Il sito usa cookie tecnici per il suo funzionamento. Da questo sito, a tua scelta puoi usare servizi di terze parti che potrebbero fare uso di cookie propri. Continuando nella visita accetti l'utilizzo dei cookie.

Cerca in Astronave

Canale Video Pegasus

Solo Risvegliandoci...

"E' in corso uno sforzo concentrato per prevedere e gestire il comportamento umano in modo che gli scienziati sociali e l'elite dittatoriale possano essere in grado di controllare le masse e proteggersi dalle ricadute di un'umanità libera completamente risvegliata. Solo risvegliandoci ai loro tentativi di metterci a dormire noi abbiamo una possibilità di preservare il nostro libero arbitrio."
Nicholas West


Scie Chimiche

Chi ci avvelena dal cielo?

Giù le mani dalla Madre Terra

 

Giù le mani dalla
Madre Terra

Questa è una campagna globale per
difendere la nostra casa unica e bellissima,
Pianeta Terra, la minaccia rappresentata
dagli esperimenti di geo-ingegneria


RSOE EDIS - MAPPA

Akakor, civiltà nascosta

 

Akakor, civiltà nascosta

http://www.enricobaccarini.com/wp-content/uploads/2010/08/akakor_chamber1.jpg

tratto da: http://www.enricobaccarini.com
Il libro del giornalista tedesco Karl Brugger rivela una storia incredibile. Antichissime città perdute nel cuore delle foreste brasiliane custodiscono segreti legati alla discesa di esseri di altri mondi.

 

 

Gli alleati eletti

http://www.enigmasperu.org/administrador/fotos/foto_art_76_parrafo_278_sm_1482.jpgL’avventura del giornalista tedesco Karl Brugger ha inizio in un bar di Manaus, Brasile, il 3 Marzo 1972. La lunga permanenza nelle foreste amazzoniche e la profonda conoscenza delle tradizioni indios gli permettono di entrare in contatto con Tatunca Nara, ultimo capo della sconosciuta tribù degli alleati eletti, gli Ugha Mongulala.Foresta dell’Amazzonia, custode degli antichi segreti di Akakor Il racconto che segue, conservato nei libri sacri della Cronaca di Akakor


Karl Brugger

Nel 13.000 a.C. brillanti navi dorate scesero nelle giungle lussureggianti del Sudamerica, guidate da maestosi stranieri con la carnagione bianca, il volto contornato dalla barba, folta chioma nera con riflessi blu, sei dita alle mani e ai piedi. Il ricordo della loro discesa permane imperituro nella memoria dei nativi. Dissero di provenire da Schwerta, una costellazione lontanissima con innumerevoli pianeti, che incrocia la Terra ogni 6.000 anni. Sconosciuta la tecnologia in loro possesso: pietre magiche per guardare ovunque nel mondo, arnesi che scagliano fulmini e incidono le rocce, la capacità di aprire il corpo dei malati senza toccarlo.

http://mondomisteri.altervista.org/images/akakor.jpg

Con infinito amore donarono agli indios il lume della civiltà e gettarono le basi di un impero vastissimo che comprendeva Akakor, la fortezza imprendibile di pietra, nella vallata sui monti al confine tra Perù e Brasile, Akanis in Messico e Akahim in Venezuela, le grandiose città di Humbaya e Patite in Bolivia, Emin sul Grande Fiume e Cadira, e maestosi luoghi sacri:
Salazare, Tiahuanaco e Manoa sull’altopiano a sud.

 

 

 


Tatunca Nara

 

Sotto Akakor, una rete vastissima di 13 città sotterranee, nascoste alla vista degli intrusi, come arterie invisibili percorrono le millenarie foreste brasiliane. La loro pianta riproduce fedelmente Schwerta, la dimora cosmica degli Antichi Padri. Una luce innaturale le illumina all’interno, mentre un ingegnoso complesso di canalizzazioni porta aria e acqua sin nelle sue profondità.

 

Il potente dominio, che contava sotto di sé 362 milioni di individui, durò tremila anni quando nell’Ora Zero, il 10.481 a.C., gli Antichi Padri ripresero la via del cielo con la promessa di ritornare.Il capo Tatunka Nara La Terra parve piangere per la loro scomparsa e 13 anni dopo un’immane catastrofe si abbatté sul pianeta e sconvolse il suo aspetto, seminando ovunque morte e desolazione. Gli uomini persero la fede negli Dei, degenerando e commettendo azioni crudeli nei millenni a venire. Seguì un seconda catastrofe. Una stella gigantesca dalla coda rossa impattò la Terra, provocando un immane diluvio.

 

http://www.enigmasperu.org/administrador/fotos/foto_art_76_parrafo_296_sm_3156.jpg

 

Secondo le parole dei Sacerdoti: “Quando la disperazione avesse raggiunto il culmine, i Primi Maestri sarebbero tornati”. E nel 3.166 a.C. ricomparvero le navi d’oro. Lhasa, il “Sublime”, regnò ad Akakor e suo fratello Samon volò sul Nilo per fondare un secondo impero, le terre sudamericane, che regolarmente visitava, a bordo di immense navi. Vari reperti scoperti dagli archeologi confermano la presenza egiziana in Sudamerica, come la “Roccia delle Scritture” che l’antropologo George Hunt Williamson rinvenne sulle Ande nel 1957, istoriata da geroglifici simili a quelli egizi, venerata dai nativi locali e collegata alla discesa di antenati spaziali che dimoravano nel Gran Paititi.

http://www.enigmasperu.org/administrador/fotos/foto_art_76_parrafo_304_sm_3275.jpg

Il principe di Akakor governò con saggezza riorganizzando l’impero distrutto ed eresse nuove città come Manu, Samoa, Kin, in Bolivia e Machu Picchu in Perù. Trecento anni rimase sulla Terra finchè un giorno si diresse sulla montagna della Luna, sopra le Ande e disparve nel cielo in un fuoco. Partenza che riecheggia moltissimo quella di Quetzalcoatl, divinità messicana.

http://www.enigmasperu.org/administrador/fotos/foto_art_76_parrafo_317_sm_8420.jpg

Akakor si svela

Millenni di guerre contro le tribù nemiche videro Akakor cadere e risorgere più volte, stringendo anche alleanze con stirpi straniere giunte da lontano. Le tradizioni Ugha Mongulala parlavano di popolazioni bianche come i Goti che visitarono le loro terre. A riconferma delle antiche cronache medievali nelle quali navi vichinghe partite all’esplorazione di mondi lontani, dopo un naufragio, approdarono sulle coste del Sudamerica. Nella sierra di Yvytyruzu, in Paraguay, l’archeologo Jacques de Mahieu ha scoperto un masso pieno di caratteri runici, disegni dei drakkar, le navi vichinghe, e di un uomo barbuto con armatura. Oggi, le popolazioni di quei territori sono di pelle bianca, hanno torace sviluppato e barba.

 

Altra immagine di Tatunca Nara

Karl BruggerMa un evento ancor più strano, preconizzato nelle antiche scritture degli Antenati Divini, è l’arrivo ad Akakor di 2.000 soldati tedeschi. Il Führer aveva abbracciato le idee della società segreta Thule (dal nome di un luogo al Polo Nord abitato dalla civiltà degli Iperborei) gruppo esoterico incaricatosi di custodire le conoscenze perdute. L’esistenza di una razza antichissima che viveva in cavità sotterranee stimolò la sua curiosità, spingendolo a inviare numerose spedizioni in tutto il globo per accertare la veridicità dei suoi studi occulti.

Il contingente tedesco partito da Marsiglia verso l’Inghilterra nel 1941 a bordo di un sottomarino era ignaro della destinazione e dello scopo della missione: prendere contatto con la “tribù degli alleati eletti”.
Un resoconto di viaggio del navigatore greco Pitea di Massalia, nel IV sec a.C., il De Oceano, narra la partenza da Massalia, l’antica Marsiglia, per giungere alla mitica Thule ubicata nei ghiacci remoti nel lontano Nord. Molto probabilmente la città francese custodisce segreti esoterici noti ai nazisti da lungo tempo. La permanenza dei soldati portò all’unione tra i due popoli, i quali ancora oggi vivono in numero di trentamila ad Akakor inferiore, come pure sono abitate le città di Boda e Kish sotto di essa e la poderosa Akahim.

Il patrimonio degli Dei

Il Tempio del Sole di Akakor, vigilato da guardie armate, custodisce mappe segrete vergate dagli Antichi Padri che mostrano il cosmo di millenni prima, con altre lune, un’isola perduta ad Ovest e una terra nell’Oceano, inghiottite dai flutti nel corso di un’epica battaglia stellare, tra due progenie di Dei, le cui conseguenze investirono persino i pianeti Marte e Venere. I documenti raccontano inoltre che i Signori del Cielo portarono l’uomo da un pianeta all’altro fino a giungere sulla Terra.

Il teorico nazista Hörbiger aveva postulato l’esistenza di varie lune nelle ere perdute della Terra; inoltre le mappe si ricollegano ai disegni del ricercatore britannico David Davenport sulle rotte stellari dei Vimana indiani verso il nostro pianeta (Cfr. F. Terzi, Notiziario UFO, Giugno ‘98). Fedeli ai desideri dei Primi Maestri, i sacerdoti raccolsero tutto il sapere e la storia della tribù Eletta in libri poi custoditi in una sala scolpita nella roccia all’interno delle dimore sotterranee. Nello stesso luogo gli enigmatici disegni dei Padri Divini sono incisi in verde ed azzurro su di un materiale sconosciuto. Disegni che né l’acqua né il fuoco riescono a distruggere. Nei sotterranei giacciono anche armi simili a quelle dei tedeschi appartenute agli Dei, l’astronave di Lhasa, un cilindro di metallo ignoto che volava senz’ali, e un veicolo anfibio che attraversava le montagne.

Tatunca Nara in persona vide una sala rischiarata da una luminosità azzurrina che mostrava in animazione sospesa quattro persone, tra cui una donna, con sei dita alle mani e ai piedi, entro contenitori di cristallo pieni di liquido.Scrittura dei padri di Schwerta Molti si chiedono se questa misteriosa città sotterranea non sia solamente frutto di un racconto fantasioso. Il ricercatore italiano Antonio Filangeri ha verificato le credenziali di Karl Brugger direttamente dal fratello Benno, nel corso di un suo viaggio a Monaco negli anni ‘50, ottenendo nuove informazioni.

Benno rivelò che dopo la morte di Karl, colpito in circostanze misteriose da una pallottola nel 1984, il Consolato Tedesco aveva perquisito l’appartamento di Karl a Rio de Janeiro confiscando tutta la documentazione relativa alla spedizione di Akakor. In seguito, le casse con gli incartamenti furono oggetto di diversi tentativi di furto. Inspiegabilmente il Console di Rio venne trasferito in Costa d’Avorio con i documenti al seguito. Parte del materiale scomparve poi misteriosamente quando giunse in Germania su richiesta di Benno.

Un alone di mistero sembrava aleggiare attorno ad Akakor.

Quando Tatunca Nara avviò delle trattative con alti ufficiali bianchi per fermare lo sterminio indiscriminato degli indios, che prosegue tuttora indisturbato da parte delle autorità, ebbe modo di affidare alcuni scritti degli Dei al vescovo Grotti che dopo aver spedito i documenti in Vaticano, perì in un incidente aereo. Coincidenze? Tatunca Nara, profondamente disgustato dalla civiltà dei barbari bianchi, con le loro feroci contraddizioni, afferma con orgoglio: “Noi siamo uomini liberi del Sole e della Luce. Noi non vogliamo gravare il nostro cuore del peso della loro fede errata e bugiarda”. Con pazienza attende il ritorno degli Dei. O forse gli Dei, nascosti ad Akakor, attendono con pazienza che gli uomini tornino a loro stessi.

Fonte – Fantapolitik, articolo di Vito Vitagliano, luglio 2008

 

per approfondire: http://www.bibliotecapleyades.net/arqueologia/akakor/akakor01.htm

 

***********************************

AKAKOR, IL MONDO SOTTERRANEO

di Giorgio Pastore

Sotto la foresta amazzonica esisterebbe una fitta rete di gallerie inesplorate e di difficile accesso.
Questa è la conclusione alla quale giunse il giornalista Karl Brugger, autore del libro “La cronaca di Akakor – mito e saga di un antico popolo dell’Amazzonia”.
La sua è una storia fantastica, inverosimile, ma reale.

Fu un grande appassionato della cultura e delle antiche tradizioni degli Indios che, come quelle di tanti altri popoli, si sarebbero rivelate ricche di dettagli interessanti. Anche gli Indios narrano di antiche leggende di dei venuti dalle stelle che un giorno ritorneranno. Troviamo storie simili più a nord, nel Centro America, ad esempio. I Maya ci parlano di Kukulcan, un uomo dalla pelle bianca, con barba e capelli rossi, alto di statura che, in un passato remoto, giunse in quelle terre su una barca priva di remi, proveniente dall’Oceano Atlantico. Tale figura diverrà il “Serpente Piumato”, il Quetzalcoatl (Quetzal = è una particolare varietà di uccello dotato di un manto dai colori verdi brillanti, adottato per simboleggiare “l’aria”, il “divino”; e Coatl = è il serpente, simbolo della “terra”, del “materiale”), unione tra la terra ed il cielo, anche presso gli Aztechi. Una figura simile, la ritroviamo anche presso gli Incas del Perù, che lo nominarono Viracocha, anch’egli proveniente dal mare. Kukulcan/Quetzalcoatl/Viracocha insegnò a questi popoli del Mesoamerica l’astronomia, la matematica, l’agricoltura ed altre scienze. Poi, improvvisamente, se ne andò ma promettendo che, un giorno, sarebbe ritornato. Infatti, agli inizi del XVI secolo, giunsero dal mare i Conquistatores spagnoli Cortèz e Pizarro che, inevitabilmente, vennero scambiati per queste antiche divinità, ma questa è un’altra storia.

Il giornalista Karl Brugger conobbe, in uno dei suoi viaggi in Amazzonia, nel 1972, l’Indios Tatunca Nara, uno degli ultimi capi della tribù degli “alleati eletti” e custode di un importante tradizione, conservatasi nei secoli per mezzo di alcuni libri Sacri, scritti in una lingua sconosciuta ai più ma leggibile solo per alcuni, appunto, “eletti”. Questi sono i libri del Giaguaro, della Formica, dell’Aquila e dell’Acqua. Tatunca Nara ne è il custode e permette a Brugger di vederli e fotografarli. In questi libri sono conservate le vicende epiche degli dei che fondarono Akakor.

Si narra che 13.000 anni fa, giunsero dal cielo delle navi dorate con a bordo degli stranieri dalla pelle bianca. Qui, inevitabilmente, viene spontaneo pensare a Kukulcan/Quetzalcoatl/Viracocha. Questi dei avrebbero anche avuto sei dita alle mani ed ai piedi. Un dettaglio curioso che ci riporta con la memoria a Pacal, sovrano di Palenque. Si dice che uno dei suoi figli avesse avuto sei dita alle mani. Una coincidenza? Presso i Maya, fin dai tempi di Teotihuacan, i sovrani erano soliti unirsi con le loro sorelle, che divenivano principesse, così come avveniva in Egitto, dove il faraone e la sua regina e sorella erano le immagini di Osiride e Iside, anch’essa sua moglie e sorella. Poi, questa pratica venne gradualmente abbandonata. Si pensa che i primi Ahauob, sovrani Maya, fossero stati semidei, figli di dei e umani. Se ciò fosse vero, avrebbero potuto conservare nel loro DNA tratti genetici “alieni”, come questa particolarità delle sei dita che poi, col tempo, avrebbero perso.

Gli dei di Tatunca Nara scesero sulla Terra e istruirono quegli Indios primitivi, spiegando loro di provenire dalle stelle, dalla costellazione di Schwerta, e si unirono ai terrestri, generando semidei. In effetti, abbiamo alcune testimonianze autorevoli di incontri, nella foresta Amazzonica, tra il Brasile ed il Perù, di Indios dalla pelle bianca. Ad esempio, il professor Marcel Homet, archeologo, paleontologo, antropologo ed etnologo francese, incontrò due Indios dalla pelle bianca che la sua guida definì della tribù di Waika. Si tratterebbe di pericolosi guerrieri con l’abitudine di rapire donne dalla pelle chiara per preservare il colore della loro pelle. Ma per quale ragione? Forse, in onore al colore dei loro dei? Anche il cercatore d’oro Francisco Raposo si imbattè nel 1743 in una tribù di Indios dalla pelle chiara. E anche vero che, comunque molti secoli dopo, le Americhe vennero raggiunte anche da altri popoli euro-asiatici, come i Vichinghi e forse i Cartaginesi di Tartesso. Ma rimangono molti dubbi. Molte spedizioni partirono alla ricerca sia di queste tribù, sia di altri luoghi mitici, come il favoloso Eldorado, ma nessuna ebbe successo. Molte spedizioni non fecero mai più ritorno, di altre, ritornarono a casa solo pochi uomini. Anche Hitler mandò delle spedizioni in Amazzonia, interessato a scoprire la mitica Akakor ma nessuna ebbe successo.

I sacri libri custoditi da Tatunca Nara narrano di come questi dei provenienti dalle stelle realizzarono un grande regno sotterraneo scavando lunghe gallerie sotto la foresta Amazzonica, collegando tra loro numerose città, di cui Akakor era la capitale. Inevitabilmente, non può non venirci alla mente un’altra leggenda analoga, quella di Agharti. Anch’esso un mitico sistema di gallerie sotterranee che avrebbero come centro la grandiosa Shamballah, situata in un luogo sconosciuto sotto il deserto del Gobi, in Asia.

Questi dei crearono Akakor ad immagine e somiglianza della costellazione dalla quale erano giunti, Schwerta. Non è di certo la prima volta che ritroviamo un fatto del genere. Più a nord, Teotihuacan è stata costruita tenendo conto delle dimensioni del Sole, della Luna, della Terra e dello stesso Sistema Solare. La piramide del Sole ha una base di 230 metri circa, similmente a quella di Cheope in Egitto. La circonferenza della Cittadella, dove sorge il tempio di Quetzalcoatl, è in rapporto alla circonferenza terrestre in scala 100.000:1. Il viale dei Morti, lungo il quale troviamo la piramide della Luna, del Sole e la Cittadella, è inclinato rispetto all’asse nord-sud di 14 gradi ad est. Ciò significa che, lungo la perpendicolare all’orizzonte, è possibile veder sorgere le Pleiadi, due volte all’anno, in maniera assolutamente precisa. I Maya erano grandi astronomi. Questi, sono solo alcuni pochi esempi. Ma da chi appresero tali conoscenze?

Gli dei di Akakor, possedevano una tecnologia molto progredita e misteriosa per gli Indios. Erano capaci di vedere attraverso “pietre” in ogni parte del mondo, eseguire delicatissime operazioni chirurgiche senza porre mano sui pazienti, lanciare fulmini e tagliare la pietra con un raggio luminoso che ora potremmo sospettare fosse una sorta di laser. Potremmo ritrovare un’analogia tra questi dei e gli strani esseri “tecnologici” raffigurati sulle misteriose pietre di Ica, ritrovate nel deserto di Ocucaje, vicino all’omonima città nel 1960 e, secondo gli studiosi, risalenti al Mesozoico. Su alcune di esse, vi sono immortalati uomini mentre scrutano il cielo con anacronistici cannocchiali e mentre operano a cuore aperto. Sempre secondo questi libri sacri, gli stessi dei avrebbero creato molti importanti centri in Bolivia, in Venezuela ed in Perù, come Tiahuanaco. La rete di gallerie di Akakor potrebbe in realtà essere collegata a quella di Agharti. In tal senso, gli stessi dei degli Incas, potrebbero essere stati gli stessi dei per gli Orientali dell’Asia antica. Un’analogia interessante la ritroviamo in Cambogia, dove ritroviamo il regno di Angkor (nome simile a quello di Akakor). Qui, sorgono ancora grandiosi templi ormai avvolti da una fitta vegetazione ma che, un tempo, si specchiavano nelle acque di immense risaie e ospitavano migliaia di persone. Anche in questo caso, Angkor venne creata dagli dei. O meglio, da Pisnovka, figlio di una “danzatrice celeste” e di un essere umano, il quale ebbe il privilegio di vedere “i templi degli dei” e di crearne di simili anche sulla Terra. Su di una stele ritrovata nel palazzo reale è incisa una frase enigmatica e molto interessante: "La terra di Kambu (Cambogia) è simile al cielo"

In effetti, i monumenti, le piramidi, i palazzi disposti su quest’area di 300 km quadrati sulle quali sono disposte Angkor Wat ed Angkor Thom, rappresentano anch’essi una costellazione; quella del drago, il serpente del cielo. Che sia la stessa costellazione degli dei extraterrestri di Akakor, Schwerta? Un’altra curiosità in più: la costellazione così rappresentata però corrisponde alla posizione che le stelle avevano intorno al 10.500 a.C.! A quanto pare, lo stesso periodo in cui fu creata la Sfinge in Egitto, se teniamo conto degli studi di Robert Bouval. Possiamo affermare quasi con certezza assoluta che tutti i templi, le piramidi, i palazzi costruiti nell’antichità della Terra, siano stati creati e disposti tenendo conto del moto degli astri nel cielo e della loro posizione. Creati per poter osservare il moto del Sole durante i Solstizi, gli Equinozi, della Luna, delle stelle, delle costellazioni, prevedere le eclissi e perfino il moto di Venere.

Difficile pensare che questi popoli antichi potessero avere tali conoscenze. Che siano stati davvero istruiti dai loro dei, provenienti dalle stelle?

Così come in Amazzonia, anche in Egitto ci sono storie che narrano di lunghissimi tunnel inesplorati, ramificati sotto le sabbie del deserto. Un ingresso a questa rete sotterranea si troverebbe proprio sotto la Sfinge, custode immortale di questo segreto.

Vi sono alcune testimonianze di esploratori, ricercatori, archeologi, i quali si avventurarono alla ricerca di queste gallerie. In certi casi, si raggiunsero dei successi parziali. Sono stati descritti misteriosi lunghi tunnel, spesso trovati “crollati” ad un certo tratto della discesa, o troppo lunghi per essere esplorati. Alcuni hanno raccontato di essere giunti fino ad un certo punto, ove si incominciava a vedere una strana luce verdastra. Questi, per paura, ritornarono subito indietro e, successivamente, non riuscirono più a ritrovare l’ingresso del cunicolo.

Alcuni tunnel sono tutt’ora visitabili, come quello sotto la piramide mixteca di Cholula, lungo circa 8 Km (solo 1 Km però è visitabile, il resto è stato precluso dalle autorità misteriosamente). Esiste un breve tratto di tunnel anche sotto la piramide del Sole a Teotihuacan. Molti altri tunnel, in Europa, vennero riutilizzati dai Romani e durante il Medioevo, fino ai giorni nostri.

Probabilmente, fu proprio in alcuni di questi tunnel che gli Incas nascosero i loro immensi tesori per non darli in mano agli spagnoli di Pizarro. Da qui, le varie leggende che narrano dell’Eldorado, una città fatta interamente d’oro. Cercata invano per secoli e mai ritrovata.

Gli dei di Akakor regnarono sulla Terra per circa 3000 anni. Poi, se ne andarono, ritornando alle stelle, dalle quali erano giunti, forse coscienti del cataclisma che stava per abbattersi sul globo, forse lo stesso che distrusse Atlantide e Lemuria. Successivamente vi fu anche un grande diluvio. Incredibile il fatto che, sia questi Indios, sia i Sumeri, sia gli Ebrei ci parlano di un gigantesco diluvio che interessò tutto il pianeta. Una strana coincidenza. I libri Sacri narrano anche di come un sovrano di Akakor, dopo questi cataclismi, partì per creare una colonia in Egitto, proprio nello stesso periodo in cui, secondo gli archeologi, venne creata una prima dinastia, intorno al 3150 a.C.

Periodo, guardacaso, in cui i Maya fanno cominciare la loro quarta età, la quale dovrà finire nel 2012 d.C. Sembra proprio che esistano dei collegamenti culturali tra diversi popoli dell’antichità sparsi per tutto il mondo. George Hunt Williamson rinvenne nel 1957 sulle Ande una roccia con geroglifici molto simili a quelli egizi. Ciò potrebbe avvalorare le leggende dei libri Sacri custoditi da Tatunca Nara. Questi, raccontò a Karl Brugger di aver visto coi suoi occhi alcuni oggetti e luoghi appartenuti a questi dei, sottoterra. Affermò anche di aver visto quattro di questi esseri divini, con sei dita alle mani e ai piedi, in animazione sospesa, all’interno di misteriose vasche di cristallo piene di uno strano liquido, in una di queste caverne. All’interno del Tempio del Sole di Akakor, sorvegliato da guardie armate, sarebbero custodite molte meraviglie appartenenti a questi dei, come armi fantastiche, mappe stellari etc. Il ricercatore Antonio Filangeri, negli anni ’50 del XX secolo, partì per l’Amazzonia e verificò di persona molte delle informazioni avute da Brugger.

Nel 1984 Karl Brugger venne ucciso misteriosamente da un colpo di pistola. Tutta la sua documentazione inerente Akakor, trafugata, scomparsa nel nulla.

Tatunca Nara, per mettere in salvo i suoi libri Sacri, li affidò al vescovo M. Grotti, il quale li spedì al Vaticano, poco tempo prima di morire in un incidente aereo. Da allora, di Akakor non si seppe più nulla.

Sirius


Coloro che cercano, cerchino finché troveranno.
Quando troveranno, resteranno turbati.
Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto.

 

Vota questo sito in Net-Parade

 

10000 punti ottenuti

Sito d'argento

Ti piace questo sito?
Sostienilo con un voto.
Puoi votare più volte!


 

web counter