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Veronesi: "Danni da marijuana praticamente inesistenti"

Categoria: NEWS VARIE
Pubblicato Venerdì, 22 Agosto 2014 21:31
Scritto da Super User
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Veronesi: "Danni da marijuana praticamente inesistenti"

tratto da: http://www.ilnavigatorecurioso.it/

Fonte: [AdnKronos Salute]

L'oncologo Umberto Veronesi parla dei rischi inesistenti legati al consumo voluttuario di marijuana in un articolo comparso sul settimanale “Oggi” e ricorda che l'Organizzazione mondiale della sanità ha invitato i governi a depenalizzare l'uso personale.

“La marijuana non fa male” e “i danni da spinello sono praticamente inesistenti”.

Parola dell’oncologo Umberto Veronesi, da sempre a favore della liberalizzazione delle cosiddette ‘droghe leggere’, che interviene così sul tema sull’ultimo numero del settimanale ‘Oggi’.

“La marijuana fa male? Come ministro della Salute, quando ricoprii l’incarico anni or sono, mi posi anch’io questa domanda”, ricorda il direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia di Milano. “E me la posi anche come medico e soprattutto come padre di famiglia”.

“Ebbene, la commissione scientifica che avevo nominato concluse che i cosiddetti ‘danni da spinello’ sono praticamente inesistenti. Dopo quella, altre commissioni scientifiche giunsero alle stesse conclusioni. E oggi perfino l’Organizzazione mondiale della sanità ha invitato i governi a depenalizzare l’uso personale di marijuana, consapevole su dati scientifici che l’uso di spinelli non fa male”, continua Veronesi.

Nella sua rubrica lo scienziato definisce infondata anche la credenza che la marijuana dia dipendenza e apra la strada all’uso delle droghe pesanti, come cocaina e morfina.

Liberalizzare lo spinello non è malinteso permissivismo, ma una posizione realistica che punta alla riduzione del danno. Risulta che metà dei nostri giovani e molti adulti fanno uso di marijuana. “Ha senso criminalizzarli?”, si chiede lo scienziato?

L’attività clinica e di ricerca di Umberto Veronesi è stata incentrata per decenni sulla prevenzione e sulla cura del cancro. In particolare si è occupato del carcinoma mammario, prima causa di morte per tumore nella donna.

Veronesi è stato primo teorizzatore e strenuo propositore della quadrantectomia, dimostrando come nella maggioranza dei casi le curve di sopravvivenza di questa tecnica, purché abbinata alla radioterapia, sono le medesime di quelle della mastectomia, ma a impatto estetico e soprattutto psicosessuale migliore.


La Marijuana riduce la crescita
del cancro polmonare del 50%

tratto da: http://www.ilnavigatorecurioso.it

La sperimentazione ha evidenziato un altro aspetto positivo, in quanto si è registrata anche una riduzione del 60% delle lesioni tumorali sui polmoni, nonchè una riduzione significativa dei marcatori proteici associati con progressione del cancro.

 

Il ‘Delta-9-Tetraidrocannabinolo‘ (THC) è il principio attivo contenuto nella canapa, la pianta famosa per le sue infiorescenze, ricche di questa sostanza, chiamate comunemente Marijuana.

 

Secondo una recente ricerca eseguita dalla Harvard University, questo ingrediente particolare della canapa, oltre a generare i noti effetti inebrianti in chi la fuma, potrebbe avere un ruolo significativo nella cura del cancro ai polmoni.

 

Le analisi hanno rivelato che il tetraidrocannabinolo riduce il tasso di crescita del carcinoma polmonare del 50% e riduce in modo significativo la diffusione del cancro nell’organismo.

 

Come riportato da Science Daily, gli effetti sono stati studiati su un topolino di laboratorio. I ricercatori hanno detto che questo è solo il primo di una serie di esperimenti volti a dimostrare i benefici del THC nella cura del tumore polmonare.

 

Si tratta di un tipo di tumore particolarmente aggressivo, capace di resistere anche alla chemioterapia. La ricerca ha mostrato che il THC bersaglia i recettori CB1 e CB2, in maniera simile all’attività degli endocannabinoidi, i cannabinoidi prodotti naturalmente dal corpo umano.

 

Lo studio suggerisce che gli agenti del THC, in grado di attivare questi recettori, potrebbero essere utilizzati in modo mirato per trattenere il cancro ai polmoni. “La bellezza di questo studio è che stiamo dimostrando che una sostanza di abuso, se usata in modo prudente, può offrire una nuova strada per la terapia contro il cancro al polmone”, ha detto Anju Preet, ricercatore presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università.

 

Tra l’altro, alcuni studi hanno dimostrato che un derivato medico del THC, noto come Marinol, solitamente usato come stimolante dell’appetito nei malati di cancro, potrebbe avere gli stessi effetti anti-tumorali, continua Preet.

 

L’unica sperimentazione clinica del THC era stata condotta in uno studio pilota britannico, nel quale si è evidenziato che dosi non tossiche di tetraidrocannabinolo, somministrate su due differenti linee di cellule cancerose del polmone, ne hanno inibito la crescita e la diffusione.

 

La sperimentazione ha evidenziato un altro aspetto positivo, in quanto si è registrata anche una riduzione del 60% delle lesioni tumorali sui polmoni dei topolino, nonchè una riduzione significativa dei marcatori proteici associati con progressione del cancro.

 

Altri effetti benefici della canapa sono già noti ai medici. Infatti, presenta proprietà antidolorifiche (la cannabis è usata per il trattamento del dolore), antinausea, antiemetiche, anticinetosico, stimolante l’appetito, che abbassa la pressione endooculare, ed in certi soggetti può abbassare l’aggressività.


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