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"E' in corso uno sforzo concentrato per prevedere e gestire il comportamento umano in modo che gli scienziati sociali e l'elite dittatoriale possano essere in grado di controllare le masse e proteggersi dalle ricadute di un'umanità libera completamente risvegliata. Solo risvegliandoci ai loro tentativi di metterci a dormire noi abbiamo una possibilità di preservare il nostro libero arbitrio."
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Come si progetta realmente un bambino umano?

Come si progetta realmente un bambino umano?

Un team cinese ha provato a editare il genoma di embrioni umani

Un recente incontro mondiale a Washington non riguardava solo la decisione di permettere o meno l’alterazione della nostra specie con il CRISPR.

Di Antonio Regalado il 02-02-16
tratto da: http://www.technologyreview.it

Nell’aprile 2015, ricercatori cinesi comunicarono di avere per la prima volta provato a modificare geneticamente degli embrioni umani per correggere un gene causa di malattie. Su un totale di 80 embrioni però, solo una manciata ne uscirono corretti. Principalmente, il gene non è stato corretto a modo, o sono emerse alterazioni inattese nel DNA. (vedi “Un team cinese ha provato a editare il genoma di embrioni umani”).

Lo scorso dicembre, a Washington, esperti di tutto il mondo si sono incontrati alla National Academy of Sciences per decidere se porre un veto globale sull’utilizzo della recentissima tecnica di nome CRISPR per la creazione di bambini geneticamente modificati.

Si temono i pericoli inerenti una modifica del DNA della prossima generazione tanto quanto una possibile caduta nell’eugenetica. Allo stesso tempo, molti degli scienziati che hanno partecipato all’incontro erano presenti anche allo scopo di scambiarsi informazioni su come, in realtà, riuscire a farlo.

Uno scienziato che crede di saperlo è Jinsong Li, biologo al Shanghai Institutes for Biological Sciences. Mesi prima, Li era già riuscito ad applicare la CRISPR per modificare un gene che provoca la cataratta nei topi, arrivando a creare esemplari neonati sani con un successo del 100 percento.

La squadra di Li non modificò gli embrioni, ma cellule staminali di spermatozoi da cui creare embrioni già sani in partenza. Secondo Li, presente a Washington con la delegazione cinese, l’idea di modificare embrioni è inaccettabile. L’unica strategia possibile sarebbe operare per correggere le cellule riproduttive.

Eventuali bambini geneticamente modificati vedrebbero la luce in una clinica specializzata nella fertilizzazione assistita, sotto lo sguardo attento del personale medico responsabile della loro creazione. Il problema sta nel fatto che l’alterazione di un gene con la CRISPR presenta ancora dei risultati aleatori. Le modifiche hanno successo solo nel 20 percento dei casi, oltre a presentare, in alcune occasioni, variazioni impreviste. Nessuno si pone il problema quando si tratta di vermi o mosche. Ma la faccenda si fa più complessa per tutti nel caso di un embrione da cui ci si aspetta di vedere nascere un bambino.

Secondo Li, l’intervento sulle cellule staminali spermatiche supererebbe il problema, ma non mancano gli ostacoli nell’applicazione del procedimento alla razza umana. Anzitutto, a differenza che con i topi, nessuno ha ancora capito bene come realizzare una coltura di cellule spermatiche umane in laboratorio.

Secondo Li, saremmo ben lontani dal vedere nascere bambini GM, ma non è certo.

Ancor più difficile, secondo il parere degli scienziati, sarà operare sugli ovuli. Gli uomini producono milioni di spermatozoi nuovi ogni giorno, un esempio pratico di come operano le cellule staminali. Ma il corpo della donna sembra nascere con un numero predeterminato di ovuli per l’intero arco della sua vita, da un punto di vista biologico, qualcosa come una cellula staminale di ovulo nell’individuo adulto non sembra possibile.

Ovviamente, non manca chi sta già pensando a come raggirare il problema: una tecnologia chiamata ‘riprogrammazione’ promette di convertire le cellule di un lembo di pelle di un individuo in ovuli o spermatozoi artificiali nel giro di poche settimane.




Un team cinese ha provato a editare il genoma di embrioni umani

Di Antonio Regalado il 04-23-15
tratto da: http://www.technologyreview.it

Un team di ricerca ha scoperto che le tecniche di editing del genoma non sono ancora abbastanza affidabili da ingegnerizzare la specie umana.

Di Antonio Regalado il 04-23-15

L'editing del genoma potrebbe un giorno essere utilizzato per rimuovere geni malati dal proprio pool genico. In un primato eticamente discusso, un gruppo di ricercatori cinesi modificato embrioni umani ottenuti da una clinica di fecondazione in vitro ricorrendo all'editing del genoma.

I 16 membri del team scientifico, con base all'interno dell'Università di Sun Yat-Sen a Guangzhou, i Cina, si è cimentata in questa impresa per verificare se fosse possibile correggere il difetto genetico responsabile della beta-talassemia, una malattia sanguigna, editando il DNA degli ovuli fecondati.

Il rapporto del team dimostra che il metodo non è ancora abbastanza accurato, confermando i dubbi scientifici sulla praticabilità di un intervento di gene editing sugli embrioni umani, e sulla possibilità che persone geneticamente modificate possano presto venire al mondo.

Il rapporto è apparso il 18 aprile in un discreto giornale scientifico di nome Protein&Cell.

Gli autori, guidati daJunjiu Huang, sostengono che vi sia un "urgente bisogno" di migliorare la precisione dell'editing del genoma prima che questo possa essere implementato clinicamente, ad esempio, per la produzione di bambini con geni riparati.

Il team non ha provato ad avviare una gravidanza e sostiene di aver effettuato i test esclusivamente su embrioni anormali per questioni etiche.

"Gli autori hanno fatto un ottimo lavoro nell'evidenziare le sfide", dice Dieter Egli, un ricercatore della New Yokr Stem Cell Foundation di Manhattan. "Hanno ammesso loro stessi che questo tipo di tecnologia non è pronto per alcuna applicazione".

Il rapporto era già stato fatto circolare fra i ricercatori ed aveva scatenato diversi timori mettendo in evidenza quanto la scienza medica potrebbe essere prossima a giocare con il pool genico umano.

Nel mese di marzo, un gruppo industriale ha fatto domanda per una moratoria completa su esperimenti quali quello descritto in Cina, citando rischi e la possibilità che aprire un varco all'eugenetica, ovvero la modifica di tratti non clinici negli embrioni, quali la statura o l'intelligenza (vedi "Industry Body Calls for Gene-Editing Moratorium"). Altri scienziati hanno caldamente consigliato agli incontri fra esperti, regolatori ed eticisti di discutere se esistano usi accettabili di simili processi (vedi "Scientists Call for a Summit on Gene-Edited Babies").

Il team cinese ha riportato di aver editato i geni di oltre 80 embrioni utilizzando una tecnica di nome CRISPR-Cas9. Pur essendovi riusciti in alcuni casi, in altri la tecnologia non ha funzionato o ha introdotto mutazioni impreviste. Alcuni degli embrioni finivano per diventare dei mosaici fatti da geni riparati in alcune cellule ma non in altre.

I genitori portatori di beta-talassemia potrebbero scegliere di sottoporre i propri embrioni alla fecondazione in vitro, selezionando quelli che non hanno ereditato la mutazione responsabile della malattia. Eppure, l'editing del genoma apre anche la possibilità di operare modifiche germinali o riparare permanentemente il gene in un embrione, in un ovulo o nello sperma, in modo tale da influenzare non solo il nascituro ma anche le future generazioni.

Questa idea è oggetto di un intenso dibattito, dato che alcuni ritengono che il genoma umano sia sacrosanto e non dovrebbe essere soggetto ad alterazioni tecnologiche, neppure per questioni mediche. Altri ritengono che l'ingegnerizzazione germinale potrebbe rivelarsi utile, ma che le tecnologie attuali richiedano molti più test. "Non si può svalutare questa ricerca", dice Egli. "è molto interessante".

Il team cinese è intervenuta su ovuli che erano stati fecondati in una clinica per la fecondazione in vitro ma che presentavano anomalie a causa di una doppia fecondazione.

"Ragioni etiche precludono studi di editing del genoma su embrioni normali", hanno spiegato.

Gli embrioni anormali sono ampiamente diffusi nella ricerca, sia in Cina che negli Stati Uniti. Almeno un centro di genetica negli Stati Uniti sta utilizzando il CRISPR su embrioni anormali scartati dalle cliniche per la fecondazione in vitro. Questo gruppo ha descritto aspetti del proprio lavoro con la condizione che non venisse identificato, dato che la procedura continua a essere controversa.

Le riparazioni eseguite con CRISPR ostacolano i meccanismi naturali di una cellula di intervenire sui propri geni. La tecnologia trasporta una proteina fino a un particolare sito nel DNA di una molecola per intervenire su di esso, aprendolo. Fornendo un "template di riparazione" - in questo caso una versione corretta del gene beta-globina - il DNA può riparare sé stesso utilizzando la sequenza sana.

Il gruppo cinese sostiene che fra i vari problemi incontrati durante il loro lavoro, alle volte l'embrione ignorava il template per ripararsi utilizzando geni simili al proprio, portando a mutazioni "sconvenienti".

Huang spiega di aver sospeso la ricerca a seguito degli scarsi risultati. "Prima di poter intervenire su embrioni normali, occorre essere prossimi al 100 percento di affidabilità", ha detto a Nature News. "Per questo ci siamo fermati. Crediamo che la tecnologia sia ancora troppo immatura".






 

La tecnica CRISPR/Cas9 e l’eugenetica

Da mesi fra i biologi è in corso un aspro dibattito sul cosiddetto "editing” della linea germinale, le modificazioni genetiche ereditabili.

di Sylvie Coyaud
tratto da: http://oggiscienza.it/2015/05/28/

APPROFONDIMENTO – Da mesi fra i biologi è in corso un aspro dibattito sul cosiddetto “editing” della linea germinale, le modificazioni genetiche dell’ovulo fecondato, ereditabili dai discendenti.

 

Ci sono parecchie tecniche per modificare il DNA. Fino a un paio di anni fa la più diffusa anche nell’industria biotech era l’enzima di restrizione sintetico “nucleasi a dita di zinco“. Come una forbice, taglia via solo gli errori tipografici che devono essere specificati uno per uno. L’ultima, molto più efficiente, si chiama CRISPR/Cas9. L’acronimo sta per l’enzima prodotto dal gene Cas9 e i Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats, le ripetizioni palindromiche di gruppi di Dna estraneo disposti a intervalli regolari. (Rimando a Wikipedia per i dettagli – affascinanti – della loro evoluzione, però è in inglese; questa anche, più sul versante terapeutico.)

 

I CRISPR fanno parte del sistema immunitario dei batteri, si era scoperto dodici anni fa in quelli dello yogurt. Sono anche dei “redattori genetici” grazie all’endonucleasi Cas che riconosce l’RNA nel quale il DNA virale si traduce per replicarsi. L’enzima Cas si appropria di quell’RNA, così riconosce esattamente i pezzi di DNA virale e li elimina tutti. La correzione resta nel genoma del batterio ed è ereditato dalle cellule figlie.

 

A differenza dei batteri, noi eucarioti abbiamo due copie di ciascun gene. Se una è mal funzionante, la cellula usa l’altra come matrice per riparare il gene e se nemmeno l’altra copia è integra, siamo da capo. Il sistema CRISPR + Cas9 + RNA-guida da solo non basta a modificare geneticamente piante e animali: occorre aggiungere la sequenza di DNA corretta da inserire nel gene al posto di quella tagliata via.

 

Così la grossa molecola diventa uno strumento preciso e potente. Nei laboratori è stato subito provato su cellule  umane, staminali sopratutto, e su animali che fanno da modello per tumori, malattie virali, neurodegenerative e altre patologie.

 

Il 12 marzo scorso su Nature, Edward Lanphier, il padre e padrone della nucleasi a dita di zinco, e altri quattro ricercatori chiedevano una moratoria sull’uso biomedico della nuova tecnica, ancora immatura  e rischiosa, perché secondo “voci insistenti” almeno cinque gruppi cinesi la stavano già usando su embrioni umani. Il giorno dopo Science anticipava on line l’appello di 18 ricercatori dopo un seminario simile a quello che si era svolto ad Asilomar, nel 1975, e aveva deciso la moratoria sul Dna ricombinante. I firmatari, tra i quali il premio Nobel per la medicina David Baltimore, chiedevano che

 

Un gruppo globalmente rappresentativo di ricercatori e utenti dell’ingegneria del genoma ed esperti di genetica, diritto e bioetica, nonché membri della comunità scientifica, del pubblico, delle agenzie governative deputato e dei gruppi di interesse, consideri queste importanti questioni e, se del caso, raccomandi le misure (policy) appropriate.

 

Per esempio delle linee-guida e dei criteri etici comuni.

 

Il 16 marzo veniva pubblicata la prima prova su ovuli fecondati (zigoti) umani, scartati per la fecondazione assistita perché avevano 3 copie di ogni cromosoma. Nell’articolo – rifiutato da Nature e da Science dopo una revisione approfondita, ma accettato in due giorni appena dalla rivista cinese Protein & Cell – Junjiu Huang e altri quindici genetisti dell’Università Sun Ya Tsen a Guandong spiegano come hanno cercato di sostituire in 86 zigoti il gene HBB, che se mutato causa la beta talassemia.

 

Su 71 zigoti sopravvissuti alla procedura, in 28 le mutazioni erano state eliminate e soltanto in 4 la cellula aveva sostituito il gene HBB. Ma proprio come prevedevano Lanphier e i suoi colleghi:

 

si sono anche trovate un numero sorprendente di mutazioni “fuori bersaglio”, probabilmente introdotte da un’azione del complesso CRISPR/Cas9 su altre parti del genoma. Questo effetto è una delle principali preoccupazioni riguardanti l’editing della linea germinale perché queste mutazioni non intenzionali potrebbero essere dannose. Il loro tasso è molto superiore a quelli osservati negli studi su embrioni di topo e sulle cellule staminali umane adulte.  Inoltre  Huang sottolinea che il suo gruppo ha rilevato soltanto un sottoinsieme di  quelle mutazioni, perché ha analizzato sono la parte del genoma chiamata exoma. “Se l’avessimo sequenziato tutto,” dice, “ne avremmo viste molte di più.”

 

Da allora, la comunità scientifica è divisa. Avanti così, il potenziale è straordinario, i benefici per le generazioni future saranno immensi, i comitati etici imporranno regole stringenti. Non lasciamo che le preoccupazioni assurde di Lanphier e altri fermino la possibilità di modificare la linea germinale umana, scrivevano genetisti dell’università di Newcastle e di Oxford su Nature in aprile. Come molti altri, Robert Pollack della Columbia University rispondeva il 22 maggio su Science 

 

Aprire alla modificazione della linea germinale è semplicemente aprire al ritorno del programma eugenetico: alla selezione positiva delle versioni “giuste” del genoma umano e all’eliminazione di quelle “sbagliate” non solo per la salute di un individuo, ma per il futuro della specie.  … Dubito che, per quanto inadeguato, l’appello (di Baltimore et al.,ndt)  sia ascoltato dalle sei aziende private che hanno finanziato la ricerca cinese, o dalle università elencate nell’articolo quali titolari di brevetti che essa ha utilizzato.


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Sirius


Coloro che cercano, cerchino finché troveranno.
Quando troveranno, resteranno turbati.
Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto.

 

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