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Antichi Astronauti e Culto del Cargo: paralleli interessanti e indizi - Il Culto del Cargo e i soldati americani sono degli dei

Categoria: UFOLOGIA – ESOBIOLOGIA – ABDUCTION
Pubblicato Mercoledì, 10 Luglio 2013 19:53
Scritto da Super User
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Antichi Astronauti e Culto del Cargo: paralleli interessanti e indizi

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Il Culto del Cargo e i soldati americani sono degli dei

 “culto del cargo” per renderci conto di come l’uomo sia per sua natura propenso a divinizzare chiunque gli sia superiore. Durante la Seconda Guerra Mondiale molti aerei statunitensi sorvolavano le isole del Pacifico. Gli aborigeni che vivevano come primitivi in quell’area del mondo, divinizzò quegli aerei. Ne realizzarono alcuni esemplari fatti di giunchi e paglia e si misero ad adorarli, come divinità. Portarono loro offerte e divennero sacri. Solo in un secondo tempo, quando gli occidentali giunsero nelle loro terre, scoprirono la verità. Questo caso antropologico è sicuramente emblematico...

 

tratto da: http://pianetablunews.wordpress.com/
Fonte: http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/

Ogni anno la tribù amazzonica Kayapo festeggia l’arrivo del misterioso Bep-Kororoti, o “colui che viene dal cosmo”, venuto in visita sulla Terra tanto tempo fa.

Il guerriero dal cosmo sembrava provare piacere nel vedere la fragilità di queste persone. Nell’intento di voler dare loro una dimostrazione del suo potere, alzò l’arma di tuono e, indicando successivamente un albero e poi una roccia, distrusse entrambi.

Tutti compresero che Bep-Kororoti voleva dimostrare loro che non era venuto per fare la guerra“. Antica leggenda amazzonica.

La storia dell’umanità ci insegna che il mondo si è evoluto dalla semplicità alla complessità, da attrezzi di pietra fino alla tecnologia avanzata che abbiamo oggi a disposizione. Eppure, decine di storie provenienti dalle culture native sembrano complicare questo schema apparentemente lineare. Testimonianze architettoniche di immense strutture megalitiche e racconti di antiche divinità discese sulla Terra in antichità, fanno pensare alla visita di antichi astronauti alieni discesi sulla terra migliaia di anni fa. 

E’ possibile che antichi cosmonauti extraterrestri siano entrati in contatto con i nostri antenati e siano stati scambiati per dèi a causa della loro tecnologia avanzata? Per esplorare questa possibilità, bisogna comprendere il particolare fenomeno del “Culto del Cargo“.

Il giorno di John Frum

amazzonia-culto-del-cargo-03.jpgSin dal primo giorno del suo arrivo nel maggio del 1941, le cose non furono più le stesse per gli abitanti di Tanna, una delle isole più piccole dell’arcipelago Vanuatu nel Pacifico occidentale.

Il giorno di John Frum” è l’evento più importante nel culto nato in seno alle tribù che vivono sull’isola. In questo giorno sacro, numerose parate e celebrazioni vengono tenute per onorare la divinità compassionevole che aveva visitato questa gente molti anni prima.

Molti etnologi ritengono che i nativi di Tannaabbiano sviluppato il culto attorno alla figura di un soldato americano di nome John Frum (probabilmente è la storpiatura di “John from America“, John dall’America), vissuto a stretto contatto con la tribù nel corso della seconda guerra mondiale. È noto come tale culto cominciò a svilupparsi con l’arrivo di circa 300.000 soldati statunitensi nelle Nuove Ebridi, incaricati di difendere l’arcipelago da una possibile invasione giapponese. Il caso di John Frum rappresenta uno dei più noti nell’ambito di quel fenomeno conosciuto come “Culto del Cargo“.

amazzonia-culto-del-cargo-02.jpgI Culti del Cargo rappresentano un singolare fenomeno etno-sociale sorti a seguito delle spedizioni americane nelle isole del pacifico durante il secondo conflitto mondiale.

La distribuzione gratuita di cibo, l’applicazione della medicina occidentale tra gli uomini delle tribù primitive e l’utilizzo degli aeroplani, dovette impressionare notevolmente i nativi, tanto da far credere ai nativi di avere a che fare con delle divinità, spingendoli alla creazione di veri e propri culti religiosi in onore degli dèi.

Con la fine della guerra, lo scopo principale del culto è quello di invocare il ritorno degli dèi dalla pelle bianca, come John Frum o come il duca Filippo di Edimburgo, adorato dalla tribù Yaohnanen dell’arcipelago Vanuatu.

Bep-Kororoti: l’astronauta che ha visitato l’Amazzonia

amazzonia-culto-del-cargo-04.jpgEppure, i culti del cargo potrebbero avere un’origine molto più remota di quelli sorti nelle isole del Pacifico. I primi ad aver sviluppato un’adorazione per un visitatore straniero potrebbero essere stati i Kayapo, una tribù della foresta amazzonica.

Kayapo celebrano ogni anno l’arrivo del misterioso Bep-Kororoti, “colui che viene dal cosmo”, indossando un curioso abito di vimini che ricorda molto una tuta spaziale moderna.

Secondo i racconti dei leader della tribù, il misterioso personaggio venne dalla catena montuosa del Pukato-Ti. Alla paura del primo incontro, pian piano la gente del villaggio cominciò a sviluppare una vera e propria adorazione verso lo straniero, motivata dalla sua bellezza, dallo splendore bianco della sua pelle e dalla sua benevolenza verso tutti. Si tramanda che questo strano visitatore fosse straordinariamente intelligente e che avesse consegnato agli antenati della tribù preziosissime conoscenze.

La leggenda racconta che un giorno Bep-Kororoti esplose in un attacco di rabbia e con urla e minacce vietò ai membri della tribù di avvicinarsi a lui. Fu allora che la tribù vide andare lo straniero verso i piedi della montagna e fuggire verso il cielo in una tremenda esplosione che scosse tutta la regione. I nativi videro scomparire Bep-Kororoti in una nuvola di fuoco. L’esplosione fu talmente intensa da distruggere un vasto territorio della giungla, fece scomparire gli animali e da quel momento, la tribù soffrì un luongo periodo di carestia e di fame.

amazzonia-culto-del-cargo-05.jpgL’etnologo Joao Americo Peret, che intervistò gli anziani della comunità aborigena nel 1952, ha affermato che la vicenda di Bep-Kororoti risale ad un passato molto lontano.

I ricercatori moderni, alla luce del fenomeno del Culto di Cargo, si chiedono quale tipo di persona possa aver visitato le tribù del Mato Grosso in un periodo così remoto, vestito con una tuta spaziale e in possesso di una magia che, a dire dei Kayapo, era in grado di abbattere un animale con un semplice tocco.

Certamente, la figura di Bep-Kororoti non corrisponde alla mentalità umanitaria del soldato nordamericano che i Tanna di Vannatu continuano ad adorare. Ma il fatto più bizzarro, quando si venne a conoscenza della storia dei Kayapo, è la strana tuta spaziale che è diventata parte integrante delle cerimonie in memoria di Bep-Kororoti, poichè il culto, di epoca antichissima, è sorto quando non esistevano ancora i viaggi spaziali umani.

Inoltre, il racconto della partenza di Bep-Kororoti, “tra nuvole di fumo, di luce e rombi di tuono”, richiama chiaramente alla mente il comportamento di un motore a reazione moderno. Lo spettacolo deve aver sopraffatto i sensi degli aborigeni. Secondo i racconti, il meccanismo di propulsione era comandato da ciò che i nativi credevano essere dei “rami” e la nave sembrava essere un “albero”. La leggenda racconta che il visitatore tornò a sedersi in questo albero speciale e toccando i rami, avvenne una grande esplosione e l’albero scomparve in aria. E’ un azzardo pensare che si trattasse di un razzo spaziale?

I Dogon: la tribù con la conoscenza astronomica

amazzonia-culto-del-cargo-06.jpgMa la manifestazione più interessante del Culto del Cargo è forse quella che si mostra nella tribù dei Dogon, che si trova nel Mali, Africa occidentale. Sebbene non abbiano sviluppato un culto strutturato e devozionale come quelli raccontati finora, i Dogon conservano delle conoscenze a dir poco miracolose.

Nel 1947, dopo aver vissuto con i Dagon per più di diciassette anni. l’antropologo francese Marcel Griaule ha riportato una storia veramente incredibile. Gli anziani della tribù hanno rivelato a Griaule uno dei loro segreti più gelosamente custoditi, nascosto anche alla maggior parte della comunità tribale.

I capi hanno raccontato di come i Nommo, una specie mezza pesce e mezza umana, abbiano fondato un’antica civiltà sulla Terra. Nonostante la loro cultura primitiva, gli anziani Dagon dicono di aver ricevuto una profonda conoscenza del sistema solare da uno dei misteriosi Nommo. Gli anziani sono a conoscenza delle quattro lune di Giove, degli anelli di Saturno e sono consapevoli della forma a spirale della Via Lattea e sanno che sono i pianeti a muoversi intorno al Sole e non viceversa.

amazzonia-culto-del-cargo-07.jpgMa ciò che più sconcerta gli etnologi è la conoscenza dei Dagon delle orbite, delle dimensioni e della densità delle stelle del sistema di Sirio. I Dogon hanno accuratamente confermato l’esistenza di Sirio A, B e C, conoscenza che la moderna scienza ha acquisito solo di recente. Sirio C è rimasta sconosciuta fino al 1995, quando gli astronomi hanno notato l’influenza gravitazionale che questa esercita sul movimento di tutto il sistema.

Eppure, da centinaia di anni, i primitivi Dagon, non sono erano a conoscenza delle tre stelle, ma ne conoscevano anche alcuni dettagli. Da dove gli è venuta questa conoscenza?

Possiamo ipotizzare che anche i Dogon abbiano avuto un primo contatto con un gruppo di antichi astronauti che ha visitato il nostro pianeta in passato? Gli indizi sembrano andare tutti in questa direzione. Non manca che il ritrovamento della “pistola fumante” e cioè la prova definitiva che non siamo sole e che anche l’umanità è figlia delle stelle.

De ilnavigatorecurioso

 


 

Il Culto del Cargo e i soldati americani sono degli dei

tratto da: http://www.vice.com/it

Di Jamie Clifton

I culti del cargo, sono nati all'inizio del Ventesimo secolo nelle società tribali di numerose isole del Pacifico. I fedeli al culto credono che un soldato americano della Seconda Guerra Mondiale di nome John Frum, o il razzista preferito di tutti gli inglesi, il principe Filippo, entreranno prima o poi in possesso di tutto il cibo, tutti i vestiti e tutte le armi dell'Occidente e li consegneranno a loro. Dopodiché, sempre secondo il culto, il resto della popolazione terrestre scomparirà lasciando alle società tribali ciò che è loro di diritto, o, per meglio dire, quello che loro credono tale.

Purtroppo questi culti sono ormai scomparsi ovunque, tranne a Tanna, una remota isola vicino alle Fiji e alla Nuova Caledonia, dove la gente è ancora fortemente attaccata a queste eccentriche e adorabili illusioni. Il fotografo russo Vlad Sokhin ha passato una settimana a Tanna insieme ai praticanti del culto di John Frum. Si è unito a loro per le festività più importanti del calendario, durante le quali si scrivono sul petto “U.S.A.” e marciano brandendo fucili di bambù e kalashnikov di legno nella speranza che un soldato americano vissuto 75 anni fa ritorni per far loro dei doni/ammazzare il resto del mondo.

Vlad ha visitato anche il villaggio di Yaohnanen, la sede originaria del culto del principe Filippo. Gli ho fatto qualche domanda sulla storia dei culti del cargo.

VICE: Ciao Vlad. Dunque, spiegami perché questi isolani sono finiti a adorare i soldati americani e il marito della Regina.
Vlad Sokhin: È iniziato tutto nei primi anni del Ventesimo secolo, con l'arrivo degli occidentali sulle isole della Melanesia, come la Papua Nuova Guinea, Vanuatu e le Isole Salomone. Immaginatevi di vedere degli aerei e delle navi per la prima volta. Per loro era un miracolo mandato dal cielo—gli stranieri apparivano in queste macchine giganti e rumorose e davano loro fucili, vestiti e cibo.

È comprensibile, ma sicuramente dopo che gli occidentali hanno messo in chiaro chi erano avranno cambiato un po' opinione, no?
Sì, hanno capito, ma alcuni profeti del posto hanno iniziato a dire che gli abitanti dell'isola erano gli unici che si meritavano le merci (il cargo)—che erano state mandate dagli dei—tuttavia gli occidentali erano stati furbi e si erano ingiustamente impadroniti di tutto. La gente ha iniziato a credere che, se avessero imitato gli occidentali, avrebbero ricevuto anche loro merci, quindi hanno costruito degli aerei di legno e piste di atterraggio nella giungla, dove hanno aspettato tutto il giorno con bandiere, sperando che arrivasse qualche aereo da fare atterrare.

Immagino non sia mai arrivato nessun aereo.
No. È successo solo a Tanna, dopo che i culti erano morti su tutte le altre isole, e adesso anche lì non si mettono più in attesa sulle piste, perché gli aerei portano comunque turisti e soldi sull'isola ogni settimana. Però alcuni anziani continuano ad andare all'aeroporto ogni giorno ad aspettare gli aerei, e sperano che John Frum sia a bordo di uno di questi.

Parlami di John Frum. È esistito davvero? O l'hanno creato i profeti dell'isola?
Credo sia esistito davvero. Negli anni Trenta Vanuatu era una colonia francese e britannica, e pare che nel 1937 un uomo chiamato John Frum sia apparso a Tanna. Era un soldato di colore, probabilmente americano, ma non so se si chiamasse effettivamente John Frum. Magari ha detto “Sono John dall'America [from America],” e gli indigeni hanno capito “Sono John Frum.”

Cosa lo ha reso la divinità che è oggi? Immagino che avessero già visto molti soldati prima di lui, no?
Sì, ma lui era quello con il grado più alto sull'isola. Gli abitanti vedevano gli altri soldati bianchi lucidare le scarpe a un uomo con la pelle del loro stesso colore, e pensavano che quella fosse la prova di un disegno divino secondo cui erano loro i legittimi proprietari del carico degli aerei.

E poi John Frum ha iniziato a predicare?
Sì, pare che abbia detto loro che se avessero smesso di usare tutte le cose donate dagli occidentali—se avessero smesso di bere vino e fumare sigarette—avrebbero ottenuto la merce che gli spettava. Tutti i venerdì sera sono dedicati a John Frum, e i credenti si ritrovano insieme e suonano canzoni alla chitarra. Assomigliano un po' alla musica country americana, e i testi parlano dei due apostoli di Frum, Jerry Cowboy e Jimmy Cowboy, due personaggi di vecchi film western americani.

Wow. Esiste anche un giorno dedicato a John Frum in cui si fa una grande cerimonia, vero?
Sì, ogni anno il 15 febbraio si vestono tutti con uniformi della marina americana, marciano in stile americano, sventolano le bandiere degli Stati Uniti e dipingono di rosso le punte dei loro bastoni di bambù per simboleggiare i fucili americani. Alcuni intagliano nel legno armi più elaborate, come i kalashnikov. L'idea è che in quel giorno John Frum tornerà con un infinito carico di ricchezze che renderà Tanna il paradiso terrestre, mentre il resto del mondo scomparirà. Però non sanno in quale anno accadrà, quindi ripetono la cerimonia ogni anno.

E quado vedono che non arriva, cosa succede? Immagino che ci saranno abituati, ormai.
Sì, Isaac Wan, l'anziano del villaggio, è anche a capo del culto, ed è lui che fa la predica a ogni festività. Sembrava un po' indispettito, ma poi ha solo scrollato le spalle e ha detto che sperava che Frum sarebbe arrivato l'anno seguente.

Apprezzo l'ottimismo. Dicevi di come il culto rifiuti la cultura americana, ma allo stesso tempo si appropri di molti dei suoi oggetti caratteristici, come le divise, le bandiere e le armi.
Considerano i simboli americani simboli universali del carico di merce che attendono, e li usano in questa accezione, ma non seguono lo stile di vita americano. Solo due abitanti del villaggio hanno dei pannelli solari che usano per ricaricare i cellulari, ma non ci sono televisioni, elettricità, media e, ovviamente, non c'è internet.

E come è nato il culto del principe Filippo? Voglio dire, immagino non l'abbiano mai visto.
Ad essere sinceri, non lo so. So che negli anni Settanta il principe Filippo e la regina Elisabetta visitarono ufficialmente Vanuatu, e questo sicuramente ha rafforzato il culto, che però era nato già una decina di anni prima. Ha molto meno seguito del culto di John Frum, ma hai ragione, non c'è ancora una spiegazione plausibile per la sua nascita.
 
Strano. In cosa credono?
Credono che Filippo sia il fratello di John Frum e che sia nato a Tanna, ma che poi se ne sia andato in Occidente e abbia sposato una donna molto potente. Pensano che, quando sarà morto, tornerà a Tanna come spirito e porterà con sé tutta la ricchezza della Corona britannica.

Lo venerano proprio come una divinità?
Be', pregano di fronte alle sue fotografie, ma dal momento che alcuni di loro sono stati a Londra e lo hanno incontrato tramite un programma televisivo, credo che ora lo rispettino più come un anziano.

Come mostrano la loro adorazione per lui?
Ogni anno il 10 giugno—il giorno del suo compleanno—fanno una grande cerimonia, molto simile a quella per John Frum. L'unica differenza è che non ci sono simboli americani, ma una bandiera britannica e tante danze. Si radunano a Nakamal, il luogo sacro, oppure venerano il Principe sulla tomba del fondatore del culto. È morto qualche anno fa, e ora a capo del movimento c'è suo figlio.

I due culti sono in buoni rapporti?
Sì, non c'è ostilità, anche perché il movimento dei principe Filippo crede che il principe sia il fratello di John Frum. Però non vanno oltre, non si scambiano visite.

E i cristiani dell'isola? Come vedono il culto?
È una domanda interessante. C'è una chiesa chiamata Unity of John in Christ, che in sostanza ha provato a convertire al cristianesimo i credenti del culto di John Frum, ma ha fallito e quindi ha unito le due credenze.

Come funziona?
Hanno aggiunto John Frum nella Bibbia, lo ritengono un apostolo, ma stanno ancora provando i modi più disparati per convertirli al cristianesimo. Con scarsi risultati, bisogna ammettere.

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