Il sito usa cookie tecnici per il suo funzionamento. Da questo sito, a tua scelta puoi usare servizi di terze parti che potrebbero fare uso di cookie propri. Continuando nella visita accetti l'utilizzo dei cookie.

Cerca in Astronave

Canale Video Pegasus

Solo Risvegliandoci...

"E' in corso uno sforzo concentrato per prevedere e gestire il comportamento umano in modo che gli scienziati sociali e l'elite dittatoriale possano essere in grado di controllare le masse e proteggersi dalle ricadute di un'umanità libera completamente risvegliata. Solo risvegliandoci ai loro tentativi di metterci a dormire noi abbiamo una possibilità di preservare il nostro libero arbitrio."
Nicholas West


Scie Chimiche

Chi ci avvelena dal cielo?

Giù le mani dalla Madre Terra

 

Giù le mani dalla
Madre Terra

Questa è una campagna globale per
difendere la nostra casa unica e bellissima,
Pianeta Terra, la minaccia rappresentata
dagli esperimenti di geo-ingegneria


RSOE EDIS - MAPPA

Programma E.N.O.C Evolution and New Order Civilization

Programma E.N.O.C Evolution and New Order Civilization

 


di: Fabio Ghioni

siti: http://www.fabioghioni.org/
http://www.fabioghioni.com/

Il programma Evolution and New Order Civilization (E.N.O.C.) offre all’essere umano la possibilità di un balzo evolutivo che lo porti oltre la propria condizione. Prima di tutto, però, è necessario che l’individuo apra gli occhi e si accorga di trovarsi in una prigione, limitato fortemente dalla propria natura animale. Solo chi realizza ciò e decide di evolversi può portare a termine il programma. Il risveglio è solo l’inizio, non l’obiettivo.

♦ Introduzione

E.N.O.C. Evolution & New Order Civilization Program

Chi apre gli occhi e inizia a percepire la realtà come veramente è, comprende subito di trovarsi in una prigione. Questa è la condizione comune e ‘naturale’ dell’essere umano, di cui però normalmente non è consapevole.

L’uomo è certo un animale molto evoluto, dotato di una mente sofisticata che gli permette di elaborare e svolgere operazioni complesse, e grazie alla quale ha ideato una tecnologia che ha ampliato i suoi limiti fisici e mentali. Tuttavia, rimane pur sempre un animale, soggetto a tutti gli impulsi e a tutte le limitazioni della propria natura.

Malgrado possa sognare di essere eterno o onnipotente, l’essere umano reagisce ancora a una logica di stimolo-risposta, esattamente come i topi. Inoltre, è costretto ad assumere in continuazione ‘droghe’ per sopravvivere: mangiare, respirare e soprattutto provare emozioni, senza le quali morirebbe all’istante.

Ed è proprio la necessità di identificarsi e di perdersi senza sosta nelle emozioni la causa principale delle sue sofferenze e della sua prigionia, che lo mantiene in uno stato ipnotico anche durante la veglia. Proprio per questo, molte tradizioni esoteriche affermano che la condizione dell’uomo comune è il sonno.

Ma cosa succede quando l’uomo si risveglia e vede le sbarre? In quel momento, per la prima volta in vita sua, si trova di fronte alla possibilità di compiere una vera scelta: può decidere di restare dentro la prigione, e magari diventare una personalità eminente all’interno di questa prigione, esercitando il potere che può ora acquisire facilmente sugli altri uomini; oppure, può decidere di evadere dalla prigione e fare di tutto per riuscirci, pur sapendo che il compito non sarà per nulla facile e che dovrà contare solo sulle proprie forze.

Proprio per favorire e accelerare questo processo è nato il programma Evolution and New Order Civilization (E.N.O.C.). Lo scopo di E.N.O.C. è, nella sua prima fase, di portare l’individuo ad aprire gli occhi e a mostrargli le due strade. Chi sceglie la strada dell’evoluzione potrà proseguire il programma, che lo trasformerà radicalmente portandolo oltre la condizione umana.

♦ L’apocalisse è banale

Ma come potremmo introdurre un programma che ha per scopo l’evoluzione dell’uomo senza accennare almomento del tutto particolare in cui stiamo vivendo?

Gli eventi che si stanno manifestando in questa epoca sono il preludio a un passaggio cruciale, che segnerà la fine di un’era di ignoranza e il principio di una nuova, l‘inizio di un ciclo di purificazione che porterà sì l’umanità a un nuovo livello, ma a costo di grandi sacrifici soprattutto per coloro che saranno inadatti e impreparati al cambiamento. Tutto questo, aldilà delle estemporanee teorie complottiste e delle interpretazioni raffazzonate di antiche profezie, è una realtà che già stiamo vivendo ora.

Purtroppo, però, oggi sono talmente in tanti a riempirsi la bocca di queste parole, che sono diventate banali. La fine del mondo è diventata puro entertainment, un buon soggetto filmico per ravvivare il filone catastrofico. Ma finito il film, che ci ha emozionato e ci ha fatto riflettere su quanto sia precario e illusorio l’equilibrio che ci sostiene, tutto svanisce per lasciare il posto al prossimo spettacolo.

Come in un telegiornale che affastella le notizie senza soluzione di continuità, appiattendole, l’apocalisse non è più che una sensazione tra le altre che alimenta l’ipnosi quotidiana, tra la recessione economica e l’ultimo scandalo sessuale o l’ultimo efferato omicidio alla moda. Forse qualcuno sta cogliendo, in vista dell’imminente fine, l’occasione per provare un’esperienza che non aveva mai sperimentato, rompendo la routine sonnolenta delle ovvietà di ogni giorno?

Quello che vediamo è ben altro: tuttalpiù, gli esseri umani lasciano assorbire le proprie energie mentali da teorie pittoresche e non verificabili su rapimenti alieni, complotti occulti e dialoghi con entità angeliche. Intanto, la loro vita, la loro condizione non muta di un millimetro. Certo non rimpiangiamo le disperazioni e le dissoluzioni che si verificarono attorno all’anno Mille, ma l’anestesia totale delle coscienze è ben più scoraggiante, perché nemmeno con la minaccia di una pistola puntata alle tempie le si potrà scuotere.

♦ La conoscenza è per pochi

Purtroppo, per superare questa empasse dobbiamo oltrepassare il confine del politcally correct e di ciò che il pubblico, per quanto aperto e disponibile, desideri sentirsi dire. Dovremo dire allora che la divulgazione delle conoscenze è uno dei più grandi problemi di sempre, oggi amplificato dalle tecnologie digitali che ingorgano il mondo intero di ogni informazione e del suo contrario, lasciando credere di sapere per il semplice fatto aver letto o visto qualcosa su internet, scambiando l’assorbimento passivo per esperienza.

In passato molte delle conoscenze erano mantenute celate alle masse. Nell’antica Grecia, ad esempio, la religione Orfica e i Misteri eleusini custodivano i segreti che governano l’evoluzione dell’uomo in relazione all’evoluzione delle potenze cosmiche, ovvero i cosiddetti dèi. Quando qualcuno cercò di divulgare queste conoscenze, fu messo a morte per aver commesso sacrilegio. Oggi si tende a interpretare questi episodi come la manifestazione di una sindrome elitaria che affliggeva gli ordini sacerdotali, ossessionate dalla brama di mantenere il potere sulle masse ignoranti. In realtà, malgrado non siano mancati gli abusi, questa condotta derivava da un dato fondamentale e oggettivo: che quando certe conoscenze vengono diffuse, è inevitabile che vengano distorte e che cessino di essere efficaci, alimentando anzi ancor di più il sonno dell’essere umano.

In effetti, oggi che molte conoscenze esoteriche sono diventate di dominio pubblico, l’umanità nel suo complesso non è migliorata rispetto ad allora. Non è più necessario, infatti, accedere a luoghi remoti e superare selezioni durissime per essere ammessi come allievi all’insegnamento dello yoga o della meditazione. Tuttavia, da quando le discipline spirituali sono offerte a ogni angolo di strada, esse hanno cessato di essere una forza propulsiva per chiunque ne venga in contatto. Per i più, anzi, queste conoscenzealimentano un circolo vizioso in cui la mente si sente soddisfatta di ciò che crede di aver ottenuto e non cerca altro che conferme a ciò che ha deciso di credere. Per questo, ai risultati tangibili di una concreta e faticosa evoluzione, preferirà inseguire mete illusorie e non verificabili come viaggi astrali e aperture di chakra senza alcuno sforzo e soprattutto a buon prezzo. Per questi motivi, tutto quello che verrà pubblicato in relazione a questo progetto, che si avvantaggia soltanto del sistema di massa di diffusione dell’informazione, ha numerose chiavi di lettura. Malgrado sia disponibile a tutti, è scritto solo per pochissimi, come pochissimi saranno coloro che arriveranno al termine di questo programma. Le informazioni che forniremo sono inoltre di contenuto puramente operativo: a ogni stadio corrisponde un risultato che è riscontrabile non solo nella mente, ma anche nell’universo fisico e quindi non corre il rischio di essere inquinato dalla sindrome che affligge l’uomo contemporaneo, più propenso alla proiezione di film mentali che generano gratificazioni e complessi di inferiorità malcelati.

♦ La verità è un killer

Purtroppo, la verità non è fatta per fare piacere, né per confermare quanto pensiamo di conoscere. Né la verità è qualcosa di cui ci si può appropriare brevettandola o glorificandosi della sua scoperta o della sua pretesa invenzione. La verità non fa comodo a nessuno, soprattutto alla mente e alle personalità, con cui sarà sempre in contrasto, perché nessuno di noi è in grado di formulare pensieri o provare emozioni oggettive: prova ne è che tutti i nostri pensieri e le nostre emozioni sono transitori e relativi. Un assoluto non può confermare una relatività, ed è per questo che la verità è un killer: se la si acquisisce veramente, distruggerà qualunque cosa esista su questo piano transitorio, qualunque convinzione, qualunque pensiero o pretesa di emozione.

È dunque giusto che certe cose non vengano spiegate. Occorre comprendere che ogni cosa pensiamo con la nostra mente, relativa e limitata dai cinque sensi, è il riflesso di un pensiero oggettivo e assoluto, la sua ombra. E che cos’è un riflesso o un’ombra se non un’immagine imperfetta e capovolta della realtà? Se una persona riesce a immaginarsi questo veramente e inizia a concepire quanto può essere complesso risalire alla propria origine, realizza che il compito è pressoché impossibile, con gli strumenti di cui dispone. L’effetto del capovolgimento è talmente radicale che soltanto quando si percepisce in pieno questa differenza, si ha la possibilità di svolgere questo programma, che ha lo scopo di fornire strumenti molto più raffinati di quelli di cui l’uomo oggi dispone. Un esempio dell’ordinaria percezione distorta dell’uomo è la sua errata percezione del principio di causa-effetto. Se qualcuno si ammala di cancro dopo aver fatto una buona azione, inizia a dubitare di Dio – o del Karma, poco cambia – e della sua supposta bontà. Ma la relazione tra la buona azione e la malattia è del tutto arbitraria: l’essersi ammalati può essere l’effetto di una causa situata in uno spazio-tempo totalmente diverso dalla buona azione. Tutto ciò che noi facciamo sul piano tridimensionale ha effetti sul piano oggettivo, nel il quale però il tempo non è altro che spazio, ovvero la quarta dimensione. Ciò significa che gli effetti delle azioni producono conseguenze che sono difficilmente rintracciabili e ricollegabili tra loro con i nostri mezzi limitati.

♦ Una nuova possibilità: da pecora a pastore

Momenti come questo, nel passato, in cui l’evoluzione viene accelerata, si sono già verificati numerose volte. Queste fasi sono spesso accompagnate da estinzioni di massa, perché i soggetti che non riescono a sopportare l’accelerazione sono destinati a soccombere. Questa è una delle ragioni per cui la selezione è fondamentale. Ed è per questo che la selezione, nel caso di questo programma, può essere fatta in modo mirato. Ma per comprendere questo è indispensabile cessare immediatamente di farsi illusioni sulla propria natura.

C’è un’affermazione di Gesù che andrebbe letta più nel profondo: “Io sono il buon pastore”. Ciò implica che, se Gesù è il pastore, l’uomo allo stato attuale non è più che un armento, dato peraltro affermato da tutte le tradizioni esoteriche. Si dà il caso, però, che dentro questo particolare animale è stato posto un seme che lo potrebbe trasformare in qualcos’altro. Ma il seme di questa evoluzione non si attiva da sé, ha anzi bisogno di una incredibile dose di volontà e di energia e l’eventualità che sviluppi tutte le sue potenzialità non è garantita: come ogni seme in natura potrebbe dare frutti, ma anche non darli mai. Finché ciò non accade, l’unica funzione del soggetto che lo custodisce è la stessa di tutti gli altri animali, ossia di produrre energia trasformando l’ossigeno in anidride carbonica.

Eppure, nel mondo oggettivo, in quello che secondo il nostro punto di vista relativo e tridimensionale è il mondo dei miracoli, la pecora, se veramente lo vuole, un giorno potrà diventare un pastore. Tuttavia, questo comporta una conseguenza che per il punto di vista limitato dell’animale può risultare alquanto sgradita: alla fine di questo processo, dell’essere pecora iniziale, non rimarrà più nulla. Ciò ovviamente contrasta con l’istinto di conservazione che ogni animale porta congenitamente in sé, e fa sì che ogni pecora di questo mondo sarà disposta a fare qualsiasi sforzo per ottenere la libertà, a condizione ovviamente di non dover rinunciare al proprio essere pecora.

Ecco perché Sri Aurobindo diceva: “Il mondo intero aspira alla libertà, eppure ogni creatura è innamorata delle proprie catene”. Ed è per questo che molti, dedicandosi alla pratica spirituale, ricercano in realtà esperienze psicotrope o fantasticano di ottenere presunti poteri straordinari: perché tutto ciò non costa molto e soprattutto non implica la rinuncia alla propria conservazione.

Anche in questo caso, ciò che vediamo nei film e nei videogiochi che creano maggiormente identificazione oggi è molto significativo. Perché tanto entusiasmo per supereroi e vampiri, perché tanta spettacolarizzazione di un soprannaturale che assomiglia troppo alla banale maggiorazione delle facoltà comuni? In realtà tutto ciò serve a illuderci che la distanza tra noi e ‘loro’ sia poca, che prima o poi, con l’aiuto della tecnologia e magari con qualche pillola, ci arriveremo… E allo stesso tempo questi sogni hanno lo scopo di farci guardare nella direzione sbagliata.

Un’altra realtà difficile da accettare – oggi come in passato – è che le entità cosmiche sono talmente vaste che la possibilità che si relazionino con una singola individualità è praticamente nulla. Ed è altrettanto impossibile stabilire dei paragoni tra la loro realtà e quella dell’uomo al suo stato naturale, malgrado quest’ultimo tenda inevitabilmente a immaginarsi il divino secondo i propri parametri. Se potessimo chiedere a un gatto di immaginare Dio, ce lo descriverebbe sicuramente come un grosso felino: non ha fatto dunque altrettanto l’uomo-pecora, immaginandosi dei pastori ‘a sua immagine e somiglianza’?

♦ Questa non è una cura per la depressione

Un altro punto su cui occorre fare la massima chiarezza è che questo programma è per le persone sane.Spesso, infatti, l’individuo si dedica alla via spirituale perché è affetto da qualche patologia fisica, emotiva o psicologica. È triste affermarlo, ma la spiritualità è per molti l’ultima spiaggia a cui approdano dopo aver provato inutilmente tutti i rimedi. Sulla strada verso la conoscenza esoterica si incontrano quindi masse di persone convinte che questa tecnologia serva per guarire problematiche individuali e relazionali come timidezza, depressione, vergogna congenita, psicopatologie o sensi di colpa.

Così, mentre in natura l’animale malato viene selezionato dal predatore, perché non aiuta la specie, apercorrere invece la strada spirituale è spesso il più inadatto. Ma finché si crede di fare questo per guarire dalle disfunzioni della propria personalità, non potrà servire a molto. Noi non siamo interessati a guarire pecore dalle proprie depressioni, né a creare pecore con superpoteri. Una pecora con la vista a raggi X o capace di leggere nel pensiero delle altre pecore è pur sempre una pecora.

♦ Conclusione: una parabola

Forse non c’è modo migliore per concludere questa introduzione che ricordare una storiella crudele che Gurdjieff, il più grande esoterista del Novecento, amava raccontare ai suoi allievi. Una parabola che descrive perfettamente la situazione dell’uomo e l’origine delle illusioni di cui si alimenta, e che da sola concentra numerose verità che l’uomo fatica ad accettare:

Una certa leggenda orientale narra di un mago ricchissimo che possedeva numerosi greggi. Quel mago era molto avaro. Egli non voleva servirsi di pastori, e neppure voleva recingere i luoghi dove le sue pecore pascolavano. Naturalmente esse si smarrivano nella foresta, cadevano nei burroni, si perdevano, ma soprattutto fuggivano, perché sapevano che il mago voleva la loro carne e la loro pelle. E a loro questo non piaceva. Infine il mago trovò un rimedio: ipnotizzò le sue pecore e cominciò a suggerire loro che erano immortali e che l’essere scuoiate non poteva fare loro alcun male, che tale trattamento, al contrario, era per esse buono e persino piacevole; poi aggiunse che egli era un buon pastore, che amava talmente il suo gregge da essere disposto a qualsiasi sacrificio nei loro riguardi; infine suggerì loro che se doveva capitare qualcosa, non poteva in ogni caso capitare in quel momento e nemmeno in quel giorno, e per conseguenza non avevano di che preoccuparsi. Dopo di che il mago introdusse nella testa delle pecore l’idea che esse non erano affatto pecore; ad alcune disse che erano leoni, ad altre che erano aquile, ad altre ancora che erano uomini o che erano maghi. Ciò fatto, le pecore non gli procurarono più né noie né fastidi. Esse non lo fuggivano più, ma attendevano serenamente l’istante il cui il mago avrebbe preso la loro carne e la loro pelle.

 


LA DOMANDA : Chi E' Fabio Ghioni


Tutte le informazioni sono tratte dai siti di Fabio Ghioni.


http://www.fabioghioni.org/

http://www.fabioghioni.com/


Per informazioni:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 


 

Uomo e anima

Chi è veramente l’uomo?

È una domanda facile e difficile allo stesso tempo. L’uomo non è un corpo, non è un nome, non è una funzione, ma usa tutto questo come degli strumenti. L’uomo non è un’ideologia, un partito politico, non è un’insieme di nozioni, ma si identifica in una di queste cose, oppure sceglie di non identificarsi in esse. L’uomo vero, nel linguaggio comune, può essere descritto solo per negazioni, cioè puoi dire che cosa non è. Ma per dire che cos’è, lo devi essere.

Potrei dire che esiste solo l’Anima. Siamo degli esseri che hanno la possibilità di tornare a Casa, e sottolineo ‘possibilità’. Qui, in questo campo, quello fisico, siamo messi alla prova.

Sarebbe in effetti meglio non parlare dell’Anima, perché non ci sono parole che possono descriverla, in quanto i linguaggi sono stati inventati per raccontare le cose che puoi toccare e vedere con i sensi. L’Anima invece, ovvero te stesso, è l’unica cosa che con i sensi non puoi toccare, né vedere.

Per percepire quello che tu sei veramente, devi disattivare tutto il resto. Quando l’hai fatto, puoi sentire che cos’è l’Anima, ma puoi solo sentirla: non puoi raccontarla in un libro, e non puoi discuterne, perché sarebbe paradossale. La sua natura, d’altra parte, è un argomento che io considero sacro, e non ritengo possa essere oggetto di chiacchiera. Certo, se tu non pensi di essere qualcosa di spirituale, bensì solo un agglomerato di materia in movimento e in rapido decadimento, e in effetti è ciò che normalmente l’uomo pensa di essere, allora potresti anche avere la presunzione di parlare di qualcosa di assoluto. Ma visto che non è così, se si riesce a percepire questo elemento, si sa anche che non è possibile descriverlo con termini ordinari. Puoi però cercare di farlo percepire a un’altra persona, se lo desidera. Ma bisogna desiderarlo.

Il nucleo che qui si chiama Anima è diviso in due: una parte, chiamata Trasparente, si trova in alto, mentre l’altra è quella che giunge su questo piano, prendendo il nome di Corpo Oscuro.Quando cade qui, occupa un corpo, si mette un vestito, per poter interagire con questo piano dell’esistenza, che è un mondo anch’esso Oscuro. Tra le due c’è un collegamento, perché la parte che si trova qui deve trovare la strada per tornare da dove è venuta.

L’accezione che si dà alla parola Trasparente, che è un termine oggettivo, è quella di imperturbato e imperturbabile, ed è ciò che dovremmo diventare. La parte Oscura è invece perennemente in guerra, perché combatte per uscire da qui, nonostante il fatto che in questa epoca manchi in generale la speranza che esista qualcosa al di là di ciò che si può toccare con mano. Qualcosa di eterno, di immortale. Quasi tutto, infatti, è disegnato per drogare i sensi, per sovrastimolarli, in modo tale che non si senta il vuoto prodotto dalla mancanza di questa speranza. Mi auguro che tutti trovino la soluzione alla guerra interiore che stanno vivendo. La chiave di questa soluzione è NON COMBATTERE.

Quando, e se mai, un nucleo Oscuro avesse l’estrema fortuna di diventare uguale alla sua controparte Trasparente,automaticamente si troverebbe in un Cielo altissimo. Non potrebbe più rimanere qui, perché diventerebbe incompatibile con questo luogo.

Se riesci a diventare Trasparente, trasformando la tua Oscurità, hai adempiuto alla ragione per cui sei venuto qui. Si può dire che hai fatto yoga, che vuol dire “unione”, perché ti sei unito, appunto,con l’altra metà di te stesso. Hai raggiunto uno stato di totale pace e realizzazione, che penso sia l’obiettivo che tutti dovrebbero avere.

Tratto dall’intervista a Fabio Ghioni – UFOCast, 22 marzo 2013

Sirius


Coloro che cercano, cerchino finché troveranno.
Quando troveranno, resteranno turbati.
Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto.

 

Vota questo sito in Net-Parade

 

10000 punti ottenuti

Sito d'argento

Ti piace questo sito?
Sostienilo con un voto.
Puoi votare più volte!