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NUOVO TIPO DI PROTESTE – Manifestanti turchi tengono lezioni di yoga di massa e concerti a Gezi Park

Categoria: NEWS VARIE
Pubblicato Lunedì, 10 Giugno 2013 19:06
Scritto da Super User
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NUOVO TIPO DI PROTESTE
Manifestanti turchi tengono lezioni
di yoga di massa e concerti a Gezi Park

tratto da: http://risvegliodiunadea.altervista.org

Quando la polizia non spara lacrimogeni o gas urticanti, a Taksim si mangia e si legge, si balla e si dipinge. Il nuovo volto della piazza “liberata e restituita ai cittadini” è quello di un’enclave giovane, laica e progressista che prova a rialzare la testa dopo anni di pressione sociale e marginalità politica. Dal momento del ritiro delle forze dell’ordine, i ragazzi di “Occupy Istanbul” hanno trasformato Taksim in un enorme quartier generale a cielo aperto, continuando a presidiare pacificamente il parco Gezi da cui tutto è cominciato.

Una sorta di zona-franca in cui, dicono, “deve esserci rispetto per tutti i punti di vista, anche quelli religiosi”. Qualche giorno fa si sono persino placati gli slogan quando il canto del muezzin ha invitato alla preghiera in moschea. “È il messaggio che vogliamo lanciare: in questo Paese nessuno deve imporre agli altri il suo credo”.

subito riempita dei testi che tanti hanno deciso di mettere in comune: “Se a casa vostra ci sono libri che avete già letto, portateli – è stato l’invito di Ceyhun, uno degli organizzatori – Ci siederemo a leggerli insieme sotto gli alberi, così la nostra protesta tornerà dove è cominciata”.

Un appello cui hanno risposto in tanti, allegando anche un suggerimento: “Prendetene uno e leggetelo davanti a un poliziotti”. Nel giro di una giornata è nato così un “book crossing” rilanciato dalla casa editrice indipendente Sel Yayıncılık e sostenuto già da una quindicina di altri editori, che hanno regalato ai manifestanti i loro libri: “La lettura – spiegano – è uno degli elementi essenziali della resistenza”.

Ma la creatività organizzata di Taksim non si ferma qui. Pur non avendo alle spalle una struttura ben definita, il movimento di protesta è riuscito finora a mantenere la piazza pulita e in ordine, mettendo in piedi un vero e proprio servizio con turni spontanei, prima per raccogliere le macerie degli scontri e poi i rifiuti prodotti dall’occupazione.

 

Membri di numerose Orchestre turche e musicisti indipendenti stano dando  un concerto a Gezi Park.

 

 

La macchina organizzativa, del resto, non è cosa da poco: per le migliaia di persone che ogni giorno arrivano a presidiare il parco Gezi, bisogna pensare anche alla gestione delle necessità quotidiane come il cibo. Oltre a quello che gli stessi manifestanti si portano da casa, nei giorni scorsi si è scatenata una vera e proprio gara di solidarietà il cui vincitore è destinato a rimanere sconosciuto.

In piazza, infatti, sono arrivate decine di fattorini di una delle più note compagnie di servizio a domicilio del paese, Yemek Sepeti (“Il cestino del cibo”), carichi di vivande per i manifestanti: a ordinarle, centinaia di anonimi donatori che via internet hanno chiesto di portare la “loro” cena all’indirizzo Piazza Taksim.

Oggi – e chissà per quanto ancora – il centro di Istanbul è un luogo surreale in cui tutti vogliono esprimersi liberamente: pittori e musicisti, ballerini e amanti della meditazione. Un programma che va dalle lezioni di yoga all’aperto del mattino ai concerti neanche troppo improvvisati della “Filarmonica del parco Gezi”, frutto della partecipazione gratuita e spontanea di decine di musicisti provenienti da diverse orchestre turche; dai ragazzi che piazzano stencil sui muri alle ragazze che dai muri cancellano le scritte sessiste. Al premier Tayyip Erdoğan, che li chiama “saccheggiatori” e “terroristi”, i ragazzi di piazza Taksim rispondono anche così.

http://www.huffingtonpost.it/2013/06/06/gezi-park-libri-arte-e-yo_n_3397030.html?1370533644&utm_hp_ref=italy

 

http://defnesumanblogs.com/2013/06/01/what-is-happenning-in-istanbul/

scrive:

“…La gente in Ankara e Izmir si anche riuniscono sulle strade delle loro città, al fine di sostenere la resistenza a Istanbul. Ma i media statali continuano a mostrare al popolo di Miss Turchia e “il gatto più strano del mondo.”

 Scuole, ospedali e anche alberghi di 5 stelle intorno a Piazza Taksim – ha aperto le sue porte ai feriti. I medici  forniscono il primo soccorso nelle aule e camere d’albergo. Alcuni agenti di polizia si sono rifiutati di compilare l’ordine ad attaccare le persone con gas lacrimogeni, sono stati licenziati. Intorno alla piazza sono impostati blocci per interferire con connessione a Internet e le reti 3G sono bloccate. I residenti e le imprese stano assicurando rete wireless gratuita dell’area e per la gente per le strade. Ristoranti offrono cibo e acqua – gratis…”

Oggi – e chissà per quanto ancora – il centro di Istanbul è un luogo surreale in cui tutti vogliono esprimersi liberamente: pittori e musicisti, ballerini e amanti della meditazione. Un programma che va dalle lezioni di yoga all’aperto del mattino ai concerti neanche troppo improvvisati della “Filarmonica del parco Gezi”, frutto della partecipazione gratuita e spontanea di decine di musicisti provenienti da diverse orchestre turche; dai ragazzi che piazzano stencil sui muri alle ragazze che dai muri cancellano le scritte sessiste. Al premier Tayyip Erdoğan, che li chiama “saccheggiatori” e “terroristi”, i ragazzi di piazza Taksim rispondono anche così.