente malvagio, dato che comporterà lo sterminio di centinaia di milioni, se non miliardi di persone innocenti, ma è anche brillante.

Beta Test in Bolivia

Quanto accaduto in Bolivia è stato il beta test del progetto per la acquisizione integrale delle risorse idriche. Il default finanziario dei conti pubblici boliviani dovuto al debito pubblico nei confronti della Banca Mondiale ha indotto il governo boliviano a porre sotto amministrazione controllata le risorse idriche del paese, e subito i prezzi dell'acqua sono schizzati del 400%.

Questo schema sta ripetendosi anche in Perù, dove la tipica famiglia povera paga i fornitori privati fino a $3 a metro cubo solo per raccogliere acqua piovana contaminata nei secchi, mentre l'acqua corrente per le elite costa ben 30 centesimi a metro cubo.

In India alcune famiglie spendono un quarto del loro intero reddito solo per l'acqua. La manipolazione del debito al fine di assumere il controllo delle risorse idriche, non ha luogo solo nel terzo mondo. Il debito pubblico ha paralizzato le economie di Europa e USA, a seguito dei salvataggi delle banche. Quanto tempo dovrà trascorrere prima che i globalisti sfruttino i debiti pubblici insostenibili dei paesi occidentali per appropriarsi delle loro risorse idriche? Quando l'economia americana tornerà a vacillare, i banchieri, armati con le loro macchine da stampa giungeranno in soccorso. Il prezzo del loro intervento, a giudicare da ciò che sta accadendo in Bolivia, sarà il controllo totale delle proprietà pubbliche, tra cui, in cima alla lista, le risorse idriche. La raccolta delle acque piovane e gli impianti di purificazione saranno dichiarati illegali. Per accedere all'acqua bisognerà sottostare alle condizioni poste dalle partnership multinazionali pubbliche-private e potete scommettere - come dimostrano i precedenti succitati - che l'acqua diventerà un bene molto costoso. Il piano di 'legittimazione giuridica' dell'acquisizione dell'acqua americana è già in corso in molti stati, ad esempio in Colorado, dove sono state approvate politiche che vietano la raccolta delle acque piovane o il riutilizzo delle acque di irrigazione. In Bolivia tutto ebbe inizio esattamente in questo modo, e ora la storia sta ripetendosi negli Stati Uniti.

Controllando l'acqua i Bankster controlleranno il cibo

Il rapporto DIA asserisce che il 70% delle risorse idriche mondiali sono utilizzate per la produzione di cibo. Ne consegue che la scarsità d'acqua condurrà automaticamente alla scarsità di cibo. E che tipo di soluzione offriranno i globalisti per far fronte alla crisi alimentare innescata dalla finta scarsità d'acqua? Le colture OGM resistenti alla siccità, naturalmente. E' tutto molto logico: stanno promuovendo cibi artificiali sulla scia di una scarsità idrica artificiale! Quindi se non morirete di sete e non andrete sul lastrico per acquistare acqua, potrete sempre essere avvelenati dagli OGM resistenti alla siccità. Gli stessi OGM che in alcune ricerche francesi hanno sviluppato tumori sulle cavie da laboratorio. Ancora una volta resto stupefatto dalla genialità di questo piano.

Un falso paradigma

La nozione globalista secondo cui sia necessario ridurre la popolazione per salvare l'umanità, è basata su fatti non provati e dovrebbe essere considerata un inganno.

L'esperienza storica dimostra che il modo migliore di ridurre la popolazione sarebbe attraverso una massiccia industrializzazione. Attualmente il tasso di natalità italiano è dell'1,2 e negli Stati Uniti è dell'1.8. Entrambi i paesi sono il simbolo che nelle società industrializzate il tasso di natalità cali drasticamente. Ogni sociologo vi confermerà che il controllo delle nascite e l'industrializzazione vanno di pari passo. Pertanto basterebbe industrializzare il terzo mondo anziché ostacolarne lo sviluppo, se il vero obiettivo fosse quello di 'salvare il pianeta' (e non assumerne il controllo).

Conclusione

Come detto, negli USA è già in atto l'attuazione di questo paradigma malsano basato sulla creazione di finte carenze d'acqua, e il vero e proprio furto delle risorse idriche mediante la loro privatizzazione. Alcune regioni americane stanno già sperimentando aumenti dei prezzi al livello del Terzo Mondo.

Se tutti gli altri piani globalisti finalizzati all'instaurazione di un unico governo mondiale dovessero fallire, il controllo dell'acqua sarebbe il loro asso nella manica. Chi controlla l'acqua controlla il pianeta.

Traduzione a cura di Anticorpi.info


Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito The Common Sense Show
Link diretto:

http://www.thecommonsenseshow.com/2014/06/10/enslaving-humanity-by-weaponizing-water/

L'ONU preoccupata dalle Guerre per l'acqua (lingua inglese)
Rapporto sull'acqua dell'ONU (lingua inglese)

 

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Sirius


Coloro che cercano, cerchino finché troveranno.
Quando troveranno, resteranno turbati.
Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto.

 

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