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Solo Risvegliandoci...

"E' in corso uno sforzo concentrato per prevedere e gestire il comportamento umano in modo che gli scienziati sociali e l'elite dittatoriale possano essere in grado di controllare le masse e proteggersi dalle ricadute di un'umanità libera completamente risvegliata. Solo risvegliandoci ai loro tentativi di metterci a dormire noi abbiamo una possibilità di preservare il nostro libero arbitrio."
Nicholas West


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Il dramma di Arjuna: la via dell’aspirante spirituale

Il dramma di Arjuna: la via dell’aspirante spirituale

tratto da: http://yogavitaesalute.it/

di: Luca Tomberli

“O Krishna, vedendo la mia gente così disposta per il combattimento, le mie membra vengono  meno, la bocca diviene secca, il mio corpo trema e i capelli mi si rizzano sulla testa; Gandiva mi sfugge di mano e la mia pelle sembra ardere. Non posso reggermi in piedi, il mio spirito vacilla e ho presagi funesti, o Keshava.”
(BG I-28,29,30)

Arjuna incontra sul suo cammino la prova più insidiosa mai affrontata. Dopo tante battaglie affrontate nelle pianure del mondo, deve sconfiggere il nemico che è in lui.  Nel corso dell’esistenza ha già incontrato diversi ostacoli. Molte volte si è scontrato con le vicissitudini e le difficoltà della vita, e per quanto si sia impegnato non sempre gli esiti sono stati positivi, ma ogni volta ne è uscito rafforzato e pieno di voglia di fare. Le vittorie gli hanno dato sicurezza e le sconfitte lo hanno spronato a dare di più. Il Pandava è fiero di essere uno kshatriya (guerriero), crede nell’autorità e nella giustizia e si adopera per favorire il principio del bene. Il figlio di Kunti ha imparato a muoversi nella vita con un certo atteggiamento fiducioso verso quello che c’è da fare.

Questa volta Arjuna è atteso da una prova che richiede uno sforzo più grande. Un nemico invisibile serpeggia tra le pieghe della sua coscienza. Come un cobra si erge al richiamo del fachiro, le emozioni sepolte nell’inconscio risalgono in superficie richiamate dal sé inferiore. Arjuna, dopo aver visto chi compone le fila dell’esercito antagonista, è mortificato, non vuole combattere la sua gente, non può concepire di considerare nemici da uccidere coloro con cui ha condiviso l’esistenza. Si sente venir meno e perde fiducia nella vita come se fosse stato colpito in un punto vitale. Dato che nel campo di battaglia vi sono disposti i familiari, i compagni di giochi e gli amici di un tempo, neanche la sua forza e la sua agilità fisica lo possono aiutare. Niente può schivare un tale colpo, così Arjuna viene toccato nel profondo. Allora le emozioni fuoriescono e prendono il sopravvento. Quanto non è stato ancora rischiarato dalla Luce della coscienza reagisce alla spinta della vita e sembra avere una forza inusitata. Per questo Arjuna è preso dallo sconforto e sente le spire della morte intorno a lui.

All’improvviso il castello delle certezze di Arjuna viene meno, le fondamenta sembrano sgretolarsi come arenaria. La prova che ha di fronte gli appare insuperabile, sembra ghermirlo come una bestia feroce. La lotta, che tanto aveva rincorso e sulla quale aveva fondato la sua ragione di essere, questa volta è sul punto di essere rigettata. La sfiducia gli fa perdere la presa sull’arco. Lo shock emotivo è grande, non riesce a sostenere nemmeno il peso dello strumento che gli ha donato Shiva. In quel momento anche la pratica dello yoga viene messa in discussione. Arjuna percepisce i propri limiti interiori come un vortice nero che cerca di soffocare la vita e il calore che sente è il prodotto dello scontro emotivo. Non riesce a distaccarsi dalle emozioni che lo legano ai ricordi, così il Karma lo porta a sentire quanto il passato è ancora presente nella sua coscienza. Toccato nei sentimenti, Arjuna si ribella alla vita. Non si sente ancora pronto per la strada della Verità; per questo, indeciso, si sofferma in compagnia della morte. Non è ancora libero di guardare il presente con occhi pieni di fiducia verso il futuro, in quanto velati da un passato non ancora del tutto vagliato.

Però la Luce è con Arjuna. Nonostante la paura lo paralizzi e un mantello nero sembra avvolgerlo, il Pandava mantiene aperto il canale con la vita. Le umane debolezze non gli impediscono di rivolgersi a Krishna. Forse il contatto con la parte spirituale non è mai stato così sincero. Nel confronto con l’Anima, la personalità viene inchiodata sempre più nella materia e la coscienza si prepara al grande balzo. I limiti, quando vissuti, indicano la via verso la libertà. Arjuna nel momento più nero, trova la forza per cercare sostegno nel Maestro. Ancora non ne è consapevole, ma così getta le basi per rinsaldare il suo proposito di Ksathrya.

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