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Solo Risvegliandoci...

"E' in corso uno sforzo concentrato per prevedere e gestire il comportamento umano in modo che gli scienziati sociali e l'elite dittatoriale possano essere in grado di controllare le masse e proteggersi dalle ricadute di un'umanità libera completamente risvegliata. Solo risvegliandoci ai loro tentativi di metterci a dormire noi abbiamo una possibilità di preservare il nostro libero arbitrio."
Nicholas West


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dagli esperimenti di geo-ingegneria


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Il Mito di Maria Maddalena. Il Vangelo di Maria

Il Mito di Maria Maddalena. Il Vangelo di Maria

tratto da: http://www.fuocosacro.com/
Lex Aurea 50- 22 Dicembre 2013
di Filippo Goti

Frammenti Ortodossi, Gnostici ed Alchemici di una Donna.

Il Vangelo di Maria è universalmente conosciuto come uno dei vangeli apocrifi, testi che narrano della vita e delle opere di Gesù ma che non sono riconosciuti nel canone della Chiesa. Narrazioni, quelle degli apocrifi, utili per comprendere come il cristianesimo primitivo fosse portatore di prospettive filosofiche, spirituali e culturali ampie ed eterogenee, e spesso fra loro conflittuali, ma anche per intuire il fervore intellettuale che animava le singole comunità che avevano accolto il messaggio cristiano. Malgrado che questo vangelo fosse andato perduto, con l'apparente ritirarsi delle varie comunità o scuole gnostiche, la sua esistenza, collocabile nel secondo secolo cristiano, era nota fin dall'antichità in quanto citato nei veementi scritti di padri della chiesa tesi a condannare i testi gnostici. E' però solo in tempi relativamente recenti che il Vangelo di Maria è giunto a noi emergendo dalle nebbie del tempo, seppur incompleto e ridotto a pochi frammenti, incluso nei seguenti codici:

Papiro Rylands 463, un frammento in greco datato III secolo, pubblicato nel 1938;

Papiro Oxyrhynchus 3525, un frammento in greco datato III secolo, pubblicato nel 1983;

Papiro Berolinensis 8502, conservato dal 1896 presso il dipartimento di egittologia di Berlino.

Abbiamo visto come la sua collocazione sia il secondo secolo dell'era cristiana. Tale secolo rappresenta il periodo di massimo splendore dello gnosticismo di scuola alessandrina che trova in Basilide e Valentino i suoi massimi rappresentati. Questa forma di gnosticismo, che raccoglie elementi tipici dell'ellenismo e dei culti misterici egizi, si caratterizza per una raffinata impostazione metafisica, mentre tende a rifuggire da ogni risvolto o speculazione avente carattere morale o profetico.

Gli gnostici alessandrini, ellenisti, vedono l'alba del proprio sapere in quella che al tempo era la capitale della cultura, luogo magico dove si incontravano le filosofie dell'oriente, i culti misterici, le religione di popoli fra loro diversi, la sapienza dei grandi della Grecia Antica, era fucina intellettuale ed iniziatica. Per questi filosofi dello spirito il nostro mondo, inferiore o della materia, non è altro che il frutto di una frattura, o degenerazione, avvenuta nel mondo superiore o pneumatico. Dove a causa di un errore o una tensione il principio spirituale è fuoriuscito raffreddandosi e solidificandosi, perdendo purezza, e dando forma al nostro universo sensibile. I pneumatici, uomini che grazie ad una comprensione intima e non dialettica, hanno la possibilità di tornare nel mondo spirituale, infrangendo il potere dei dominatori di questo mondo: gli arconti.

Essi perseguono, così come riportato anche nel Vangelo di Maria, una spogliazione della materia, delle passioni e quindi di ciò che lega a questo mondo. Solamente a questo modo l‘anima gnostica può risalire i cieli verso il mondo superiore.

Una corrente di questa scuola di pensiero assume il nome di barbelotiana, in quanto l'elemento scatenante la caduta, così come l'elemento che caratterizza il ritorno al Pleroma, è rappresentato da un‘ente femminile. L‘elemento femminile nel simbolismo gnostico rappresenta sia l‘anima umana, perennemente scissa fra l‘anelito a ricongiungimento con il mondo superiore, e il potere inebriante delle forze di questo mondo.

E' in tale effervescente ambito filosofico ed iniziatico che possiamo inserire il Vangelo di Maria, che vede quest'ultima nel ruolo di discepola preferita da parte del Maestro Gesù, e osteggiata da Pietro. Un confronto ai limiti dello scontro, quello di Maria con Pietro, che emerge anche nel Vangelo apocrifo di Tommaso, nella Pistis Sophia, e nel Vangelo apocrifo degli Egiziani, il quale testimonia i profondi dibatti e le tensioni che animavano la cristianità del secondo secolo, e non solo come molti ritengono il rapporto uomo/donna in seno alle comunità del tempo.

Solitamente la comunicazione gnostica tende ad inscrivere una molteplicità di significati ad un unico oggetto, così anche lo scontro fra Maria e Pietro assume una molteplicità di risvolti, ad indicare come la cristianità primitiva era conflittuale e composita, dove cristiani di origine ebraica e cristiani di cultura greco romana si affrontavano fra loro, per poi richiudersi nelle proprie comunità, ognuno portatore di diversa prospettiva, cultura, sensibilità verso il sacro.

E‘ sempre utile ricordare come il cristianesimo non nasce ortodosso, e neppure in virtù di un'unica radice culturale, bensì è un messaggio che si implementa in culture diverse, acquisendone sempre e comunque le specificità tipiche.

Dal ristretto ambito ebraico, il messaggio passa in quello ellenico e romano, e non di rado incontriamo come i portatori di tale insegnamento sono proprio maestri e caposcuola gnostici. Assumendo nel primo la forma di una serie di precetti a sfondo morale e profetico, nel mondo romano acquisisce la cerimonialità e mestosità imperiale, dal mondo ellenico la speculazione filosofica, e la centralità dell'individuo nel suo rapporto con il divino, ed infine dal mondo egizio e siriano ottieni il lascito dei riti misterici. Possiamo quindi osservare come il cristianesimo abbia rappresentato la perfetta arca, il giusto raccogliere, degli elementi rilevanti di un mondo antico che stava mutando, preservandoli e ponendoli a disposizione di colui che ha orecchie per intendere e occhi per vedere. Anche se è indubbio che tale ricchezza portava ad eterogeneità, e quest'ultima a scontro ed incomprensione.

Tornado al confronto fra Pietro e Maria Maddalena possiamo quindi affermare che è rappresentativo di questa caotica pluralità, ma anche assume significato della inevitabile contrapposizione fra un insegnamento non enunciativo, segreto, e personale (Maria Maddalena) e un messaggio verbale, pubblico, ed universale (Pietro). In altri termini il confronto fra Gnosi e Fede che per secoli ha animato la storia della cristianità, giungendo immutato fino a giorni nostri, con ancora intatte tutte le sue dirompenti implicazioni. Le quali investano non solo il rapporto fra Chiesa e fedeli, ma anche, e soprattutto, il rapporto fra ogni singolo cristiano e il percorso salvifico non più strutturato sulla fede, ma sulla conoscenza intima.

Possiamo riassumere il vangelo di Maria, così come altri vangeli apocrifi, in: ‖Esisteva un corpo di insegnamenti segreti per la moltitudine e riservata ad un ristretto numero di iniziati? E questi insegnamenti che natura incarnavano e di cosa trattavano?‖ Ovviamente le scuole gnostiche sostenevano l'esistenza di insegnamenti essoterici, per tutti, ed esoterici, riservati agli iniziati, e che esse ne erano depositarie. Sull‘altro fronte si collocava la nascente Chiesa Cattolica che avocava a se non solo ogni insegnamento, cercando di porre ordine e gerarchie nelle fonte, con arbitri e semplificazioni, ma anche la successione spirituale dal Cristo tramite Pietro. Così come la seconda disconosceva che i primi fossero portatori di altro che di suggestioni e fantasia, così i primi contendevano alla seconda la linea di successione. I campi non erano però così netti, come oggi si tende a pensare o ritenere, visto che spesso gli gnostici erano essi stessi, o erano stati (si veda Valentino e Marcione) uomini che avevano rivestito ruoli importanti nella stessa chiesa.

Venendo al testo, o meglio a quanto di esso è giunto a noi, possiamo affermare come il Vangelo di Maria Maddalena ruoti fondamentale attorno a tre cardini.

Il primo è il ritorno del Cristo innanzi ai discepoli, fra cui è evidentemente inclusa Maria Maddalena, e la sua richiesta di andare nel mondo a predicare il suo insegnamento, ma prima che i discepoli assurgano al ruolo di apostoli essi devono essere ulteriormente preparati ed edotti.

Il secondo cardine è rappresentato dal cuore di questo insegnamento, che non ha più una valenza morale così come nei vangeli canonici, ma assume le caratteristiche di insegnamento filosofico. Sono poste al Cristo risorto domande quali il rapporto fra mondo della materia e mondo spirituale, e la natura del peccato, il rapporto fra anima, mente e spirito, e l‘ascesa dell‘anima al mondo spirituale. Temi caratterizzanti proprio lo gnosticismo di area alessandrina, teso e ricondurre il dramma della separazione fra lo gnostico e il mondo spirituale ad un processo degenerativo o di caduta proprio dell‘elemento spirituale che si è frammentato nella sua unitarietà perdendo al contempo di purezza e dando vita a questo mondo.

Il terzo cardine del vangelo di Maria è la conflittualità fra Maria, depositaria di un insegnamento segreto che cerca di divulgare agli altri apostoli, e Pietro che nega che essa sia depositaria di tale insegnamento. Conflitto questo, come già in precedenza indicato, che simboleggia tutte le contraddizioni, le divergenze, e le diversità che animavano così il cristianesimo antico, così come l‘animo dei cristiani di ogni tempo ed ogni luogo.

Di seguito sono riportati alcuni estratti del Vangelo di Maria, seguiti da un commento e da approfondimenti, i quali tendono a sottolineare come in definitiva la stessa struttura del pensiero occidentale è in grande debito rispetto allo gnosticismo.

(7)...la materia sarà distrutta, oppure no? Il Salvatore disse: ― Tutte le nature, tutte le formazioni, tutte le creazioni sussistono l‘una nell‘altra e l‘una con l‘altra, e saranno nuovamente dissolte nelle proprie radici. Poiché la natura della materia si dissolve soltanto nelle (radici) della sua natura. Chi ha orecchie da intendere, intenda ‖.

La materia intesa sia come Cosmo, totalità della manifestazione, e sia come corpo fisico, inteso come specializzazione della manifestazione legata al transito terreno del composito essere umano ( fisico/mente, mente/anima, anima/spirito ) perdurerà oltre il tempo del Cosmo, che avrà termine nel secondo avvento del Cristo ?

Il termine materia nasconde insidie maggiori di quanto semplicemente possiamo ricondurre ad esso. Ricordiamo che Platone introduce una netta distinzione fra materia e forma. Dove con la prima intende la Madre di Tutte le cose, che accoglie in se il tutto senza mai prendere forma alcuna, mentre la forma, in questo binomio che è ricorrente, rappresenta ciò che noi percepiamo attribuendo elementi caratterizzanti. Invece nel pensiero di aristotelico la materia è quanto esiste nella realtà, pronta a ricevere una qualsiasi forma in virtù di un'azione esterna. In generale, salvo rare eccezioni, possiamo affermare che nella filosofia classica la materia è quella sostanza primordiale che sta all'origine di tutte le cose.

Il solo domandarsi se la materia ( nella sua informità o nella sua distinzione distinguibile e distintiva ) sarà distrutta presuppone un altro piano di esistenza dove la materia non ne è parte. La materia può sussistere o insistere in questo piano, oppure no ? La risposta che ci viene data dal Salvatore, è categorica: no. Il Salvatore ci indica un percorso a ritroso di ri-assimilazione dove le manifestazioni recenti sono contenute in numero e in potenza da quelle precedenti: di cui sono effetto. Un sistema di casualità, che si pone in essere in una "realtà" spazio-temporale che avrà termine nel momento in cui si risalirà alla causa prima: le radici. Tale considerazione propone un dualismo che possiamo definire direzionale. La Materia, in base a determinati principi ispiratori, tende ha generare manifestazioni, nature, e creazioni, e ognuna di esse, come animata dai medesimi principi guida, ne genera altre, in un moto apparentemente meccanico ed infinito. Non è forse detto che il tempo del Cosmo ( uomo ) è ciclico ed infinito ? Mentre la via che ci propone il Salvatore è una via a ritroso, che necessariamente implica una scelta, un atto di volontà. In quanto mentre è automatica la continua discesa delle manifestazioni, non lo è la loro ri-assimilazione, dell'una nell'altra.

Se osserviamo il procedere tutto delle cose, quindi a livello sistemico, ci rendiamo necessariamente conto che esiste una tendenza generale all'inerzia, a lasciarsi guidare dal fluire e defluire degli eventi, vi è quindi un doveroso attimo di presa di diversa consapevolezza, o di consapevolezza, nel momento in cui vi è la decisione di procedere per il sentiero inverso. Tale atto è per definizione individuale, in quanto non è detto che avvenga ( quindi implica una discriminante di casualità ), non avviene mai nell'identico modo ( quindi implica una discriminante fenomenologica ) e non avviene, quando e se avviene, nello stesso momento ( quindi implica una discriminante temporale ). La risultante di quanto sopra esposta è la seguente: La fine della Materia ( del Cosmo ) avviene in coincidenza di una scelta individuale volta alla Re-Integrazione dell'Individuo nell'Essere, e quindi tale atto del singolo ha valore di dramma Cosmico, volto alla risussistenza del singolo, oramai spersonalizzato, in una dimensione Acosmica.

Tale esposizione del pensiero, nasconde però un sottile problema matematico. Le manifestazioni successive, sono frutto di quelle precedenti, che le contengono in numero e potenza. La generazione de esse presuppone una delimitazione sia una delimitazione dello spazio necessario alla loro sussistenza, nella manifestazione precedente, ma anche una delimitazione necessaria alla loro distinzioni dalle altre manifestazioni co-esistenti nella manifestazione precedente. Comprendiamo bene che la forza necessaria a ripercorre a ritroso tale creazione, è necessariamente maggiore a quella che permette alla manifestazione di sussistere nella creazione, e che quindi non è sufficiente sostenere che automaticamente la sommatorio di ogni elemento che compone il dispiegamento polare della manifesta, è pari a quanto originarimente era in potenza. Vi è la necessità di una forza, di un quid aggiuntivo, rappresentato dal delta energetico che viene disperso, a causa dell'entropia sistemica, nel momento della creazione. La de-creazione non è l'inverso della creazione, ma è la ricerca dell'integrazione del delta energetico mancante.

Approfondimenti

Fisica: Si ipotizza la morte dell'Universo nel momento in cui esso avrà raggiunto la massima espansione, in funzione della massa oscura. In quel momento esso inizierà a contrarsi, tale contrazione determinerà la nascita di una serie di buchi neri, che tenderanno a fondersi l'uno con l'altro generando in ultima istanza un enorme buco nero ( M = E/c^2 à E = mc^2). La contrazione dell'Universo determinerà un aumento della densità, che a sua volta comporterà un aumento del calore dell'Universo ( questa è definita la morte calda ). In un'ipotesi di Universo aperto, dove l'espansione è infinita, assisteremo invece al caso inverso, cioè a quello di una morte fredda, a causa del decadimento dei vari legami che intercorrono fra la materia e lo spazio.

C.G. Jung: Ad emblema del pensiero del noto psicologo, in merito alla questione del Cosmo e della Materia possiamo riportare questa utile citazione: "L'universo comincia a sembrare più simile ad un grande pensiero che non ad una grande macchina."

William Blake: Vedere il mondo in un granello di sabbia e il cielo in un fiore di campo,tenere l'infinito nel palmo della tua mano, e l'eternità in un'ora."

William Shakespeare: "Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni."

Anassimandro ( scuola presocratica ) Ha introdotto il concetto di Archè. Il principio primo da cui mediante separazione discendono tutte le cose. La perpetuazione o la terminazione di quanto è separato dall'Archè sono stabilite da una Giustizia Cosmica, intrinseca e regolatrice del Cosmo stesso.

Annassimente ( scuola presocratica ): Il Cosmo si dissolve e si ricostituisce periodicamente.

Eleatismo: Scuola di pensiero la quale sostiene l'esistenza di un Essere Unico ed Immutabile, preesistente al Mondo (Cosmo) che è nella sua natura solamente apparenza.

Cabala: Esistono quattro mondi, dove l'uno contiene gli altri, e il secondo il terzo e il quarto, e il terzo contiene il quarto.

Atzilut è il primo mondo che è stato emanato, ma che ancora si trova presso l'Origine di emanazione. E' un mondo completamente spirituale. Tale mondo è animato dagli Partzufim, primarie espressioni divini, che ne incarnano i principi guida.

Briah è il mondo della creazione, il primo mondo esterno al colui che emana. In esso sono contenute le radici della creazione. E' un mondo spirituale.

Yetzirah è il mondo della Formazione. In tale contesto sono persistenti tutte le immagini e idee superiori, che hanno subito un'ulteriore restrinzione e identificazione peculiare. E' il mondo degli angeli e dei demoni. Una realtà spirituale dove però il male e il bene hanno esistenza.

Assiah è il mondo del Fare, l'attuale dimensione spazio temporale in cui l'uomo, estrema manifestazione della materia, si trova ad operare.

(10)... Pietro gli disse: < Giacchè ci hai spiegato ogni cosa, spiegaci anche questo. Che cosa è il peccato del mondo ?> Il Salvatore rispose: < Non vi è alcun peccato. Siete voi, invece, che fate peccato allorchè compite (azioni) che sono della stessa natura dell'adulterio, che è detto il peccato >.

Il passo sopra riportato ruota alla domanda che Pietro pone al Salvatore su qual'è il peccato del Mondo. Per gli gnostici il mondo rappresenta il luogo di separazione, dove l'anima è ridotta in prigionia, dalla casa del Padre. L'importanza di questa domanda è massima, essa rappresenta il mistero per cui la separazione continua a sussistere. Talmente questo mistero è centrale, che è stato tenuto segreto durante le stesse lezioni che Gesù ha tenuto ai discepoli, e solamente adesso, risorto e tornato da loro, si preparare a dare risposta. E' il peccato inteso come trasgressione a Dio da parte dell'uomo, contestualizzando tale trasgressione in un ordine escatologico, e non più moralistico.

La risposta del Salvatore è che non vi è nessuna trasgressione al volere di Dio, da parte di Dio. Si Deus est, unde malum ? Se Dio ha creato tutte le cose, come mai ha creato la trasgressione al volere di Dio ? Dio è l'Essere, la Creazione è la manifestazione dell'essere. La risposta che ci giunge dal Salvatore indica nell'agire dell'uomo la trasgressione al volere di Dio. In tutte le azioni ? No solamente in quelle azioni che sono adulterio, il quale è l'altro nome della trasgressione. Ma cosa intendiamo qui per adulterio ? L'adulterio è l'unione di un uomo o di una donna, con altro compagno rispetto a quello riconosciuto dal sacramento del matrimonio, oppure, in senso letterale, un amore illecito. L'unico amore lecito è quello verso la Conoscenza ( Gnosis ) che rappresenta la manifestazione dinamica di Dio, ed è redenzione e forma di redenzione. Qualora l'uomo si discosta dalla Gnosi ( unificante per sua stessa natura ), verso una percezione dualistica delle cose, compie adulterio, in quanto è infedele all'intelletto divino. Questo è il vero adulterio, da cui discendono delle azioni che rappresentano il peccato del mondo. E' l'agire non in sintonia con l'intelletto divino, che causa la generazione delle manifestazioni. Il Salvatore rappresenta colui che dispone e dispiega la Gnosi, in modo tale che il cristiano possa penetrare nella realtà divina. Lo stesso mondo inferiore è immagine ed adulterio del mondo superiore. Così come la materia è adulterio ed immagine dello Spirito, così come la bramosia delle passioni è immagine ed adulterio della tensione ideale verso il Logos.

(20)..." Per questo motivo il bene venne in mezzo a voi, nell‘ (essenza) di ogni natura per restituirla alla sua radice . E proseguì dicendo: ― Per questo vi ammalate e morite, perché voi amate ciò che è ingannevole, ciò che vi ingannerà. Chi può comprendere, comprenda.

L'altra questione cruciale è se questo mondo sussisterà in eterno oppure se avrà termine. La risposta è che tramite il bene esso avrà termine, riassorbendosi nelle proprie radici. Ovviamente il bene di cui parla il Cristo non è un bene morale o psicologico, ma bensì è la Consocenza/Gnosis stessa che è l'unico bene a cui l'uomo pneumatico deve tendere. Nel passo successivo il Salvatore parla e ammonisce attorno alla tendenza umana di provare amore per ciò che è caduco ed ingannevole. Questo tipo di amore è lo stesso male che conduce alla morte del fisico e dell'anima, è quella pulsione che nasce verso le cose di questo mondo, gli artefici della materia e delle pulsioni, e che allontana dal vero Amore che tutto Arde e tutto Illumina. L'Amore/Bene divino discende fra gli uomini per dissolvere ogni creazione, e ricondurla alla propria radice metafisica: liberandola da ciò che è grossolano, eccessivo, tumorale e malefico. Ciò è quindi due volte bene, in quanto è bene per l'uomo che conosce la natura delle cose, ed è bene in quanto è atto che interrompe il perpetuarsi infinito delle creazioni, e quindi l'allontanamento da Dio.

Ecco quindi come il senso ultimo di questo passo è: Per questo voi ( uomini ) create, ed esse ( le creazioni ) sono la vostra progressiva morte, perchè voi amate ( profanamente, grossolanamente ) ciò che è ingannevole ( il creare altre manifestazioni ), ciò che avete formato in disaccordo con l'amore verso lo spirito.

Il creare nell'illusione di amore, è l'identificarsi con le cose di questo mondo, che è esso stesso una manifestazione, una creazione di un mondo superiore. La condizione umana è come quella di un bimbo che risucchiato da una corrente, confonde il fondo del mare, con la superficie dello stesso, e cercando la salvezza, trova la morte.

Questo loghion ci offre anche un'altra interessante chiave di lettura. Il Bene/Gnosi è l'aspetto dinamico dell'Amore Sacro, che emana dal cuore divino e che tende verso il cuore umano, esso è assente, dal creato, dalla manifestazione, in quanto essa è malvagia ed è ingannevole: un semplice riflesso deformato. Ne discende che fra le cose di questo mondo, non vi è possibilità di riscatto, senza il giusto intermediario che infonde l'Amore Sacro, e come questo agente tende a dissolvere ogni illusione interiore ed esteriore.

Tale processo si chiama destrutturazione. La prima destrutturazione che l'uomo gnostico deve compiere è la comprensione che tutto è frutto di una radice: ecco quindi che il percorso si concretizza in un togliere, e non in un aggiungere. La seconda destrutturazione che l'uomo gnostico deve compiere è quella di rimuovere da se stesso quanto è apportato dalla stessa materia e della passioni. In quanto ciò che è esterno agisce in risonanza con ciò che è interno e viceversa.

"Andò poi dalla terza potenza che si chiama ignoranza. Questa domandò all'anima: "Dove Vai? Sei stata presa nella malignità, ma sei stata presa. Non giudicare!". L'anima disse: "Perché mi giudichi, mentre io non ho giudicato? Io sono stata presa, sebbene io non abbia preso. Non sono stata riconosciuta. Ma io ho riconosciuto che il tutto è stato disciolto, sia le cose e nature terrestri sia le celesti".

"Dopo che l'anima ebbe lasciato dietro di sé la terza potenza, salì in alto e vide la quarta potenza. Essa aveva sette forme. La prima è l'oscurità; la seconda è la bramosia; la terza è l'ignoranza; la quarta è l'emozione della morte; la quinta è il regno della carne; la sesta è la stolta saggezza della carne; la settima è la sapienza stizzosa. Queste sono le sette potenze dell'ira. "Esse domandarono all'anima: "Da dove vieni, assassina degli uomini? Dove sei incamminata, superatrice degli spazi?". L'anima rispose e disse; "Ciò che mi lega è stato ucciso, ciò che mi circonda è stato messo da parte, la mia bramosia è annientata e la mia ignoranza è morta. In un mondo sono stata sciolta da un mondo, in un typos da un typos superiore, dalla catena dell'oblio, che è passeggera. D'ora in poi io raggiungerò, in silenzio, il riposo del tempo, del momento, dell'eone"

Il tema del pellegrinaggio dell‘anima nelle sfere celesti è caro allo gnosticismo alessandrino, ed è eco del percorso che l‘anima egizia doveva compiere nell‘aldilà. Così come l'anima degli egizi doveva conoscere le parole di passo, gli scongiuri necessari per affrontare gli dei e i mostri che incontrava nel regno della morte, così l'anima gnostica salendo di cielo in cielo doveva conoscere i simboli e i nomi delle potenze e passioni arcontiche.

E' un mito che indica quindi come gli sforzi per la liberazione, per recidere ogni catena e legamento, non hanno quindi termine con la vita, ma si protraggono ulteriormente. In quanto la vita, il mondo sensibile o inferiore, è il luogo dove conseguire la rimembranza di ciò che eravamo e ciò che dobbiamo tornare ad essere, assieme al ricordo delle qualità e poteri spirituali.

Ricordi necessari per affrontare il pellegrinaggio celeste con il conseguente scontro con le potenze arcontiche, nel quale l‘anima deve dimostrare attraverso le prove a cui viene sottoposta di avere in se i sigilli che la riporteranno al Pleroma. Nella tradizione gnostica questi sigilli, o chiavi di passo, sono caratterizzate da simboli, parole magiche che si conquistano attraverso la Conoscenza che è veicolo e forma di salvezza.

La prima prova che l‘anima gnostica deve superare è il risveglio dall‘ignoranza, da quella forza che impedisce di capacitarsi attorno alla reale natura delle cose. L‘ignoranza è il primo velo che deve essere squarciato, affinchè si possa vedere oltre. Ma vedere la realtà delle cose non è conoscerne la natura, ed è per questo che l‘anima gnostica deve affrontare la seconda prova, comprendere come la mutevolezza delle forme di questo mondo, altro non è che una serie di meccanismi estranianti, inerziali, e di opposizione tesi a trattenere su questo piano l‘anima. Solamente attraverso la spogliazione, comprensione della natura superflue ed opponente, di ogni ogni forma e potere della materia l‘anima potrà superare ogni ostacolo fra le e il grande giubileo.

Un giubileo che la porta al silenzio (della mente), alla fine dell'incidere del tempo, alla fine di ogni mutevole ciclicità delle forme, dei nomi, delle passioni e dello spazio (eone).

Approfondimenti

S. Agostino: Il Male non è una sostanza, perché se fosse una sostanza sarebbe un bene" (Confessioni, VII, 12). Il male non ha natura ontologica, in quanto se avesse tale natura, sarebbe bene. Quindi il male attiene alla sfera del non essere, dell'apparenza, e in conclusione è deprivazione dell'essere. Notiamo una forte coincidenza con la visione Valentiniana.

San Paolo (Romani 5, 19 e 12): "Per la disobbedienza di uno solo, tutti sono stati costituiti peccatori. Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato

Valentino ( Maestro Gnostico): la materia è frutto delle quattro primitive passioni che ha sopportato la Sophia ( timore, angoscia, supplica, e confusione ), separate dalla stessa e rese stati abituali ed effettivi. Esse sono delle ipostasi della Sophia, solidificati e rese esterne ad essa. Perchè la Sophia ha sofferto ? A causa della sua colpa: l'adulterio nei confronti del legittimo consorte.

C.G.Jung: sostiene che il male precede l'uomo, in quanto il serpente è già presente nel giardino dell'Eden, e quindi la causa prima del male è da ricercare altrove.

William Blake: In seguito al peccato originale l'uomo avesse perduto la propria interiore unità e che le singole componenti del suo essere (l'immaginazione, la ragione, l'emozione e i sensi) fossero in perenne lotta tra loro.

Platone (Simposio, 203b-204a, U.T.E.T., Torino, 1981, p. 124-126) : Poiché, dunque, è figlio di Poro e di Penìa, ad Amore è toccata la sorte seguente. In primo luogo è sempre povero e ben lontano dall‘essere delicato e bello, come credono i più, anzi è duro e lercio e scalzo e senza tetto, abituato a coricarsi in terra e senza coperte, dormendo all‘aperto sulle porte e per le strade e, avendo la natura di sua madre, è sempre di casa col bisogno. Per parte di padre, invece, è insidiatore dei belli e dei buoni, coraggioso, audace e teso, cacciatore terribile, sempre a tramare stratagemmi, avido di intelligenza e ingegnoso, dedito a filosofare per tutta la vita, terribile stregone, fattucchiere e sofista. E per natura non è né immortale né mortale, ma ora fiorisce e vive nello stesso giorno, quando gli va in porto, ora invece muore e poi rinasce nuovamente in virtù della natura del padre. E infatti l‘oggetto dell‘amore è ciò che è realmente bello, grazioso, perfetto e invidiabilmente beato, mentre l‘amante ha un altro aspetto, quale quello che ho esposto."

Marsilio Ficino: per questo pensatore di spessore il corpo fisico è "dentro" l'anima. L'autore del De christiana religione e della Theologia platonica riconosce l'universo come una gerarchia organizzata in cinque Enti o manifestazioni: Dio, Angeli, Anima razionale ( copula mundi), Qualità e Corpo.

Hilman ( psicologo contemporaneo): "Immaginiamo l'anima mundi non al di sopra del mondo, come se lo circondasse quale divina e remota emanazione dello spirito, mondo di potenze, di archetipi e di principi che trascendono le cose e neppure come insita nel mondo materiale, quale suo vivente principio panpsichico. Immaginiamo piuttosto l'anima mundi come quella particolare scintilla di anima, quell'immagine seminale, che si offre attraverso ogni singola cosa nella sua forma visibile... Non vi sto dunque chiedendo di soffermarvi su qualcosa di completamente nuovo e radicale, ma su qualcosa che è sostenuto in modi diversi da Platone, dagli Stoici, da Plotino, e dai mistici ebraici e cristiani, qualcosa che si manifesta magnificamente nella psicologia rinascimentale di Marsilio Ficino e anche di Swedenborg e che trova la sua esaltazione nella mistica mariana, nella devozione sofianica, nella Shekinah. Alcuni dei concetti di questa visione li ritroviamo nei romantici tedeschi e inglesi, e nei trascendentalisti americani, come pure in filosofi panpsichisti di varie tendenze, da Leibnitz, Peirce, Schiller, Whithead, fi no a Hartshorne. L'anima del mondo ritorna anche nella posizione pluralistica di William James attraverso il suo interesse per Fechner, e il suo occuparsi di ciò che è particolare, personale, o della singolarità degli eventi più che di astratte totalità. L' anima mundi ricompare in altre forme, come il "collettivo" in Jung, come il carattere fisiognomico della psicologia gestaltica di Kofka e Kohler, nella fenomenologia di Merleau-Ponty, di Van den Berg, nella poetica della materia e dello spazio di Bachelar, e perfino in Roland Barthes, e naturalmente, di quando in quando, nei grandi poeti e tra quelli di questo secolo, in particolare in Yeats, in Rilke e in Wallace Stevens....Quando per esempio mi si chiede: "come è stata la corsa in autobus" io rispondo: "penosa, terribile, disastrosa !"… Ma queste parole descrivono me, i miei sentimenti, la mia esperienza, non la corsa dell'autobus, che magari era piena di scossoni e di brusche sterzate, affollata, satura di vapore, malsana, con lunghe fermate. Anche se io ho fatto attenzione all'autobus e al viaggio il mio linguaggio ha trasferito questa attenzione in nozioni che riguardano me. L'Io ha fatto scomparire l'autobus e la mia conoscenza del mondo esterno è diventata un resoconto soggettivo dei mie sentimenti>>

Sublimazione (psicoanalisi): meccanismo attraverso il quale una pulsione aggressiva o sessuale viene traslato in un'azione non aggressiva o sessuale, avente finalità sociali, intellettuali e artistiche utili.

Cabala: L'Amore rappresenta quella variabile che permette alla Sephira inferiore di re.integrarsi nella Sephira superiore, annullando così l'effetto entropico che si viene a determinare nel momento in cui ogni manifestazione scaturisce dalla manifestazione precedente. Determinando così inevitabilmente una progressiva incapacità a creare. Tale incapacità si traduce in progressiva sterilità del piano superiore e inferiore delle manifestazioni.

Amore Sacro: l'Amor Divino, l'Amor rivolto al Divino. Quella tensione, frutto di una rimembranza, che spinge l'uomo di conoscenza a tendere tutto se stesso verso un Piano Superiore Ideale, diretta espressione della Deità.

Amore Profano: le quotidiane istanze sessuali, ed emotive che si consumano, e che consumano, in mezzo agli uomini.

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Sirius


Coloro che cercano, cerchino finché troveranno.
Quando troveranno, resteranno turbati.
Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto.

 

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